.
Annunci online

  pensatoio passeggiate per digerire l'attuale fase storica
 
Diario
 


 

 

Sono marxista

 




Darfur Day

Annuncio Pubblicitario

gaza_black_ribbon






sotto la media l'Italia arranca, con questi media l'Italia crepa







  


        
Articoli di filosofia

Il futuro delle filosofie
http://www.italonobile.it/Il%20futuro%20delle%20filosofie.htm

L'argomentazione apagogica sulla verità in Vittorio Hosle
http://www.italonobile.it/Esiste%20verità.htm

Pensiero di Pensiero...
http://www.italonobile.it/pensiero%20di%20pensiero.htm

La teoria delle descrizioni definite di Bertrand Russell

La x è solo un segno ?

Dall'assenza del segno al segno dell'assenza

Dallo zero alla variabile


Frege e la negazione

Frege e l'esistenza

Senso e denotazione in G. Frege

Concetto e Oggetto in G. Frege

Frege e la logica

Frege e il pensiero

Concetto e rappresentazione in G.Frege

Funzione e concetto in G. Frege

Il senso e la denotazione dei concetti in Frege

La connessione dei concetti in Frege

Ontologia del virtuale
http://www.italonobile.it/Ontologia%20del%20virtuale.htm

L'eliminazione della metafisica di R. Carnap

Conoscenza e concetto in M. Schlick

Schlick e la possibilità di altre logiche

Tempo e spazio in Schlick

Schlick e le categorie kantiane

Apparenza e realtà in Schlick

Concetti e giudizi in Schlick

Analitico e sintetico in Schlick

Evidenza e percezione in Schlick

Giudizio e conoscenza in Schlick

Il reale secondo Schlick

La critica di Schlick all'intuizione

Definizioni e sistemi formali in Schlick

La logica in Schlick

La verificazione in Schlick

La verità in Schlick

Lo scetticismo nell'analisi secondo Schlick

Lo scopo della conoscenza in Schlick

Logico e psicologico in Schlick

L'unità di coscienza secondo Schlick

Schlick e la svolta della filosofia

Schlick e l'induzione

Matematica e realtà in Schlick


Alexius von Meinong e la teoria dell'oggetto


Bernard Bolzano e una logica per la matematica

Contenuto e oggetto in Kazimierz Twardowski

Jean Piaget e la conservazione delle quantità continue

L'attualità di Feyerabend

Sul Gesù storico
http://www.italonobile.it/La%20spartizione%20delle%20vesti.htm

La coscienza secondo Thomas Nagel
http://www.italonobile.it/la%20doppia%20vita%20del%20conte%20Dracula.htm

Filosofia e visione
http://www.italonobile.it/l'immagine%20della%20filosofia.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614562

Ermeneutica della luce e dell'ombra
http://www.italonobile.it/all'ombra%20della%20luce.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614557

Il test di Fantuzzing: mente e società
http://www.italonobile.it/Test%20di%20Fantuzzing.htm

Metafisica oggi
http://www.italonobile.it/metafisica.htm

La merce in Marx

Una teoria marxista della crisi : un primo livello di riflessione


Globalizzazione economica e giuridica
http://www.italonobile.it/globalizzazione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615609

Guerra, marxismo e nonviolenza
http://www.italonobile.it/Guerra,%20marxismo%20e%20non%20violenza.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615613

Utopia e stato d'eccezione
http://www.italonobile.it/utopia%20e%20stato%20d'eccezione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=622445

Il reddito di cittadinanza
http://www.crisieconflitti.it/public/Nobile1.pdf

Keynes da un punto di vista marxista

Appunti marxiani 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10



STORIA DEI NUMERI E DELLE CIFRE NUMERICHE
http://www.italonobile.it/genealogia%20della%20matematica.htm

La comunicazione nel linguaggio scientifico e la filosofia

 http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614558



Lemmi Wikipedia da me integrati
Alexius Meinong
Bernard Bolzano
Storia dei numeri
Sistema di numerazione
Sistema di numerazione cinese
Sistema di numerazione maya


Il Capitale di Marx e altro
1 2  3  4  6  7  8  9
10  11  12  13  14  15  
16  17  18  19  20  21
22  23  24  25  26  27
28  29  30  31  32 

 

Dibattito su Emiliano Brancaccio
1 2 3

Quelli che la crisi l'avevano prevista

Cazzari Nobel

Le molte cazzate del Nobel cazzaro

 

DISCLAIMER (ATTENZIONE):
l'Autore dichiara di non essere
responsabile per i commenti
inseriti nei post. Eventuali
commenti dei lettori, lesivi
dell'immagine o dell'onorabilità
di persone terze non sono da
attribuirsi all'Autore, nemmeno se
il commento viene espresso
in forma anonima o criptata.







28 ottobre 2010

Le tesi di Kalecki

In questi anni in cui l’area socialista si era estesa e le lotte anticoloniali si erano acuite, ci sono stati degli studi che cercano di utilizzare gli strumenti analitici di Keynes allo scopo di costruire un modello dell’evoluzione di un’economia di mercato da cui poter trarre precise indicazioni sulle cause della crisi periodica di sovrapproduzione ossia della recessione. In tal modo si pensava che sarebbe dovuto diventare possibile intervenire tempestivamente e non solo per portare rimedio alle crisi, ma anche per impedire che scoppino.

 

 

Uno dei primi modelli matematici è quello di Michail Kalecki, il quale parte dal presupposto che l’investimento dipenda dai saggi di profitto previsti, i quali a loro volta dipendono dal saggio corrente del profitto : più il profitto è grande e più l’attrezzatura in capitale esistente è piccola, più grandi saranno i saggi di profitto attesi dai nuovi investimenti. Kalecki utilizza anche lui la teoria del moltiplicatore e sostiene che i profitti dipendono dagli investimenti, poiché il risparmio dei capitalisti deve essere uguale all’investimento. Contemporaneamente sostiene altresì che occorre un determinato  volume di profitti perché venga a formarsi una data quantità di risparmio. L’autore ammette infine che l’attrezzatura esistente dipende dall’investimento realizzato in un precedente periodo di tempo. L’idea di Albert Aftalion sulla funzione del tempo necessario alla costruzione delle attrezzature sta evidentemente al centro di una simile spiegazione e Kalecki la combina con l’ida classica dell’influenza del saggio del profitto sull’investimento e con la teoria del moltiplicatore. Kalecki però riteneva che la propensione al risparmio fosse solo il rapporto tra risparmio stesso e profitto, in quanto pensava che il risparmio fosse solo opera dei capitalisti.

Poco tempo dopo i lavori di Kalecki, l’economista americano Alvin Hansen avanzò un suggerimento che, per spiegare il ciclo, tendeva a combinare il meccanismo del moltiplicatore con il principio dell’accelerazione di Clark, trascurando la considerazione della durata di costruzione delle attrezzature. Come Kalecki, Hansen utilizza la teoria del moltiplicatore, introducendo un intervallo di tempo tra il momento in cui viene a formarsi un reddito e quello in cui aumenta il consumo. L’investimento tende a determinare un aumento del reddito nazionale che è uguale ad n volte il suo ammontare. Ma un simile incremento si realizza progressivamente e soltanto se l’investimento viene rinnovato di continuo in ogni periodo di tempo. Durante la fase necessaria al verificarsi di un tale processo si ha dunque in ogni periodo un consumo che dipende dal reddito della fase precedente.

 


27 ottobre 2010

Denis : la concorrenza monopolistica

Sia le conclusioni di Harrod che la teoria di Kaldor, per l’attenzione data ai processi decisionali delle imprese rivelarono un punto debole nell’analisi di Keynes che andava approfondito : il processo di formazione dei prezzi. Keynes non aveva proposto sostanziali cambiamenti in questo campo alla teoria neoclassica e aveva in modo implicito accolto la tesi che i produttori subissero i prezzi. Nella fase dello scambio gli stessi soggetti che determinavano l’andamento delle principali grandezze economiche apparivano semplici recettori di meccanismi e di decisioni impersonali sui quali non potevano esercitare alcun potere. Bisognava proseguire perciò lungo la strada degli studi sulla concorrenza monopolistica intrapresi da Kalecki, Chamberlin e Joan Robinson. Questi contributi confermavano l’esistenza di un potere decisionale degli imprenditori capitalistici i quali oltre ad avere la responsabilità di stabilire cosa e quanto produrre, potevano in particolari condizioni di mercato fissare anche i prezzi. I mercati furono così distinti in due grandi categorie : quella dei mercati concorrenziali o flex-price nei quali i prezzi si formavano nel modo previsto dalla teoria tradizionale e quella dei mercati monopolistici o di concorrenza imperfetta o fix-price, nei quali i prezzi erano amministrati dalle imprese tenendo conto di due variabili : il costo di produzione normale e il margine di profitto (mark-up) che consentiva di finanziare l’espansione dell’attività produttiva. Posta questa distinzione l’analisi fu portata verso un maggiore approfondimento delle scelte imprenditoriali  relative alle componenti del prezzo nei regimi di concorrenza imperfetta.

 

 

Le conclusioni raggiunte rafforzarono le tesi di Keynes sulla centralità delle decisioni di investimento anche avendo come termine di riferimento la singola impresa. Infatti il costo normale fu collegato al grado di utilizzazione atteso della capacità produttiva (confermando l’opinione di Keynes che i cambiamenti della domanda del breve periodo non avessero una influenza diretta sul prezzo perché le imprese adeguavano l’offerta mantenendo fissi i prezzi). Il margine di profitto invece fu fatto dipendere dalle strategie di crescita delle imprese nel lungo periodo e dall’eventuale maggiore convenienza dell’autofinanziamento rispetto al finanziamento esterno. Le decisioni delle imprese sui prezzi furono così collegate alle decisioni di investimento e viste come il risultato di calcoli di convenienza che investivano la previsione della domanda del bene veduto, il presumibile saggio d’interesse medio del mercato e il prevedibile andamento dei salari.

 

 


9 settembre 2010

La tesi di Barrere e la risposta keynesiana

Da parte della scuola keynesiana, Alain Barrere ha presentato una interpretazione della crisi degli anni ’70 considerata come una crisi di tipo nuovo senza precedenti detta crisi organica nella misura in cui essa deriverebbe da una disfunzione del sistema di produzione e di distribuzione. Ciò risulterebbe dalla riduzione relativa del reddito netto disponibile per il consumo e l’investimento, cioè dopo il prelievo di oneri crescenti (rimpiazzo del capitale, oneri sociali fiscali).

 

 

 

Questa riduzione provocherebbe una frenata della domanda effettiva, quindi dell’occupazione della redditività del capitale, da cui la minore propensione ad investire, l’apparizione di sovrainvestimento nel senso keynesiano, il rallentamento della crescita ed infine la crisi. Per l’autore solo una pianificazione nazionale concertata potrebbe ripristinare il controllo delle grandezze strategiche. Tale analisi si ricongiunge ad altri lavori che mettono in evidenza il calo di redditività del capitale alla fine degli anni ’60. Ma il tutto in un contesto nazionale astorico che non tiene conto del ruolo del mercato mondiale.


3 settembre 2010

Accumulazione intensiva con consumo di massa

La forte intensificazione del lavoro operaio ottenuta sulla catena di montaggio rappresenta una componente importante dell’incremento della produttività del lavoro (non è solo l’innovazione tecnica) e dunque del sovrappiù economico. E su questa base che si sviluppano la produzione/consumo di massa e la nuova politica salariale alla definizione della quale partecipano largamente le organizzazioni sindacali operaie, istituzionalizzate e diventate parti sociali, mentre il lavoro salariato è interiorizzato come forma normale di organizzazione del lavoro. È l’articolazione di queste condizioni di produzione e di consumo che costituisce il fordismo, iscritto nel quadro di quello che alcuni chiamano regime di accumulazione intensiva con consumo di massa.

 

 

Su questa duplice base si troveranno sviluppate soprattutto le nuove forze produttive, molte delle quali scaturite dalle forze distruttive messe a punto dalla guerra e i sistemi di macchine che costituiranno la base tecnica delle industrie motrici del periodo : macchine utensili, autmobili, petrolchimica, chimica di sintesi e delle materia plastiche, aereonautica, elettronica ed apparecchi elettrodomestici. L’orientamento di queste attività ed il preciso contenuto dato alle merci le sottomettono rigorosamente all’imperativo della valorizzazione del capitale, quindi ai vincoli della produzione e al rapido rimpiazzo di merci poco durevoli. Ciò produce non la crescita in generale, ma un certo tipo di crescita e certi conseguenti modi di vita. Questi risultano plasmati nello stesso tempo dai sistemi tecnici in quanto legati alla divisione del lavoro (universo della produttività), dai sistemi di oggetti inclusi nei modelli di consumo (universo del consumismo) e dal tipo di sistemazione degli spazi urbani e rurali che struttura l’universo della socialità.

 


12 agosto 2010

Ma cos'è questa crisi : i tempi lunghi

 

I primissimi analisti dei movimenti lunghi pongono l’accento su fattori esplicativi di grande interesse : ad es. Lescure e Van Gelderen vedono la fase di espansione prolungata come fondata su di un poderoso allargamento della produzione, legato allo sviluppo di nuovi settori di attività. Lescure mette in luce il fatto che il lungo periodo di espansione inflazionistica 1850-1873 si fonda sulla costruzione rapida ed intensa della rete ferroviaria in Inghilterra, Francia e Germania, il che stimola fortemente le industrie minerarie e metallurgiche (effetto trainante) e accresce la domanda di manodopera e di capitale, spingendo verso l’alto i salari ed il tasso d’interesse. Lo stesso autore evidenzia come, essendo state portate a termine le linee ferroviarie verso il 1873, ci si deve accontentare della manutenzione di una rete già esistente. L’offerta tende a sopravanzare la domanda e ciò causa una flessione dei prezzi. Successivamente Lescure mette in relazione la ripresa della fine del 1800 con le nuove attività delle industrie elettriche ed automobilistiche.

Kondratiev mette in evidenza la concordanza dei movimenti lunghi dei prezzi e della produzione. Ispirandosi ai lavori di Marx sul ciclo classico, cerca le cause dei movimenti lunghi nelle strutture stesse del sistema capitalistico. Crede di trovarle nell’esistenza di onde lunghe che interesserebbero i grandi investimenti di base come le ferrovie (teoria del ciclo di reinvestimento). Ma per Kondratiev il capovolgimento della congiuntura lunga deriverebbe (più che dall’esaurimento delle potenzialità di rendimento di tali investimento) dall’insufficienza e dal costo troppo elevato del risparmio suscettibile di essere investito, che ricomincia ad accumularsi durante la depressione lunga. Egli trasferisce al ciclo lungo l’analisi che il suo maestro Tugan-Baranovskij  aveva fatto per il ciclo classico. Ma se il fattore che egli propone può in certi casi giocare un ruolo minore a livello di cicli brevi, se ne concepisce difficilmente la trasposizione a lunghi periodi di tempo. Infatti una massa di risparmio come potrebbe restare per tanto tempo inutilizzata ?

Lev Trotzki si interessò delle onde lunghe per indicare che, a differenza del movimento classico, esse non hanno statuto di ciclo. Soprattutto non si possono spiegare le onde lunghe come il ciclo classico e cioè attraverso la struttura e la dinamica del sistema capitalistico. Esse sarebbero determinate non da fattori endogeni, ma dall’ambiente esterno nel quale il capitalismo si propaga (conquiste coloniali, scoperte di nuove risorse, rivoluzioni, guerre) mentre Kondratiev pensa che questi elementi si integrano nel processo generale della dinamica economica e sociale. Questa tesi di Trotzki (poco marxiana) diventerà la teoria ufficiale degli economisti sovietici. In realtà nel periodo di relativo ristagno tra le due guerre e soprattutto dopo la crisi del 1929 diveniva essenziale poter annunciare la crisi finale del capitalismo. La teoria di Kondratiev mostrando che il capitalismo poteva rinascere fu considerata eretica ( e lui nel 1930 fu arrestato e condannato a morte).

Schumpeter non si accontenta di constatare la concomitanza esistente tra fasi prolungate di espansione e messa in atto di massicce ondate di innovazioni (macchina a vapore per il primo Kondratiev, ferrovia per il secondo, motore a scoppio ed elettricità per il terzo, forse automobile ed elettronica per il quarto) ma mette tale concomitanza al centro di ciò che considera una teoria esplicativa. Per lui infatti sono queste ondate di innovazioni messe a punto durante le fasi depressive che provocano l’espansione prolungata (queste imprese trovano, alla fine della fase B, abbondanti capitali pronti per essere investiti).ma la teoria di Schumpeter non fa che spostare il problema, giacchè bisogna spiegare come si crea il progresso tecnico. Ernest Mandel, discepolo di Trotzki, pur designando come fattore essenziale il movimento di lungo termine del tasso di profitto, spiega la corrispondenza tra espansione prolungata e messa in atto delle rivoluzioni tecnologiche, dicendo che queste ultime centrate su nuovi tipi specifici di sistema di macchine cambiano l’organizzazione del lavoro e di conseguenza i rapporti sociali, creando un contesto che amplifica la crescita.



 Tra i primi tentativi di spiegazione dei movimenti lunghi alcuni hanno proposto il ruolo dell’allargamento del mercato mondiale, sia per l’ingresso di grandi paesi come Usa,Germania e Giappone, sia per le conquiste coloniali motivate dalla ricerca di materie prime o di sbocchi per le industrie dei paesi sviluppati. Effettivamente le principali spedizioni coloniali si situano alla fine dei periodi di depressione ed all’inizio dei periodi di espansione prolungata. Infine alcuni economisti quali lo svedese Gustav Cassell hanno cercato un fattore esplicativo al livello dei fenomeni monetari sulla base della teoria quantitativa della moneta : se la massa monetaria aumenta più velocemente della produzione, i prezzi tendono necessariamente a salire il che stimola la produzione. Nel quadro del gold standard (sistema aureo) nel quale la massa monetaria in circolazione è legata alle riserve auree detenute dalle banche, è stato messo effettivamente in luce un certo sincronismo non molto stretto tra i cicli lunghi e le variazioni delle riserve auree. Come è stato sottolineato dallo stesso Kondratiev non si può considerare però la produzione di oro come un fattore indipendente nella misura in cui la ricerca di oro è fortemente stimolata dall’intensità più o meno elevata dell’attività economica e dal movimento dei prezzi. La produzione di oro non può essere considerata come causa prima, ma solo come causa concomitante dell’impulso delle fasi di espansione. A partire dalla prima guerra mondiale l’oro non esercita più alcuna influenza sul movimento lungo. Quanto alla moneta non metallica, essa è oggetto di politiche monetarie che giocano a partire dagli anni ’30 un ruolo importante nella regolazione della congiuntura. Le prime interpretazioni dei cicli lunghi non possono essere considerate soddisfacenti nella misura in cui mettono in rilievo un solo fattore esplicativo, poiché il processo del movimento lungo si è rivelato troppo complesso.


11 agosto 2010

Ma cos'è questa crisi : Keynes e Kalecki visti da Boyer

 

Sia che la si prenda dal punto di vista della tendenza alla sovracapitalizzazione, sia che la si consideri in termini di difficoltà di aggiustamento delle capacità produttive o di aumento dei costi, l’analisi dell’accumulazione nel corso del periodo di espansione sbocca così in modo diversi sul problema centrale : la minaccia che incombe a termine sul tasso di profitto che è il motore dell’accumulazione. Già l’economista neoclassico Knut Wicksell sottolineava la necessità, per suscitare l’espansione, di una differenza positiva tra il tasso di rendimento atteso del capitale di nuova creazione (tasso naturale di interesse) e il tasso monetario o tasso corrente di interesse (quello praticato dalle banche) di cui l’espansione tende a provocare l’aumento (questo tema è stato sviluppato anche da von Hayek). Da questo scarto nasce un processo cumulativo che sfocia a termine nel sovra-investimento, tenuto conto delle prospettive di profitto. Le analisi qui viste riprendono il tema centrale di Marx, arricchendone la comprensione del processo.  

Keynes, ispirandosi a Wicksell per quanto concerne il ciclo vede la causa essenziale nella variazione ciclica del tasso di rendimento atteso del capitale più produttivo, rappresentato da ciò che egli chiama l’efficienza marginale del capitale. Le aspettative (che giocano un ruolo centrale nell’analisi keynesiana) riposano su basi fragili. Per quanto riguarda il tasso di profitto, esse sono, durante la fase di espansione del ciclo, generatrici a termine di una situazione di sovrainvestimento. Anche se l’efficienza marginale del capitale diminuisce necessariamente con l’espansione, le aspettative sono eccessive relativamente all’aumento del costo del capitale e del tasso di interesse : il sovrainvestimento è dunque relativo. Questa situazione sfocia in un capovolgimento delle aspettative, una caduta improvvisa dell’efficienza marginale del capitale che conduce alla crisi per cessazione dello stimolo ad investire. La crisi nasce dunque dall’azzeramento dello scarto tra il rendimento scontato del capitale ed il tasso d’interesse. Mentre quest’ultimo dovrebbe essere abbassato, esso viene invece alzato. Keynes mette così in discussione la capacità degli imprenditori di gestire l’investimento senza produrre crisi.

L’economista polacco Michal Kalecki svilupperà l’analisi di Keynes imperniando la sua impostazione sul tema delle aspettative che governano le decisioni di investimento degli imprenditori. Se l’investimento è determinante per il livello dell’attività economica, esso è a sua volta determinato (per quanto riguarda il suo volume) dal livello dell’attività attuale ed alla variazione di questo rispetto ai periodi anteriori, il che introduce qui la nozione di ritardo temporale. L’investimento può essere così il risultato di aspettative eccessivamente ottimistiche (poiché fondate su una congiuntura passata) e la tragedia dell’investimento è ciò che conduce alla crisi prima di aver potuto produrre i suoi pieni effetti. In tal modo Kalecki chiama in causa il capitalismo in quanto la capacità produttiva diventa troppo grande per sostenere il tasso di profitto.



Una impostazione diversa ma complementare è quella del grande teorico dei cicli e della dinamica economica Joseph Schumpeter, la cui analisi è incentrata sul processo dell’innovazione tecnologica che è l’applicazione effettiva ed operativa di una invenzione scientifica. È l’innovazione che (per mezzo dell’intervento dell’imprenditore dell’investimento) fa uscire l’economia dal circuito della semplice ripetizione di periodo in periodo e la spinge nel processo dell’evoluzione economica. Le innovazioni vengono a grappoli e si generalizzano attraverso un effetto di diffusione a partire dagli imprenditori più dinamici che fanno largamente ricorso al credito per spezzare il circuito. L’applicazione e la diffusione dell’innovazione generatrice di profitto corrispondono al periodo di espansione, ma quando la generalizzazione è compiuta, il boom degli investimenti innovativi si esaurisce e con ciò le prospettive di profitto si deteriorano e sopraggiunge la crisi e la depressione (Schumpeter ha previsto anche che il capitalismo si estinguerà a causa della burocratizzazione del processo innovativo). La ripresa avrà luogo sotto l’effetto dell’abbondanza di capitali pronti per essere investiti e quello della caduta dei tassi d’interesse. Mettere in relazione investimento ed innovazione è certamente importante soprattutto con riguardo ai movimenti lunghi dell’economia. Ma è difficile considerare innovazioni e progresso tecnico come processi autonomi.


sfoglia     settembre        novembre
 

 rubriche

Diario
Filosofia
Politica
Articoli
deliri
Schegge
Ontologia
Epistemologia
Storia
Ermeneutica
Conto e racconto
Comunismo

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

italo nobile
Periecontologia
blog filosofia analitica
porta di massa (filosofia)
Crisieconflitti
Blog di crisieconflitti
Rescogitans
Spettegolando
Being and existence
Josiah Royce
filosoficonet
Russell on proposition
Wittgenstein against Russell
Landini on Russell
Kalam argument
Internet enciclopedy of philosophy
Sifa
swif
Moses
Grayling
Bas Van Fraassen
Gilbert Harman
Nordic journal of Philosophical logic
Paideia Project
Ousia
Diogene : filosofare oggi
formamentis
riflessioni
Articoli filosofici
Ancient Philosophy
Dialegesthai
Hegel in MIA
MIA . risorse filosofiche
Gesù e la storia
piergiorgio odifreddi
renato palmieri
Dizionario sanscrito
Lessico aramaico
Cultura indù
Lessico indiano
Mitologie
Egittologia
Archeogate
Popoli antichi
Antichi testi cristiani
Bibbia
Testi biblici e religiosi
Agiografia
Eresie
Critica della Bibbia
Psychomedia
Rabindranath Tagore
La Pietà di Michelangelo
Sapere
google
Wikipedia
Libri in commercio
google traduttore
libri su google
Emiliano Brancaccio
Libri in commercio2
Dispense
crisieconflittiblog
l'ernesto
Essere comunisti
manifesto
Liberazione
Proteo Vasapollo
Appello degli economisti
Krisis
Rivista del Manifesto
n+1
Temi marxisti
Ripensare Marx
Gianfranco La Grassa
Ripensare Marx 2
Costanzo Preve
CriticaMente
Mercati esplosivi
Intermarx
Archivio marxista
35 ore
Gianfranco Pala
Contraddizione
falcemartello
Comunisti internazionalisti
Comedonchisciotte
Che fare
Teoria critica libertaria
Bellaciao
Anarcocomunisti
Informationguerrilla
Scambio senza denaro
Chaos
Guerra globale
Peacelink
Altraeconomia
Brianza popolare
indymedia napoli
Partito comunista internazionale
Prometeo
Giano
Cervetto
Rivoluzione comunista
P.C.internazionale (sinistra)
Teoria e prassi
Contropiano
Mazzetti
mazzetti2
vis a vis
Rotta comunista
Erre
Indymedia lavoro
Il pane e le rose
Articoli neweconomy
Noam Chomsky
Malcom X economia
La Voce.info
Z-Anarchismo
Iura Gentium
Domenico Gallo
Articolo 21
ansa
Openpolis
Asca (agenzia stampa)
Repubblica
Corriere della Sera
Adnkronos
Agenzia giornalistica italiana
Il Foglio
Informazioni on line
Rapporto Amnesty
Governo italiano
Inail
Avvisatore Parlamento
Inps
Istat
Censis
Rete no-global
Greenpeace
Utopie
Associazione pro Cuba
Rassegna stampa
Rassegna sindacale
Lucio Manisco
Nonluoghi
Osservatorio Balcani
Comunisti italiani
Rifondazione
Peace reporter
Centroimpastato
Democrazia e legalità
Società civile
Beppe Grillo
Alternative
Un mondo possibile
Laboratori di società
Antiutilitarismo
Mediawatch
Megachip
Le monde diplomatique
Report
Forum Palestina
Il filo rosso
Il Dialogo
Giulietto Chiesa
Guerraepace
Namaste
NensVisco Bersani
Unità
Sinistri progetti
Socialpress
Cafebabel
Terreliberedallamafia
Maria Turchetto
Carta
Carmilla
Lettera internazionale
Jacopo Fo
Globalproject
Attac
Anarchivio
Resistenze
Micromegas
Sbilanciamoci
War news
Tobin tax
Un ponte per
Uruknet
Lettera 22
Rainews
Reti invisibili
Centomovimenti
Euronews
Nidil Cgil
Chain workers
Cani sciolti
Ivan Ingrilli (sanità)
Sanità mondiale
Almanacco dei misteri
Rapporto Amnesty
Diritto del lavoro
Atlante geopolitico
Criticamente
Disinformazione
istitutobrunoleoni
Statistiche Bankit
Debitopubblico
Economia politica
Rasegna stampa economia
Dizionario economia
Cnel
formazionelavoratori
Confcommercio
Affari esteri
Teocollectorborse
Businessonline
Linneo economia
Economia e società aperta
Statistiche annuario ferrarese
Eures
Cgil Lombardia
Fondazione Di Vittorio
Fai notizia
Luogo comune
Zoopolitico
ok notizie
Wikio
La mia notizia
Youtube
Technorati
Blog
Answers
La leva di Archimede
Eguaglianzaelibertà
Liberanimus
Link economici
campioni pugilato
All words (dizionari)
Babelfish traduttore
Dieta
Cucina 2 : Buonissimo
Calorie
Cucina
Primi piatti
Dieta 2
Last minute
Dica 33
Schede medicinali
Dizionario etimologico
Dizionari
E-testi
Foto da internet
Ferrovie dello Stato
La Gazzetta dello Sport
Incucina
Cucina napoletana
Tabelle nutrizionali
Altalex
Pagine bianche
Calcola inflazione e interessi
Film Tv
Fuoco
Studium
Amica Mia di Pigura
prc valdelsa
Siddhartino
Altromedia
Trashopolis
lotte operaie nel mondo
vulvia
Korvo Rosso
La tela di Penelope
Conteoliver
Mario
Cloroalclero
Fronesis
Il mondo di Galatea
Polpettine
Tisbe
Lameduck
aiuto
Daciavalent
Arabafenice
Batsceba
Pibua
Guevina
Vietato cliccare
Cattivomaestro
Khayyamsblog
Francesco Nardi
Alex321
Ciromonacella
Comicomix
Devarim
Raccoon
La grande crisi del 2009 (cronache)
Giornalettismo
Zio Antonio
Radioinsurgente
Garbo
Vita da St(r)agista
sonolaico
serafico
jonathan fanesi
Valhalla
Millenniumphoenix
gianfalcovignettista
occhidaorientale
Undine
Capemaster
Mimovo
antonio barbagallo
Nefeli
Secondoprotocollo
Nessunotocchisaddam
Pragmi
Rigitans
Alessandro
Formamentisblog
Corso di traduzione letteraria
Filosofia del web
Mediamente
Psicopolis
Blog cognitivismo
Dswelfare
Caffeeuropa
Stefano Borselli
Domenico De simone
Andrea Agostini
democrazia diretta
Finkelstein
Movisol
Società e conflitto
menoStato
Settantasette
la Cia
misteri e cospirazioni
Globalizzazione
Centroimpastato
Tugan Baranovsky
Wright su reddito garantito
Contro il lavoro
Assenteismo e operai
Auschwitz e il marxismo
Cestim migrazioni
Salute naturale
Signoraggio
Umanitànova
Crisi della liquidità
Cooperazione tra cervelli
La Grassa su Bettelheim
Marx e Lange
Gramsci e la globalizzazione
Marx e la crisi
Prc quinto Congresso
Lessico gramsciano
Il virus inventato
Lotte disoccupati francesi
Biospazio
Storia nonviolenza
Tax justice network
Marx e la crisi
Seminari della controra
Valori e prezzi
Veti Usa a risoluzioni Onu
Anarchici
Nuovi mondi media
Stele e cartigli egizi
Libro dei morti
Egitto
Egitto2
Egitto3
Egitto4
Egitto5
Storia delle Brigate Rosse
Guide di Dada net
Aljazira.it
Arab monitor
Il Giornale
Cultura cattolica
Il denaro
Aldo Pietro Ferrari
Asianews
Storia della birra
Storia contemporanea
Dossier Legge Biagi
Ateneonline

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom