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4 agosto 2008

Sherwood all'italiana

 

Nella speciale lettura tremontiana, Robin Hood è un bello stronzo. Un conto infatti è rubare ai ricchi per dare ai poveri, e un altro conto è farci la cresta.
Nella vera foresta di Sherwood un Robin Hood così sarebbe durato cinque minuti (ops! Freccia vagante!), mentre qui il signor Tremonti rischia persino di esser preso sul serio. Illuminanti le cifre che circolano sull'attività del Tremonti in calzamaglia. Quanto al rubare ai ricchi, pare che la tassazione sui petrolieri ammonterà nel 2008 a 2.260 miliardi di euro.
E' un rubare per modo di dire: le società del settore energetico si rifaranno sul consumatore e quindi anche ammettendo che si rubi ai ricchi, non si impedirà ai ricchi di ri-rubare ai poveri.
A fronte di questo grosso saccheggio ai ricchi (wow!), i poveri riceveranno sotto forma di social card (la tessera annonaria di Tremonti) la bellezza di 200 milioni di euro.
Insomma, la redistribuizione del malloppo al popolo della foresta sarà appena dell'otto per cento: in quanto a divisione del bottino, Gambadilegno era più onesto.
Oltre al coerentissimo disegno di impoverire sempre di più il paese, che sembra il vero mandato di Giulio Tremonti e dei suoi soci, quel che stupisce è l'uso lisergico delle parole.
Maurizio Sacconi vuole alzare (di nuovo) l'età pensionabile e come si chiama questo? Si chiama «La vita buona nella società attiva» (satira pura). Silvio Berlusconi vuole rafforzare il suo disegno piduista di una società con ceti sempre più subalterni ed élites sempre più impunite, e come la chiama? La chiama «economia sociale di mercato».
Certo, nessuno è mai onesto fino in fondo con le parole, nessuno si presenta dicendo «bongiorno, sono una bella merda», ma forse qui si sta esagerando con il mimetismo.
Risultato: per decenni ci hanno bombardato con «la crisi delle ideologie», poi - rimasti ormai senza più nessuna ideologia - si sono fregati le parole. Poi hanno appiccicato alcune parole sulle ideologie loro. E alla fine - chiusura del cerchio - ecco Tremonti che fa Robin Hood. Le tivù dello sceriffo di Nottingham battono le mani. Pubblicità.

(Alessandro Robecchi)


21 luglio 2008

Il piano inclinato..a novanta gradi

Se Berlusca può fare una legge per risolvere un problema personale, perchè Umberto Bossi non può ridisegnare la geografia dell'insegnamento pubblico per consentire finalmente al suo figliolo di ottenere il diploma ?


Una vecchia abitudine....
Un esercizio di riabilitazione per coloro che sono stati colti da ictus...


E' questa la domanda che giuristi e politologi si stanno ponendo, in primis con l'intervista della Gelmini a Repubblica che ricorda la necessità del radicamento della scuola nel territorio.
Questo è quello che si chiama "piano inclinato", dispositivo che consente a chi approva una cazzata di dirne un'altra più grande, secondo quei processi sistemici e cumulativi indicati da tutti quegli studiosi che vogliono scagionare speculatori, politici corrotti, evasori fiscali dai mali che attanagliano il mondo ed il nostro paese.
Che volete farci ? La situazione è sfuggita di mano....volete prendervela con qualcuno ? Il vostro culo è un attrattore di cazzi, mica è colpa di chi vi inchiappetta. 


18 luglio 2008

Perchè la Lega cederà al ricatto di Berlusconi

La Lega è l'illusione interclassista di salvare operai e padroncini nella stessa Arca territoriale. La sua ideologia è la cattiva amministrazione di Roma ladrona. Per questo essa esita a dare al Berlusca mano libera con la magistratura, giacchè il suo populismo moralista ne sarebbe compromesso. 



Se l'incontro di Teano ha unificato l'Italia, questa alleanza mostruosa la manderà in malora...


Ma Bossi ormai ha iniziato la sua corsa contro il tempo : vuole morire come il padre della patria disgregata e dell' ognun per i cazzi suoi. Per cui se il federalismo fiscale dividerà le cicale dalle formiche, non fa nulla che si riproduca a livello locale la stessa melma politica irresponsabile che ha depredato l'Italia a livello centrale. In Lombardia ci sarà ricchezza abbastanza per qualche decennio per rifare la Milano da bere. Le altre regioni siano pure lasciate ai rifiuti tossici ed a satrapi corrotti.


16 luglio 2008

Del Turco Ottomani

Ottaviano Del Turco è un link che come una piovra tocca più di una questione spinosa.
E' un caso che contemporaneamente alla campagna di Berlusconi contro i magistrati e alla guerra tra Stato e Regioni proprio sulla Sanità, venga arrestato un Presidente della regione per corruzione legata alla Sanità ?


L'immondizia che lambisce le giovani generazioni non è solo quella che può essere differenziata


Siamo alla vigilia di una catastrofe : la svolta federalista metterà il diritto alla salute nelle mani di economie zoppicanti, di politici sul viale del tramonto. Al tempo stesso la casta politica cerchera di sottrarsi a qualsiasi tipo di verifica (elettorale, penale) e di spremere il paese fino a quando la catastrofe non dispiegherà tutti i suoi effetti.
Il problema è che le forze di opposizione vedono ognuna solo un aspetto del problema : chi la corruzione politica, chi la demolizione del Welfare. Ma pochi pensano solo a stabilire un collegamento : Di Pietro è come la Lega un falso centrista che ruba temi ad una Sinistra esitante. Quest'ultima sposa il garantismo giusto per aprire un paracadute a vecchi e giovani compagni che sbagliano. Se la Sinistra non inquadra la questione morale nel contesto strutturale di questa feroce transizione, corriamo il rischio di dare solo spazio a populismi contrapposti ed a mediazioni oligarchiche.


1 luglio 2008

Il gverno si prende anche i soldi destinati alle Regioni

 I soldi delle regioni li prende il governo. Questo il nocciolo dei primi due articoli della bozza di legge finanziaria arrivata in Consiglio dei Ministri mercoledì. Berlusconi pensa alla campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010 (la Sardegna nel 2009): se conquistasse le regioni svanirebbe l'unico vero elemento di contrasto al governo nazionale sul piano istituzionale nella elaborazione delle scelte strategiche per il paese. Poiché la spesa ordinaria è assorbita dagli stipendi e dalle bollette, uno dei principali strumenti di azione politica rimane la programmazione delle politiche di sviluppo. Per esempio, in Puglia o in Piemonte, il cittadino al voto nel 2010, dovrebbe scegliere valutando la differenza tra la qualità del governo nazionale di centrodestra e la qualità del governo regionale di centrosinistra. Ma se il governo nazionale avocasse a sé le risorse regionali e iniziasse a spenderle, il cittadino pugliese o piemontese potrebbe pensare che il Pdl sia più efficace del centrosinistra nel risolvere i suoi problemi. Ignorando che un governo federalista ha sottratto alle regioni uno degli strumenti cardine della propria autonomia, le risorse aggiuntive.
Entriamo nel merito. A Caserta, nel gennaio 2007, al seminario dell'Unione Prodi aveva lanciato la programmazione delineata nel Qsn (Quadro strategico nazionale): 124 miliardi per l'Italia, di cui 101 al sud (53,782 miliardi di Fas, fondo aree sottoutilizzate, 47,311 miliardi di fondi strutturali europei e cofinanziamento nazionale), di questi più del 55% attribuiti alle regioni. Si aggiungono poi più di 14 miliardi di risorse liberate, i resti della programmazione precedente 2000/2006 per l'ex obiettivo 1( tutto il sud tranne l'Abruzzo). Mercoledì, in conferenza stampa, Berlusconi ha sostenuto che le regioni non erano state capaci di spendere le proprie risorse europee. Quindi il Governo aveva deciso di assumere la riprogrammazione della loro spesa. Secondo la bozza di finanziaria, sono «revocate» le assegnazioni del Fas operate dal Cipe, ma non impegnate, verso le regioni e le provincie autonome (18 miliardi al sud, 5,5 al centronord), sono «destinate» al governo le risorse liberate, e, per avere un procedimento di spesa più efficace, il governo può «rimodulare» l'uso dei fondi europei a disposizione delle regioni ( 12, 5 miliardi per il centro nord, 31,8 per il Sud).
Secondo fonti del Ministero dell'economia all'inizio il Governo aveva intenzione di varare un decreto. La protesta delle regioni ha bloccato un provvedimento che potenzialmente avrebbe trasferito le competenze di programmazione di 82 miliardi dalle regioni al Governo. La versione definitiva della finanziaria dirà se il tentativo è fallito. Il centrodestra, capendo quali sono gli strumenti finanziari delle politiche di sviluppo (e della riproduzione del consenso), ha tentato subito di assumere il controllo di quelli in mano alle regioni. Sul Fas non sarebbe stato possibile se il Governo Prodi e le regioni avessero vincolato l'oggetto della spesa regionale programmata stipulando gli « accordi di programma quadro». E' una dimenticanza grave che i governatori di centrosinistra rischiano di pagare cara.
Al contrario, per vincere le elezioni del 2010, è necessario usare i fondi regionali per creare lavoro stabile e di qualità sostenendo le filiere generatrici di innovazione o iniziando la raccolta differenziata dei rifiuti. Altrimenti perché un precario o chi protesta a Chiaiano dovrebbe votare il centrosinistra? La sconfitta del 13 aprile è dovuta all'assenza di un progetto sul paese e alla scarsa efficacia nell'uso della macchina amministrativa. Dei 124 miliardi del Qsn non è stato ancora speso nulla: spenderà tutto Berlusconi.

(Andrea Del Monaco)


27 giugno 2008

L'aggravamento del precariato

 

Adesso che stanno al governo il gioco si fa serio: e infatti cominciano i tagli pesanti ai servizi pubblici e una forte ri-precarizzazione delle leggi sul lavoro. Bastino due misure, scelte tra le tante annunciate ieri e in arrivo al consiglio dei ministri di oggi: il ritorno del job on call (ovvero quello che trasforma il lavoratore in manodopera «squillo» a disposizione dell'impresa, chiamato o no a seconda della bisogna); e l'abolizione della legge sulle dimissioni in bianco, una delle meno conosciute ma delle più civili del passatogoverno: quella che obbligava a utilizzare lettere di dimissione con uno speciale codice alfanumerico a progressione cronologica, in modo da impedire che un imprenditore facesse firmare la comunicazione (più spesso alle lavoratrici) insieme al contratto di assunzione. Il ministro del Lavoro Sacconi vuole tornare al sistema precedente, ridando carta bianca alle imprese. Deroghe si annunciano anche per i contratti a termine, la cui proroga era stata limitata dal ministro Damiano, e Sacconi prevede anche l'abolizione totale del divieto di cumulo lavoro-pensione. Ma non basta, perché i problemi li vivranno tutti i cittadini, grazie al fatto che la finanziaria taglia molte voci di bilancio destinate alla sanità e al trasporto pubblico locale, proprio quei servizi destinati alle fasce più deboli. E non è ancora tutto: verranno favoriti anche gli evasori fiscali, dato che il governo ha intenzione di smantellare la riforma di Visco sulla tracciabilità dei pagamenti. Questa mattina l'esecutivo incontrerà le parti sociali, nel pomeriggio si terrà il consiglio dei ministri.
Enti locali: via 17 miliardi in tre anni. La manovra annuncia dolori per le regioni e i comuni, in particolare verranno martoriate sanità e trasporti: si taglieranno 3 miliardi nel 2009, 5 nel 2010 e 9 nel 2011. La manovra complessiva nei tre anni è di circa 34 miliardi, di cui 13,1 nel 2009, ed è obiettivo del governo ottenere il pareggio di bilancio nel 2011. «La manovra non è condivisibile», spiega il presidente delle Regioni Vasco Errani dopo un incontro con i rappresentanti del governo. I governatori prima ancora che sul merito, non concordano sul metodo: definiscono «inaccettabile mettere in discussione accordi già formalizzati e che hanno proiezioni pluriennali». Preoccupati si dicono anche i sindaci dell'Anci, con il coordinatore Leornardo Domenici. E la Cgil afferma che «il governo mette in ginocchio il Paese, tagliando di 9 miliardi in tre anni la spesa degli enti locali, di 2 miliardi la sanità, di 17 i ministeri e di 3 le spese del pubblico impiego e della scuola». Tra l'altro, insieme alla manovra, verrà presentato oggi anche il piano del ministro Brunetta orrendamente battezzato come «anti-fannulloni», che riduce tutta l'idea del servizio pubblico al problema del «nullafacentismo» e annuncia licenziamenti a raffica per chi non accettera mobilità, trasferimenti di funzioni e altre sanzioni. Non a caso, si prevede anche di privatizzare i servizi pubblici locali, permettendo grossi ingressi di capitali privati nelle cosiddette utility, secondo il principio di concorrenza.
Robin Tax, porte aperte agli evasori. La cosiddetta «Robin Tax» sulle compagnie petrolifere dovrebbe essere un sistema di tassazione «una tantum» (valido solo quest'anno) che darebbe circa 800 milioni di euro: si imporrebbe alle compagnie di dichiarare le plusvalenze realizzate grazie alle scorte (petrolio comprato quando il prezzo è più basso e rivenduto quando è più alto), applicandovi poi l'aliquota Ires (28% medio). E, restando in tema tasse, il governo pensa di abolire la «tracciabilità» dei pagamenti introdotta da Vincenzo Visco, ovvero la norma che impone di pagare con assegni non trasferibili, bonifici bancari e postali, o elettronici, i compensi sopra i 100 euro.

(Antonio Sciotto)


22 maggio 2005

Non si dice imposta regionale ?

Non si dice "imposta regionale?"

In Sicilia 70% negozi paga il pizzo
Studio Confcommercio, a Palermo e Catania l'80%
(ANSA) - PALERMO, 21 MAG - In Sicilia il 70% dei negozi paga il pizzo e a Palermo e Catania l'80% dei commercianti e' coinvolto nel racket delle estorsioni. Il dato, che emerge da uno studio diffuso da Confcommercio, e' stato analizzato durante la presentazione dell'iniziativa 'Negozio Sicuro'. Il progetto vuole essere una sorta di guida per difendersi dal racket e dall'usura e per conoscere gli strumenti e le normative a disposizione dei commercianti per contrastare gli atti di criminalita' organizzata.


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