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11 luglio 2008

La vendetta di Topo Gigio

L'ultimatum di Water Veltroni a Di Pietro non è stato causato dalle presunte offese a Napolitano e a Ratzinger. Ma da un attacco brillantissimo fatto da Grillo a Veltroni stesso. Grillo in una sintesi mirabile ha elencato i tre disastri causati da Veltroni in pochi mesi : la distruzione della Sinistra Arcobaleno, la disfatta elettorale nazionale, la disfatta elettorale a Roma.
Grillo aveva così patentemente ragione che il re Travicello Water è letteralmente impazzito (anche perchè molto debole all'interno del suo stesso partito) ed ha così inanellato la quarta cagata del suo ridicolissimo regno : la rottura con l'Italia del Valori.



Se avesse aderito a tale ultimatum Di Pietro avrebbe pagato l'allenza con Il Pd con il sacrificio della sua possibile base elettorale. Nessuno l'avrebbe fatto.
Ovviamente Water vuole prendere l'elettorato di sinistra per stanchezza (e molti poveri scemi ci sono già cascati alle scorse elezioni) e sopprimere, restringendo gli spazi elettorali, qualsiasi alternativa a sinistra. Ma dimentica che la politica aborrisce il vuoto e che Di Pietro sta cercando (in maniera assolutamente goffa ed insufficiente) di colmare in parte le istanze proprie della Sinistra Arcobaleno.
Se si vuole eliminare un concorrente elettorale, si deve assumere la rappresentanza delle istanze sociali di tale concorrente. Se invece si vuole fare tale operazione rimanendo identici a se stessi si è solo degli imbecilli.
Appunto.


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10 luglio 2008

Dopo Eluana e la Sinistra Arcobaleno , a chi tocca staccare la spina ?

Se potesse dire quello che pensa, direbbe di essere sepolto in Africa, vicino alla tomba di Bob Geldof (il cui cadavere al Rocky Horror Picture Show sull'isola di Hokkaido  elogia Bush e Berlusconi) e Bettino Craxi (che per fortuna non dice niente).
Dopo la separazione dalla Sinistra Arcobaleno si è tolto le palle, mentre dopo l'ultimatum a Di Pietro è ormai senza culo (cosa sono le volgarità di Piazza Navona se non gli escrementi del popolo veltroniano dopo la purga del politically correct?).
A che farlo soffrire ancora ? A che accanirsi in una vita politica ormai priva dell'ultimo lembo di dignità ? 




Mi raccomando al suo capezzale, cantategli la canzone di Gaber "l'amico" (testo Gaber-Bettini) :

Parlato] Beh cos’è quella faccia da pirla eh? Dài su, non ne facciamo un dramma. Vedrai che quando sarai al governo ci ridi sopra!
Ma cosa fai? Ma cosa fai?
Dài non piangere, sei peggio di Silvio !
Ma guarda un po’, alla tua età!
Dài finiscila, che vuoi che sappia Ratzinger!
Ma smettila fissato, è chiaro che vincerai le prossime elezioni !
Ma che ti metti in mente, vedrai che starai bene.
Vedrai, vedrai…
Vedrai, andremo in giro insieme e troveremo il bosco pieno di animali
e poi andremo con la barca dove il mare è alto in mezzo ai pescecani
e DAlema con la barca a velaaaaaa
e poi stanchi morti andremo fuori a cena dalla zia Livia Turcooooo 
che ci farà il coniglio e ci darà quel vino che c’ha solo lei.
Vedrai, vedrai…
Ci ubriacheremo insieme e canteremo in coro le nostre canzoni
e poi ci butteranno fuori dal Parlamento e sveglieremo tutti pieni d’allegria.
Ma cosa fai? Ma cosa fai?
Ma piangi ancora, dài, non è poi tanto grave.
Non far così, dà retta a me, non hai niente,
ho già parlato con Giorgio Napolitano
Ti senti di morire, ma via, che cosa dici?
Vedrai che domattina faremo un altro comunicato peggio del precedente.
Vedrai, vedrai…
Vedrai, ti porterò a ballare e ti farò sentire in forma come allora
vedrai, le nostre mogli a casa, andremo al corteo di Settembre che hai organizzatooooo 
e come da ragazzi tu sarai il Migliore e mi farai soffrire
mi ruberai lo scranno e mi dirai ridendo che non vorresti fare politica.
Vedrai, vedrai…
Ci ubriacheremo insieme e canteremo in coro gli sketches della Guzzantiiiii 
e poi ci butteranno fuori dal parlamento e ce ne andremo in Africa da Miriam Makebaaaaa...
Vedrai…
Vedrai…
Vedrai…


11 giugno 2008

A Chiaiano aspettano la repressione

 

«L'esercito è arrivato?» chiedono ironicamente le signore al presidio di Chiaiano. «Ma quando mai, qui ci sono i soliti carabinieri, polizia e finanzieri a perdere tempo». Tutti bardati, l'aria da duri che si scioglie con il caldo. Intorno molto fermento e loro sono gli esclusi dalla festa, c'è la manifestazione nazionale da organizzare (ore 16 fermata di Chiaiano della metropolitana). Stamattina sono attesi gruppi dal nord al sud della penisola: i No Dal Molin da Vicenza, i No Tav della Val di Susa, i collettivi universitari della Sapienza, Rdb e Cobas, i centri sociali del nord est, di Bologna e Roma, la rete No cpt di Bari e altre adesioni continuano ad arrivare per difendere il territorio dalla minaccia di militarizzarlo per realizzare comunque la discarica da oltre 700 mila tonnellate di tal quale, ultima uscita del presidente Berlusconi, quello che sa gli esiti dei carotaggi nelle cave prima dei tecnici.
Arriva al presidio la notizia che l'Ue ha molti dubbi sul decreto rifiuti e si prepara a respingerlo: «E' la conferma di quello che diciamo - dice Pietro Rinaldi - ma intanto il governo ha 60 giorni per attuare quello che ha minacciato, fino al voto in parlamento, dove per altro il Pd si è già dichiarato disponibile a dare il suo appoggio. Non sarà l'Unione europea a fermarli ma una ferma protesta di massa». «Ci mettiamo in viaggio stasera - raccontava ieri Francesco dei No Dal Molin -, siamo una sessantina e ci paghiamo il biglietto del treno, non abbiamo trovato un pullman che ci portasse a Napoli. Il problema di Chiaiano da noi è molto sentito, abbiamo avuto un'assemblea su questo, eravamo in 150».
A unire le proteste la composizione orizzontale e popolare, la dimensione assembleare: «Ci accomuna - conclude Francesco - la difesa del bene comune, la scelta di praticare la democrazia dal basso contro l'arroganza del potere». E ci saranno anche i rappresentati della rete per l'autoformazione della Sapienza: «In segno di solidarietà - dichiara Francesco Raparelli - per chi, come Pietro Spaccafuoco un nostro amico e compagno, viene arrestato mentre è in piazza a chiedere il diritto all'autogoverno». Anche i vertici di Prc e Pdci invitano a mobilitarsi per Chiaiano.
Ma intanto c'è l'intera manifestazione da organizzare al presidio. Sono stati invitati Peppe Lanzetta ed Erri De Luca, ma si tenta di avere anche Ascanio Celestini, che è a Scampìa il pomeriggio per il progetto Punta Corsara. Intorno il gazebo con la bandiera zapatista e i libri editi da Ja Basta, lo stand dei mediattivisti di Insu tv, il banchetto dove si raccolgono fondi per il ricorso al Tar e poi un fiorire di prodotti dell'agricoltura del luogo per l'inaugurazione ufficiale della Festa di Primavera, il sistema studiato dal sindaco di Marano per liberare le strade d'accesso alle cave senza abbandonare il territorio fino al 16 giugno, fino cioè al risultato dei carotaggi.
«Berlusconi apre la discarica a Chiaiano nonostante il parere negativo dei tecnici? Vuol dire che non ha problemi a scatenare una guerra civile». Non sono i comitati civici ma il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta.
Venerdì sera le parole del presidente del consiglio avevano fatto salire di colpo la tensione al presidio della rotonda Titanic, ma si fa fatica a prendere le sue parole per oro colato. «Ho invitato il premier a visitare la selva, sto ancora spettando che risponda. Abbiamo siglato un accorto con il sottosegretario Bertolaso - conclude il sindaco Perrotta - e a questo ci atteniamo. Gli stessi titolari della cava evidenziano difficoltà tecniche. Chiaiano sta diventando una questione di principio».
I residenti restano determinati a impedire lo sversatoio: «Durante la stessa conferenza stampa Bertolaso smentiva Berlusconi, ribadendo di attendere gli esiti della commissione paritetica - ragiona Giovanni, del presidio -, un modo per tenere la porta aperta con i comitati e i sindaci». Berlusconi il primo disobbediente d'Italia, rincara Pietro: «Per il premier le norme non sono un moloch però poi dichiara che userà l'esercito per obbligare noi a rispettare leggi speciali, create in corso d'opera, che violano i diritti a cominciare da quelli alla salute e al dissenso, tutelato in Italia ma messo in mora in Campania, laboratorio della repressione».

(Adriana Pollice)


8 giugno 2008

Impunità assoluta

La Merda vuole che l'uso investigativo delle intercettazioni sia limitato alle indagini su organizzazioni mafiose  e terroristiche. Per fortuna che la Merda è mafiosa. La magistratura potrà continuare ad indagare su di lui.
I giovani imprenditori, degni emuli dei giovani leoni di "Gomorra", hanno applaudito.
Già hanno pensato per i lavoratori ad un contratto su misura, Come la bara.
I gruppi dirigenti (il primo e il secondo stato, i potenti ed i loro megafoni) dell'Italia e del mondo si stanno preparando a restaurare l'Ancien Regime. Vogliono fare i loro comodi e massacrare a campione proletariato e vecchia piccola borghesia.  La loro fretta è compulsiva : sa di sveltina, di fellatio in un cesso pubblico, di esplorazione rettale. Per costoro il centro del piacere è nella prostata. Ormai bastone e carota li mettono in confusione, non sanno cosa va qui e cosa va lì. Ora useranno solo il bastone. Dobbiamo sperare solo che a loro piaccia troppo per riservarlo a noi.


Non parliamo poi della Sinistra di governo : come una vergine torrida, cede su tutto. I rom ? Gli immigrati ? Lo straordinario ? Le discariche ? Il contratto nazionale ? La guerra in Afghanistan ?
Ormai non hanno più orifizi dove farselo mettere. Si bucano giusto per fornirne di nuovi.
Ad "Anno zero" Chicco Testa sembrava un afflitto da un morbo epatico, con il viso allungato come il pelo della Sharpei o come un ernia in cui si infilava il cervello. E come un cadavere si lasciava cullare stancamente dai tempi nuovi, dall'emergenza, giusto per fare un altro giro di giostra. Giusto per stare (da cadavere) sulla cresta dell'onda.
Parlava di una discarica del centro di Roma e sembrava esserne strisciato fuori proprio allora.
Vogliono parlare e dire ciò che a loro fa comodo e pretendere anche di convincere tutti.
I loro desideri sono illimitati.
Siamo una società in putrefazione. E' noto che chi desidera molto, desidera la morte.
Costoro sono inseguiti dai loro desideri quasi questi fossero delle Erinni.
E non vedono l'ora di gettarsi nel baratro con tutta la baracca, come i demoni in forma di maiali scacciati nel Vangelo.
Forse Ratzinger lo sa e basta guardarlo mentre li riceve in Vaticano per capire che schifa gli esseri umani da capo a piedi : ghigno pauroso di circostanza, busto proiettato all'indietro, braccia distese in avanti ad evitare qualsiasi ulteriore contatto.
Non posso dargli tutti i torti. L'arrembanza di questi squali fa gelare il cuore. Sono loro i veri estranei, i veri stranieri che andrebbero cacciati a pedate dallo Stivale.
Ma hanno il coltello dalla parte del manico. E i loro volti si alternano sullo schermo come i nostri riflessi negli specchi storti dei luna-park.
La contraddizione tra forze e rapporti di produzione sta assumendo la forma di una fatale costipazione.
E ' per questo che per tanti anni l'immagine degli aerei che si infrangono sulle Torri Gemelle è rimbalzata nelle televisioni di tutto il mondo. A modo suo era un'immagine liberatoria. Come una diarrea.
Servirebbe una generale regolarità. Ma il mercato ha un andamento nevrotico, oscillazioni tipicamente anali. Non vuole contenersi e ballonzola come Giumbolo, Jabba the Hut, Giuliano Ferrara, Goffredo Bettini, come un mostro di gelatina.



Come il barone Harkonnen prende una vittima predestinata (l'Iraq, la Serbia, adesso l'Iran) e ne succhia linfa vitale e sangue. E come ultimo sfregio, vomita sul selciato del tomato ketchup.
Alla faccia dello Slow Food.
A questo serve la libertà.


26 maggio 2008

Cuius (decreto) regio eius religio

Il governo contro Chiaiano agita la legalità e i superiori interessi dello Stato.
Peccato che la prima sia solo un simulacro emergenziale (un governo che svolge il proprio ruolo in base a decreti legge non è che stia proprio a posto con la coscienza), ed i secondi siano tutti da dimostrare nella scelta dei siti da porre a discarica (visto che spesso le istituzioni in queste scelte stavano tranquillamente contro le leggi vigenti).




Quando la decisione politica diventa vuota ed indifferente al proprio contenuto si aprono interi baratri in cui piomba la legittimità di tutto i sistema politico esistente.
Vuoi vedere che Grillo, quando dà un anno e mezzo di vita a tutto il circo, ha ragione ?
Vuoi vedere che in discarica finirà molto più di quanto immaginavamo


29 febbraio 2008

Grillo show

 «Uno scienziato come Veronesi, che va in tv a raccontare che le emissioni di diossina dei termovalorizzatori sono zero, dovrebbe anche raccontare che la sua fondazione è finanziata dalla francese Veolia che i termovalorizzatori li costruisce - racconta Grillo - e quando ci informano che a Vienna ce ne sono tre nel centro abitato dovrebbero anche dirci che i viennesi sono incazzati neri». Una conferenza stampa cominciata con le scuse ai campani da parte di quell'Italia del nord che ama dipingere i napoletani come delle caricature, salvo poi inviare al sud illegalmente ogni genere di rifiuto tossico: «Fate come il Kosovo, staccatevi da Roma». Proseguita poi seguendo la filiera dei rifiuti, il modo migliore per raccontare il capitalismo straccione all'italiana. Fatto di imprese che si fanno disegnare gli impianti per bruciare i rifiuti da maghi del design del calibro di Bertone, come accaduto a Torino, con una canna fumaria altissima circondata da un ascensore per arrivare al ristorante, dove godere la vista sulla città meglio che dalla Mole Antonelliana, «salvo poi mangiare cibo, cadmio e stronzio alla carta». Imprese che spariscono ogni volta che lo stato cancella i finanziamenti del Cip6, come accaduto per l'inceneritore in costruzione ad Acerra, per affrettarsi poi a rimetterli subito prima di lasciare il governo, come ha fatto Prodi, per non irritare le lobby economiche. Circa 48 milioni di euro della bolletta dell'Enel finiti nelle tasche di petrolieri e magnati delle costruzioni. Termovalorizzatori ma anche impianti a biomasse, «impianti cioè che dovrebbero bruciare combustibile naturale, paglia, legno, foglie - prosegue Grillo - salvo poi aggiungere al termine organico anche inorganico, così ci finisce dentro di tutto. Una capitalismo straccione, che si fa finanziare dalle banche, che aprono i cordoni della borsa solo se lo stato concede i Cip6.
Un sistema di smaltimento vecchio, quello che ha portato al disastro campano «pianificato a tavolino dalle banche e dalla Impregilo» prosegue Grillo, che ha prodotto sette milioni di ecoballe non a norma. Per bruciarle tutte ci vorrebbero 10 anni, secondo medici e scienziati per ogni tonnellata incenerita se ne producono due di nano particelle, che dai polmoni e dai bronchi si installano nelle cellule provocando ascessi. «Ho già contattato Renzo Piano, trasformiamo questo monumento all'orrore tecnologico in un museo dello spreco». Perché è solo una questione di spreco: un termovalorizzatore ha bisogno di inghiottire alti quantitativi di immondizia, non tollera una differenziata oltre il 40%, così a Trento la provincia ha organizzato un convegno per raccomandare di non andare oltre quella soglia, «a Grosseto hanno stabilito che conferimenti inferiori al previsto comportano aumenti di tariffa, praticamente un incentivo al consumo - racconta l'esperto in fonti energetiche Maurizio Pallante -. Scegliendo altri sistemi, come il meccanico-biologico, si può riutilizzare, differenziare e immettere nel ciclo naturale sotto forma di materiale per l'edilizia quasi la totalità di ciò che si produce».


(Adriana Pollice)


26 ottobre 2007

Siamo una vetrina : post dal tono basso (dato l'oggetto)

 I retroscena sulla vicenda di Kilombo Slow mi smentiscono. Nel post precedente ho detto che il tempo liberato potrebbe essere un'occasione per fare politica. Vedendo che la politica la si fa sempre in maniera immorale, e cioè con stili, finalità e modalità vetuste e obsolete, e non con quella prospettiva moderna e raffinata che è il disinteresse, penso che il tempo liberato può essere meglio impiegato andando al cesso con una bella rivista pornografica patinata.
Kilombo è una vetrina, ma non perchè ci vogliamo esibire, ma perchè in vetrina (come le puttane ad Amsterdam) possiamo muoverci poco, e muovendoci poco non inzaccheriamo qua e là con i nostri escrementi, ma dobbiamo convivere con essi in uno spazio ristretto. Quindi ci parliamo addosso, chi vuole venire a vedere viene e tutto si consuma in casa, i rifiuti non si esportano e si è ecologicamente compatibili.



Il guaio è che si vuole fare politica usando Kilombo. Ci si adagia sulla tesi che il mezzo è il messaggio e vogliamo cavalcare l'onda a prescindere dal contenuto che immettiamo. Grillo ha avuto un successo iniziale non grazie allo strumento blog, ma grazie alle sue passate denunce. Su Adinolfi stendiamo un pietoso telone da circo : un giorno sarà un deputato, vecchio come tutti gli altri. Il blog è uno spazio con cui comunichiamo a caldo (forse prima a noi stessi) i risultati delle nostre riflessioni e del nostro sentire. Le visite ricevute sono un sintomo di interesse, ma anche di affetto e di umana cortesia. Questo è un piccolo tesoro, che serve soprattutto a noi stessi, per coltivare la nostra umanità.
Non sono pronto per la politica attiva. Ma soprattutto non siamo pronti per la politica attiva. Forse il po' di dibattito nei commenti ai nostri post sarà il brodo primordiale per un fare politica che oggi non sappiamo nemmeno immaginare. La fretta che però intravedo nel fare di Kilombo un soggetto politico e nei piccoli giochi da amici e da amici degli amici che si fanno, mi lascia francamente perplesso. Non rinnoviamo la politica facendo così. Ci sono professionisti di ben altra stoffa che hanno già saturato questa fetta di mercato e costoro siedono giustamente in Parlamento.
Questa fretta è molto simile all'uscire di casa senza aver usato il bidet : si sarà belli quando si vuole, ma passato mezzogiorno si sente comunque un leggero tanfiglio di baccalà
Kilombo slow sarà un' altra vetrina : fate entrare nella redazione chiunque lo chieda. Non vi irrigidite : quando lo si fa, ci si crede cazzuti, ma il più delle volte si è solo stronzi


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permalink | inviato da pensatoio il 26/10/2007 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


19 settembre 2007

Studere, studere.....

Sulla Stampa di ieri Luca Ricolfi dice più o meno questo :

1)      Se prima tu dicevi che bisognava sanzionare prostitute, clandestini, lavavetri eri per la sinistra un leghista ed un razzista, ora non più.

2)      Se prima tu dicevi che a scuola si va solo per studiare, che ci vorrebbe più severità, che bisogna rivalutare la grammatica e lo studio a memoria eri per la sinistra un reazionario e un retrogrado, ora non più.

3)      Se prima tu dicevi che bisogna abbattere la pressione fiscale, eri per la sinistra un berlusconiano ed un evasore, ora non più.

4)      Se prima tu dicevi che ti piaceva Grillo, eri per la sinistra un qualunquista ed uno sfascista, ora non più.

5)      Quanto meno il punto (1) e (2) di questo elenco più l’idea per cui i fannulloni vanno licenziati sono solo puro buon senso, a cui la sinistra sta faticosamente arrivando




 

Luca Ricolfi a scuola ha studiato soltanto : bene, bravo, sette più.

Ha imparato, da buon studioso di statistica e di analisi dei dati, che, mettendo la parola “Grillo” in un articolo, questa fa da salvacondotto ad un numero qualunque di cazzate (che magari con Grillo non c’entrano niente), in modo tale da costruire un articolo e guadagnarsi la pagnotta anche per questa giornata, nella qualifica di scrivano del sistema delle imprese.

Se la scuola insegna questo, manderei un ragazzo, che mi chieda cosa fare dopo le scuole medie inferiori, da un camorrista che gli insegni a sparare : sarebbe più educativo  dal punto di vista civico.


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