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21 aprile 2009

La sabbia abruzzese di Saviano

 Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz’Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova.

(Da Gomorra di Roberto Saviano)


14 aprile 2009

Un articolo di Corrado Perna del 2005 ancora utile sulla questione del terremoto e del POnte sullo stretto

 

Il ponte E' uno spreco pericoloso. Il Mediterraneo va monitorato e controllato

La tragedia del 26 dicembre in Asia ci ha fatto prendere coscienza del fatto che sappiamo pochissimo del pianeta su cui siamo trasportati nello spazio. Abitiamo una navicella di cui non conosciamo che pochi bottoni, per il resto la trattiamo come un bambino di fronte a un computer potentissimo, carico di bit che lui usa solamente come videogiochi. Ma è arrivato il momento di diventare adulti e smettere di giocare con l'unico pianeta che abbiamo. La tragedia che ha colpito il sudest asiatico, infatti, impone alcune questioni di fondo che ci riguardano tutti da vicino. La prima, che è stata denunciata da più parti, riguarda la sicurezza e la prevenzione dei disastri naturali. Diversi esperti hanno denunciato il fatto che una gran parte delle vittime potevano essere evitate se ci fosse stato un sistema di allarme, se le popolazioni della costa fossero state avvisate per tempo visto che dal momento della prima scossa all'arrivo delle prime onde distruttrici sembra siano passate diverse ore (da due a sette secondo le diverse località).



Territorio indebolito

La seconda questione riguarda il modello di urbanizzazione delle coste che, da almeno trent'anni, imperversa in tutto il mondo, trainato dalla corsa al turismo di massa che cancella qualunque legge o vincolo ambientale. A partire dal Mediterraneo dove spesso sono stati abbandonati gli antichi insediamenti , lontani dal mare, per affollare le coste con una serie interminabile di villaggi turistici, seconde case, centri commerciali, costruendo fino alla battigia. Un modello di urbanizzazione energivora che ha ignorato , come ha dimostrato Piero Laureano, i saperi acquisiti dalle generazioni precedenti, dall'uso dell'acqua piovana alle costruzioni climatizzate con materiali naturali, fino al profondo rispetto per gli alvei di fiumi e torrenti e che oggi si trova impotente di fronte alla potenza delle forze della natura.

Molti dei disastri naturali che abbiamo registrato negli ultimi anni nel nostro paese - dalla tragedia di Soverato a quella della valle di Sarno - sono in realtà dei disastri sociali in cui gli equilibri naturali e le conoscenze del passato sono state ignorate e stravolte. Certo, i terremoti non li possiamo attribuire al nostro perverso modello di sviluppo, ma gli effetti disastrosi dei terremoti e maremoti sono in gran parte legati al nostro modo di costruire, allo squilibrio tra classi sociali e tra paesi ricchi e impoveriti, ai diversi sistemi politici.

Impatti diversi

E' un fatto ormai acclarato che un uragano fa migliaia di volte più vittime in Centro America che nella costa meridionale degli Usa, o a Cuba dove esiste un ben oleato sistema di preallarme, così come un terremoto in Turchia produce una quantità di vittime e disastri decine di volte superiore a quello che produce lo stesso terremoto, con la stessa potenza, in Giappone. Pertanto la prima riflessione da fare su quest'ultima tragedia è che bisogna ripensare agli insediamenti umani, al modo di costruire, al ruolo da dare alle forze della natura. Soprattutto nelle aree ad alto rischio sismico. E tra queste sicuramente bisogna mettere in priorità l'area dello stretto di Messina, già colpita nel 1908 dal più distruttivo terremoto del '900, dove la gran parte delle vittime furono determinate proprio dall'onda anomala.

Incubo Stretto

Sui rischi che corre quest'area vale la pena riportare alcune affermazioni recenti di Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (vedi La Repubblica del 27 dicembre). «La zona più a rischio del Mediterraneo - dichiara Boschi nell'intervista ad Aldo Cianciullo - è l'area dello Stretto di Messina. E' un'area a forma di imbuto: l'onda anomala entra e comincia a percorrerlo; man mano che il canale si stringe la massa d'acqua, non trovando spazio in larghezza, diventa sempre più alta. E alla fine, se l'energia in campo è molto alta come è avvenuta nel 1908, ci si trova di fronte a un muro liquido inarrestabile che spazza via tutto quello che trova sul suo cammino». Ma, l'onda anomala oltre che dal terremoto può essere provocata da altri fenomeni, sostiene Boschi, come è accaduto due anni fa a Stromboli. «In quell'occasione, a causa di un'accentuazione dell'attività vulcanica, ci fu il crollo di una parete dello Stromboli che produsse un'onda anomala di dimensioni considerevoli: se fosse accaduto in estate, con le spiagge piene di turisti, sarebbe stato un disastro. Tra l'altro in quell'occasione scattò subito l'allarme perché si temeva che l'attività sismica potesse continuare producendo altri crolli».
Da queste osservazioni di un esperto del livello di Enzo Boschi se ne possono trarre alcune precise indicazioni. La prima: va bloccato il bando relativo all'affidamento dei lavori per il ponte sullo Stretto di Messina. Alle luce dell'alto livello di rischio di tutta l'area dello Stretto la sola idea del ponte risulta essere oggi pura follia, un atto criminale, un perverso sperpero di denaro pubblico. Le risorse finanziarie stanziate per questa megaopera devono essere riconvertite per un monitoraggio di tutta l'area che comprende tre vulcani attivi - Etna, Stromboli e Vulcano - che negli ultimi anni hanno fatto tremare di paura le popolazioni locali, da Catania alle isole Eolie. La società Ponte sullo Stretto di Messina s.p.a., lautamente finanziata da tutti i governi da più di vent'anni, deve essere riconvertita in Società per la sicurezza dell'Area dello Stretto di Messina. Un sistema di allarme con relative vie di fuga, punti di raccolta, ecc. va pensato e implementato per tutta l'area che va da Capo Vaticano fino a Catania, un'area dove vivono quasi due milioni di persone.

Il nodo prevenzione

La ricerca scientifica su questi fenomeni è ancora estremamente debole e poco sostenuta dalle risorse pubbliche. Dato che nel programma del centrosinistra è stato messa tra le priorità un maggiore finanziamento della ricerca scientifica e tecnologica, si indirizzino queste risorse verso un bene collettivo fondamentale: la prevenzione delle catastrofi naturali. Questo significa cambiare agenda politica e dare un altro significato al concetto di «sicurezza», oggi ideologicamente declinato nella lotta al terrorismo.


8 aprile 2009

E questa è scienza...

Una serie di osservazioni sulla giornata appena passata :
1) Bertolaso alle voci (dietro c'è l'outsider Giuliani che cerca di aggirare la censura governativa ?) di un altra forte scossa in arrivo, legge un comunicato che dichiara solennemente che le scosse non sono prevedibili e aggiunge
"Questa è la scienza, il resto...". Il resto è sfiga allora, caro Guido, perchè un altro scossone viene davvero. E sono due figure di merda.
2) Qualche giorno prima il vulcanologo Boschi,
che plasma la scienza che vuoi basta che lo finanzi
(e quella di farsi finanziare è scienza vera e propria...) ha lasciato perle come quella per cui si può prevedere dove ma non quando (eeehhhh ???) e che di sicuro non ci sarà un sisma violento come quello che ha causato tanti danni (anche perchè i palazzi che dovevano cadere son caduti...ma allora di che stiamo parlando ?).
3) Castelli a "Ballarò", ad una domanda sull'autocertificazione e la sua credibilità nel campo dell'edificazione, si lascia andare ad un mantra del tipo "Chi controlla il controllore, homo homini lupus e in hoc signo vinces". Bastava che aggiungesse chi polizia i poliziotti, chi carabina i carabinieri e chi vigila sui vigili urbani e avremmo fatto a meno di tutte le forze dell'ordine.



4) Dulcis in fundo, una considerazione : qui si parla di prevedere i terremoti, ma con le scosse in sequenza da mesi si tratta di prevedere se, quando e dove gli edifici si sarebbero accartocciati su se stessi. A questo punto il problema della Protezione civile era di permettere che i soccorsi fossero i più rapidi ed efficienti possibili, che gli abitanti degli edifici più a rischio fossero evacuati per qualche mese ed il tutto ben prima che Giuliani cominciasse a fare la cassandra. Questo si è fatto ? Penso che l'indifferenza del governo in questi mesi si sia nascosta proprio dietro l'imprevedibilità, presupponendo che l'intervento della protezione civile sarebbe stato necessario dopo il sisma catastrofico e non prima. Perchè intervenire prima vuole dire spendere soldi. E tra il Gatto e la Volpe, chi se la sente di anticipare qualche moneta d'oro ? Meglio aspettare la morte di qualche centinaio di burattini e di fare roboanti comunicati stampa, ma quanto ai soldi, ma cosa sono ? Chi li ha visti mai ? Perchè noi usiamo gli cheque, o meglio la social card, i Tremonti bond, ma gli spiccioli, quelli ci sono proprio adesso caduti dalle tasche...


7 aprile 2009

In Italia solo il governo è antisismico

La vicenda descrive il solito pasticcio di merda in cui si risolvono tutti gli affari italiani :
1) Un outsider,
ciclotimico che però ha qualche freccia al proprio arco, dichiara che può prevedere un sisma a 6-24 ore dall'evento e al tempo rassicura gli abruzzesi, stremati da scie sismiche in essere da Ottobre 2008, che per fine Marzo tutto sarà finito.
2) Evidentemente è costretto a cambiare idea, perchè a quanto pare,
avvisa il sindaco di Sulmona che verso inizio Aprile, ci sarà una forte scossa di terremoto in quella zona. Il sindaco di Sulmona, a cui è andato storto il buffet del Congresso del Pdl, viene scavalcato dall'allarme della popolazione, ma poichè niente accade, si incazza come un portoghese allo stadio a cui sospendono la partita per il maltempo. 



3) Ancora più incazzato è l'inquietante 
killer del territorio italiano, Guido Bertolaso, che con l'efficienza di Harvey Keitel in "Pulp Fiction", deodora la carcassa dell'ecosistema nostrano e fa impallidire le contestazioni fatte a suo tempo al professor Barberi. Il tecnico di Franza o Spagna definisce il nostro outsider come un imbecille e intende denunciarlo  per procurato allarme. Poi, invece di verificare le probabilità di un grosso sisma ed approntare le dovute precauzioni, si premura di rassicurare la popolazione infante, dal momento che la sicurezza è un concetto meramente psicologico.
4) Per il colmo della sfiga berlusconiana, la profezia dell'outsider si avvera, pur se con un ritardo di 5 giorni ed il nostro diventa un vero vate, tanto che Di Pietro già lo vorrebbe candidare per le Europee. Bertolaso con il riportino unge la propria restante credibilità, così come la Maddalena profuma i piedi di Gesù morituro con i suoi capelli. Addirittura si pensa di aggiornare la scala Richter, aumentando l'intensità da 5.8 a 6.2, altrimenti il paragone con il sisma in Umbria sarebbe stato vergognoso (magnitudo 5,6 e 11 morti)
5) La protezione civile si attiva a parole dopo 15 minuti dal sisma,
ma informa i cittadini dell'accaduto solo dopo più di un ora, mentre il Corriere della Sera si è appena svegliato e la Rai si fa portare il caffè dalla BBC. L'informazione in fisica rallenta la velocità dei soccorsi ? O Bertolaso ha paura che i vicini lo vedano ancora in vestaglia ?
6) Ora l'Italia è unita nell'aiuto verso l'Abruzzo. Lo sarà nell'adeguamento dei Comuni a rischio sismico alle norme più elementari di sicurezza che dovrebbero presiedere alla costruzione di un qualsivoglia edificio ?
Visto che in Giappone eventi sismici di tale magnitudo non vengono nemmeno avvertiti ? Toglieremo la Protezione civile dall'arcano diretto controllo del premier, tanto criticabile
Crediamo piuttosto che del paio di centinaia di morti tra qualche tempo a nessuno fregherà più un cazzo e magari li fisseremo nei pilastri della prossima malferma ricostruzione.
Nessuno sarà lasciato indietro, nessuno sarà lasciato solo, ma ci sarà con noi sempre qualcuno che ce lo metterà nel culo.


19 dicembre 2008

Strani sospetti

 E' vero che la Campania politicamente è un colabrodo. E' vero che se la magistratura andasse a casaccio troverebbe merda in tutte le sue prospezioni. E' vero che le istituzioni locali, a seguito dei loro aumentati poteri sono ora più corrotte che pria.



Ma perchè i magistrati hanno mirato ad amministrazioni locali, meridionali, diessine tranne che per quel riguarda il Comune di Firenze, amministrato guarda caso dal Presidente dell'Anci (il quale più di una volta ha manifestato perplessità
sul federalismo fiscale, sull'abolizione dell'Ici sulla prima casa e sulle politiche del governo riguardo alle istituzioni locali) ?
Non è che si tratta di un repulisti giusto per preparare il terreno al federalismo fiscale ?



16 dicembre 2008

Per il Pd è Orso (non Toro)... Marsicano

 Le elezioni abruzzesi hanno suonato le campane a morto per Water Veltroni e la sua politica loft e rilanciato un Di Pietro che ha la sua mezz'ora di popolarità come politico.
Ovviamente il Pd non farà tesoro della lezione : il D'Alema arrembante, del tutto indifferente delle sorti elettorali del breve e del medio periodo (e più attento alle proprie sorti) vorrà rompere pure con l'Italia dei valori e procedere verso un accordo di vassallaggio (lui spera a tempo) con Berlusconi. Ovviamente questa strategia non avrà mai risultati neppure nel lungo periodo, a meno che l'obiettivo non sia quello di rendere l'affluenza elettorale di ieri una costante della politica italiana e la marginalità di interi gruppi sociali assolutamente definitiva (ma riteniamo che nemmeno questo sarà possibile).
Il Pd dovrebbe invece fare proprie le istanze dei girotondini anche per rendere superfluo Di Pietro e toglierselo dai coglioni, ma tali istanze sono controproducenti in una fase in cui la politica deve abbassarsi le braghe davanti al Capitale.



L'Italia dei Valori avrà vita breve : sia se la sua azione avrà successo sia che non lo abbia, non raggiungerà mai quel consenso elettorale che le servirà per scansare le forche caudine di un sistema elettorale bipartitico ed antidemocratico. Inoltre essa non ha una ideologia solida, è monotematica, infarcita di ex-democristiani e notabili anch'essi vendibili al miglior prezzo. Solo una trasfusione di grillini le darebbe qualche altro anno di vita.
Ovviamente chiunque abbia a cuore le sorti dei più deboli deve rivolgersi alla Sinistra radicale. La cui differenziazione ha prodotto risultati non confortanti ma nemmeno pessimi come quelli delle politiche : la sola Rifondazione è andata al 3%, la Sinistra al 2,25%, il Pdci all'1,3 e le liste a sinistra di Rifondazione un 1%. Complessivamente il 7,50.
Ovviamente l'isteria dei vendoliani (che non si sa per chi abbiano lavorato, molto probabilmente per la lista "La Sinistra") che suonano la campana a morto non ha valore : è vero che non c'era più il voto utile, ma c'era comunque un effetto di trascinamento di Di Pietro e del suo protagonismo mediatico (si pensi a Santoro, Travaglio, Grillo etc etc), qualcuno non ha sopportato l'apparentamento con il Pd,  i risultati precedenti non sono stati poi tanto diversi (Rifondazione + Pdci  avevano un 7,80) ed infine le lotte interne al partito stanno logorando un po' tutti.
Se finalmente i vendoliani vanno a cagare e formano un partito della Sinistra, può essere che Rifondazione riesca a recuperare quell'1% che sta alla sua Sinistra e le cose progressivamente si aggiustano.
Chi scrive pensa che lo zoccolo duro del 6% sia recuperabile se si rimane comunisti e non si confonda l'aspirazione libertaria con il garantismo del potenti
Bisogna poi trovare modalità di rappresentazione elettorale capace di coniugare unità d'azione senza sacrificio di identità.


14 luglio 2008

Il lupo (marsicraxiano) perde il pelo....

 


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