.
Annunci online

  pensatoio passeggiate per digerire l'attuale fase storica
 
Diario
 


 

 

Sono marxista

 




Darfur Day

Annuncio Pubblicitario

gaza_black_ribbon






sotto la media l'Italia arranca, con questi media l'Italia crepa







  


        
Articoli di filosofia

Il futuro delle filosofie
http://www.italonobile.it/Il%20futuro%20delle%20filosofie.htm

L'argomentazione apagogica sulla verità in Vittorio Hosle
http://www.italonobile.it/Esiste%20verità.htm

Pensiero di Pensiero...
http://www.italonobile.it/pensiero%20di%20pensiero.htm

La teoria delle descrizioni definite di Bertrand Russell

La x è solo un segno ?

Dall'assenza del segno al segno dell'assenza

Dallo zero alla variabile


Frege e la negazione

Frege e l'esistenza

Senso e denotazione in G. Frege

Concetto e Oggetto in G. Frege

Frege e la logica

Frege e il pensiero

Concetto e rappresentazione in G.Frege

Funzione e concetto in G. Frege

Il senso e la denotazione dei concetti in Frege

La connessione dei concetti in Frege

Ontologia del virtuale
http://www.italonobile.it/Ontologia%20del%20virtuale.htm

L'eliminazione della metafisica di R. Carnap

Conoscenza e concetto in M. Schlick

Schlick e la possibilità di altre logiche

Tempo e spazio in Schlick

Schlick e le categorie kantiane

Apparenza e realtà in Schlick

Concetti e giudizi in Schlick

Analitico e sintetico in Schlick

Evidenza e percezione in Schlick

Giudizio e conoscenza in Schlick

Il reale secondo Schlick

La critica di Schlick all'intuizione

Definizioni e sistemi formali in Schlick

La logica in Schlick

La verificazione in Schlick

La verità in Schlick

Lo scetticismo nell'analisi secondo Schlick

Lo scopo della conoscenza in Schlick

Logico e psicologico in Schlick

L'unità di coscienza secondo Schlick

Schlick e la svolta della filosofia

Schlick e l'induzione

Matematica e realtà in Schlick


Alexius von Meinong e la teoria dell'oggetto


Bernard Bolzano e una logica per la matematica

Contenuto e oggetto in Kazimierz Twardowski

Jean Piaget e la conservazione delle quantità continue

L'attualità di Feyerabend

Sul Gesù storico
http://www.italonobile.it/La%20spartizione%20delle%20vesti.htm

La coscienza secondo Thomas Nagel
http://www.italonobile.it/la%20doppia%20vita%20del%20conte%20Dracula.htm

Filosofia e visione
http://www.italonobile.it/l'immagine%20della%20filosofia.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614562

Ermeneutica della luce e dell'ombra
http://www.italonobile.it/all'ombra%20della%20luce.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614557

Il test di Fantuzzing: mente e società
http://www.italonobile.it/Test%20di%20Fantuzzing.htm

Metafisica oggi
http://www.italonobile.it/metafisica.htm

La merce in Marx

Una teoria marxista della crisi : un primo livello di riflessione


Globalizzazione economica e giuridica
http://www.italonobile.it/globalizzazione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615609

Guerra, marxismo e nonviolenza
http://www.italonobile.it/Guerra,%20marxismo%20e%20non%20violenza.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615613

Utopia e stato d'eccezione
http://www.italonobile.it/utopia%20e%20stato%20d'eccezione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=622445

Il reddito di cittadinanza
http://www.crisieconflitti.it/public/Nobile1.pdf

Keynes da un punto di vista marxista

Appunti marxiani 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10



STORIA DEI NUMERI E DELLE CIFRE NUMERICHE
http://www.italonobile.it/genealogia%20della%20matematica.htm

La comunicazione nel linguaggio scientifico e la filosofia

 http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614558



Lemmi Wikipedia da me integrati
Alexius Meinong
Bernard Bolzano
Storia dei numeri
Sistema di numerazione
Sistema di numerazione cinese
Sistema di numerazione maya


Il Capitale di Marx e altro
1 2  3  4  6  7  8  9
10  11  12  13  14  15  
16  17  18  19  20  21
22  23  24  25  26  27
28  29  30  31  32 

 

Dibattito su Emiliano Brancaccio
1 2 3

Quelli che la crisi l'avevano prevista

Cazzari Nobel

Le molte cazzate del Nobel cazzaro

 

DISCLAIMER (ATTENZIONE):
l'Autore dichiara di non essere
responsabile per i commenti
inseriti nei post. Eventuali
commenti dei lettori, lesivi
dell'immagine o dell'onorabilità
di persone terze non sono da
attribuirsi all'Autore, nemmeno se
il commento viene espresso
in forma anonima o criptata.







14 febbraio 2009

Deborah Ardilli : Simone Weil e la fabbrica come macchina di conformismo

 

Gli anniversari comportano sempre un confronto diretto con la fatidica questione di ciò che è vivo e ciò che è morto di un autore e della sua epoca.
Gli esiti mistici dell'ultima Weil potranno lecitamente offrire più di uno spunto a quanti vorranno trarne ispirazione. Il fondamento metafisico-religioso trova puntuali rispondenze politiche nella risoluzione paternalistico-autoritaria (se non francamente reazionaria) a cui l'autrice dell'Enracinement affida le principali questioni che l'hanno impegnata nel corso della sua breve esistenza: come ricondurre al controllo cosciente degli individui forze sociali che minacciano di regredire al livello di natura indomata? Come subordinare l'esistenza collettiva al rispetto incondizionato dovuto a ogni singolo essere umano? Problemi enormi, giganteschi. Ai quali Weil ritiene di poter rispondere, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta, involgendosi in una cupa attitudine antimoderna, scagliandosi contro ogni conato emancipativo orientato alla trasformazione del mondo, affermando categoricamente l'impossibilità di accedere alla verità se non dischiudendo le porte all'ordine trascendente della grazia. Simili premesse non sono ovviamente senza rilevanti conseguenze sul piano pratico. Di qui discendono, per menzionarne soltanto alcune, l'asserita insolubilità storica della contraddizione tra il desiderio umano di giustizia e la sua realizzazione; l'esigenza di riportare ordine nell'Europa sconvolta da due conflitti mondiali restituendo al sovrannaturale il compito di legittimare l'autorità politica; lo svolgimento teorico-politico di una tematica del «radicamento» percorsa dal paradosso di demandare alla preservazione di inviolabili gerarchie sociali la traduzione dell'obbligo di rispetto verso l'«essere umano in quanto tale».
La cristallizzazione religiosa di una certa «meravigliosa volontà di inanità» — come la definì Georges Bataille — non caratterizza però l'intero arco evolutivo dell'autrice dei Cahiers. Essa è piuttosto indice di una discontinuità, senza pregiudicare fin dall'inizio un percorso determinato a portare la filosofia «verso il concreto» attraverso l'impegno diretto nel movimento operaio.
La docente di filosofia diplomata all'Ecole Normale di Parigi, nel 1931, fa il proprio debutto in qualità di militante sindacale. Risale a quell'anno un articolo intitolato Réflexions concernant la crise économique in cui Weil (contrariamente allo stereotipo che la vuole interessata soltanto ai problemi della riorganizzazione tecnica del lavoro) sottolinea con vigore il significato politico di tale collocazione, affermando che «non si deve assolutamente tentare di porre rimedio alla crisi, azione che potrebbe essere condotta solo con il consenso e sotto il dominio della classe dirigente». Al contrario, «bisogna unicamente organizzare senza indugio la lotta. Il regime, al grado di decomposizione a cui è giunto, può sussistere solo se la mancanza di unione, la carenza di organizzazione, l'assenza di concezioni chiare mantengono la classe lavoratrice nel suo attuale stato di debolezza». 



A motivare la scelta di campo concorrono diverse ragioni. A una fortissima tensione morale, si affianca una motivazione di natura più propriamente epistemologica, direttamente connessa all'idea che «il segreto della condizione umana» possa trovarsi «soltanto nell'azione con la quale l'uomo ricrea la sua vita: il lavoro». Non è questa la sede per indagare quale rapporto con Marx, destinato anch'esso a spezzarsi nel volgere di pochi anni, ispiri l'indagine della giovane Weil. Basti qui osservare che, laddove nel lavoro viene individuato il punto di mediazione razionale tra soggetto e mondo, dire "condizione umana" non è cosa diversa dal dire "struttura sociale". E coniugare al tempo presente il discorso che ha per oggetto la struttura sociale implica logicamente parlare di "condizione operaia", posto che «in tutte le altre forme di schiavitù, la schiavitù è nelle circostanze», mentre solo nelle condizioni dello sviluppo moderno essa «è trasferita nel lavoro stesso».
In pieno clima esistenzialista, Simone Weil preserva la propria autonomia teorica evitando di attribuire il malheur che grava sulla componente operaia della popolazione alla transitoria contingenza dell'esistere. L'oppressione è un fatto, un'oggettiva relazione storica tra il soggetto lavoratore e i concreti presupposti del suo operare. Riconoscere questo dato di fatto significa allora adoperarsi a elaborare quella «scienza della sventura» di cui Fernand Pelloutier, a cavallo tra XIX e XX secolo, aveva lamentato l'assenza nella tradizione teorica del movimento operaio francese.
Lungi dall'essere all'origine di una «meravigliosa volontà di inanità», una simile diagnosi arriva a incrociare il tema della rottura rivoluzionaria precisamente nella misura in cui l'oggetto di questa «scienza della sventura» coincide potenzialmente con il suo soggetto. Per dirla con Simone Weil, occorre arrivare al grado estremo di asservimento del lavoro vivo al lavoro morto affinchè i lavoratori «comincino a prendere coscienza della condizione disumana a loro inflitta».
Si badi: "cominciano", non "automaticamente acquistano". Nessuna fede superstiziosa in uno spontaneismo rivoluzionario generato dalle cose stesse potrebbe animare una pensatrice convinta che la rivoluzione sia un «compito metodico» in cui giocano un ruolo imprescindibile l'educazione di massa e l'unificazione organizzativa, in forme non burocratiche, della classe lavoratrice.
Si è spesso addebitata alla discesa negli inferi della vita di fabbrica - nei nove mesi che, tra il 1934 e il 1935, la filosofa trascorre come addetta alle presse negli stabilimenti dell'Alshtom, della Carnaud e della Renault - l'erosione degli ideali giovanili e il conseguente abbandono della prospettiva rivoluzionaria. È forse più corretto dire che l'esperienza di fabbrica produce una drammatica conferma sperimentale delle intuizioni già abbozzate in sede teorica. In quella vera e propria officina antropologica che sono i luoghi della produzione, Weil non verifica soltanto il degrado provocato dalla separazione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Riscopre pure le ragioni che l'avevano indotta a diffidare di troppo facili automatismi. I centri della produzione non sono soltanto la sede deputata all'estrazione del plusvalore, ma anche formidabili macchine egemoniche per assimilare la mentalità del dominato a quella del dominante. Sono i luoghi in cui, davanti al licenziamento di un'operaia, le colleghe apprendono come scolarette che «bisogna essere più coscienziose quando ci si deve guadagnar la vita». Oggi, quando pare ormai essere divenuta una questione di bon ton intellettuale negare l'esistenza stessa di una condizione operaia, rileggere Simone Weil — tutta Simone Weil — sarà un buon antidoto per non dimenticare la differenza che passa tra la «scienza» e la «mistica» della sventura.


5 novembre 2007

Un solo singolo oggetto....

 E' più probabile che gli uomini riescano a scoprire metodi più facili e spediti per ottenere un qualsiasi oggetto quando tutta l'attenzione della loro mente è diretta ad un singolo oggetto che quando essa è dispersa tra una grande varietà di cose. Ma in conseguenza della divisione del lavoro, tutta l'attenzione di ognuno viene naturalmente diretta verso un solo oggetto molto semplice...
Gran parte delle macchine usate nelle manifatture in cui il lavoro è più suddiviso furono originariamente invenzione di operai comuni che addetti a qualche operazione semplicissima, volgevano naturalmente i pensieri alla ricerca di metodi di esecuzione più facili e spediti.



Questo passo da Adam Smith ci fa vedere come la divisione del lavoro, ulteriormente frammentata e parcellizzata dal modo di produzione capitalistico, riduce gli esseri umani a prospettive limitatissime sul mondo, ad esseri la cui percezione viene irregimentata e così il loro pensiero. Come polli da batteria essi producono un sapere che non sapranno sintetizzare e nemmeno forse comunicare. Come in una Torre di Babele essi vivranno ognuno il loro sogno particolare e non avranno neanche un mondo comune, una dimensione nella quale possano comunicare tra loro...I lavoratori sono le monadi di Leibniz, tra loro senza comunicazione e il cui rapporto è costituito solo da una monade superiore : l'occhio del padrone. Bisogna trovare forme di organizzazione, forme di sapere e di comunicazione del sapere che facciano saltare tale struttura.
Bisogna tagliare l'occhio del padrone.


8 ottobre 2007

Aristotele, Adam Smith e l’horror vacui dell’ideologia lavorista

 

 

Chiamo ideologia lavorista l’ideologia per cui il lavoro è la necessaria mediazione che l’individuo ha con le basi della propria riproduzione. Ritengo che uno dei compiti futuri del marxismo sia quello di allentare questo giogo. Un giogo che ha forse antichi e venerandi padri.

 

Pensiamo ad Aristotele che, giustificando la schiavitù, arriva a dire che alcuni esseri sono segnati dalla natura ad obbedire e cioè quelli che per natura non possono offrire più del loro corpo. Per Aristotele meglio per costoro servire che essere abbandonati a se stessi. L’inattività per alcuni esseri umani è segno di degenerazione morale ?




Tale ideologia giustificò la lotta feroce contro il vagabondaggio condotta in Inghilterra all’inizio dell’era capitalistica e porterà in un certo senso al lavoro forzato promosso da parte soprattutto di preti  per i quali il lavoro forse era segno della benedizione divina.

Tale horror vacui, tale paura della dissipazione agisce nascostamente anche in Smith, quando parlando della divisione del lavoro dice : “Generalmente uno divaga un poco passando da un’occupazione all’altra. Cominciando il  nuovo lavoro, raramente è molto attento e impegnato: la sua mente non si impegna e per qualche tempo si balocca anziché applicarsi allo scopo. L’abitudine all’indugio ed all’applicazione indolente e negligente…lo rende quasi sempre trasandato e pigro e incapace ad impegnarsi vigorosamente anche nelle circostanze più pressanti. Quindi, indipendentemente dalla mancanza di abilità, questa causa può da sola ridurre considerevolmente la quantità di lavoro che egli è in grado di eseguire.”

Non solo l’inattività dunque è un momento di degenerazione e di dissipazione delle energie, ma lo stesso passaggio da un’attività all’altra è qualcosa di nefasto. L’aspirazione alla conoscenza ed al controllo consapevole del processo produttivo è un sogno che alla fine si rivela come parto del diavolo, come indecisione, come irresolutezza. L’uomo trasformato in macchina deve avere al posto della mente un compartimento stagno

Il marxismo del futuro dovrà combattere con ogni mezzo questa ideologia, che riporta di nuovo gli uomini a livelli di alienazione  che esso aveva ridotto pazientemente con la lotta ed il conflitto sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 


sfoglia     gennaio        marzo
 

 rubriche

Diario
Filosofia
Politica
Articoli
deliri
Schegge
Ontologia
Epistemologia
Storia
Ermeneutica
Conto e racconto
Comunismo

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

italo nobile
Periecontologia
blog filosofia analitica
porta di massa (filosofia)
Crisieconflitti
Blog di crisieconflitti
Rescogitans
Spettegolando
Being and existence
Josiah Royce
filosoficonet
Russell on proposition
Wittgenstein against Russell
Landini on Russell
Kalam argument
Internet enciclopedy of philosophy
Sifa
swif
Moses
Grayling
Bas Van Fraassen
Gilbert Harman
Nordic journal of Philosophical logic
Paideia Project
Ousia
Diogene : filosofare oggi
formamentis
riflessioni
Articoli filosofici
Ancient Philosophy
Dialegesthai
Hegel in MIA
MIA . risorse filosofiche
Gesù e la storia
piergiorgio odifreddi
renato palmieri
Dizionario sanscrito
Lessico aramaico
Cultura indù
Lessico indiano
Mitologie
Egittologia
Archeogate
Popoli antichi
Antichi testi cristiani
Bibbia
Testi biblici e religiosi
Agiografia
Eresie
Critica della Bibbia
Psychomedia
Rabindranath Tagore
La Pietà di Michelangelo
Sapere
google
Wikipedia
Libri in commercio
google traduttore
libri su google
Emiliano Brancaccio
Libri in commercio2
Dispense
crisieconflittiblog
l'ernesto
Essere comunisti
manifesto
Liberazione
Proteo Vasapollo
Appello degli economisti
Krisis
Rivista del Manifesto
n+1
Temi marxisti
Ripensare Marx
Gianfranco La Grassa
Ripensare Marx 2
Costanzo Preve
CriticaMente
Mercati esplosivi
Intermarx
Archivio marxista
35 ore
Gianfranco Pala
Contraddizione
falcemartello
Comunisti internazionalisti
Comedonchisciotte
Che fare
Teoria critica libertaria
Bellaciao
Anarcocomunisti
Informationguerrilla
Scambio senza denaro
Chaos
Guerra globale
Peacelink
Altraeconomia
Brianza popolare
indymedia napoli
Partito comunista internazionale
Prometeo
Giano
Cervetto
Rivoluzione comunista
P.C.internazionale (sinistra)
Teoria e prassi
Contropiano
Mazzetti
mazzetti2
vis a vis
Rotta comunista
Erre
Indymedia lavoro
Il pane e le rose
Articoli neweconomy
Noam Chomsky
Malcom X economia
La Voce.info
Z-Anarchismo
Iura Gentium
Domenico Gallo
Articolo 21
ansa
Openpolis
Asca (agenzia stampa)
Repubblica
Corriere della Sera
Adnkronos
Agenzia giornalistica italiana
Il Foglio
Informazioni on line
Rapporto Amnesty
Governo italiano
Inail
Avvisatore Parlamento
Inps
Istat
Censis
Rete no-global
Greenpeace
Utopie
Associazione pro Cuba
Rassegna stampa
Rassegna sindacale
Lucio Manisco
Nonluoghi
Osservatorio Balcani
Comunisti italiani
Rifondazione
Peace reporter
Centroimpastato
Democrazia e legalità
Società civile
Beppe Grillo
Alternative
Un mondo possibile
Laboratori di società
Antiutilitarismo
Mediawatch
Megachip
Le monde diplomatique
Report
Forum Palestina
Il filo rosso
Il Dialogo
Giulietto Chiesa
Guerraepace
Namaste
NensVisco Bersani
Unità
Sinistri progetti
Socialpress
Cafebabel
Terreliberedallamafia
Maria Turchetto
Carta
Carmilla
Lettera internazionale
Jacopo Fo
Globalproject
Attac
Anarchivio
Resistenze
Micromegas
Sbilanciamoci
War news
Tobin tax
Un ponte per
Uruknet
Lettera 22
Rainews
Reti invisibili
Centomovimenti
Euronews
Nidil Cgil
Chain workers
Cani sciolti
Ivan Ingrilli (sanità)
Sanità mondiale
Almanacco dei misteri
Rapporto Amnesty
Diritto del lavoro
Atlante geopolitico
Criticamente
Disinformazione
istitutobrunoleoni
Statistiche Bankit
Debitopubblico
Economia politica
Rasegna stampa economia
Dizionario economia
Cnel
formazionelavoratori
Confcommercio
Affari esteri
Teocollectorborse
Businessonline
Linneo economia
Economia e società aperta
Statistiche annuario ferrarese
Eures
Cgil Lombardia
Fondazione Di Vittorio
Fai notizia
Luogo comune
Zoopolitico
ok notizie
Wikio
La mia notizia
Youtube
Technorati
Blog
Answers
La leva di Archimede
Eguaglianzaelibertà
Liberanimus
Link economici
campioni pugilato
All words (dizionari)
Babelfish traduttore
Dieta
Cucina 2 : Buonissimo
Calorie
Cucina
Primi piatti
Dieta 2
Last minute
Dica 33
Schede medicinali
Dizionario etimologico
Dizionari
E-testi
Foto da internet
Ferrovie dello Stato
La Gazzetta dello Sport
Incucina
Cucina napoletana
Tabelle nutrizionali
Altalex
Pagine bianche
Calcola inflazione e interessi
Film Tv
Fuoco
Studium
Amica Mia di Pigura
prc valdelsa
Siddhartino
Altromedia
Trashopolis
lotte operaie nel mondo
vulvia
Korvo Rosso
La tela di Penelope
Conteoliver
Mario
Cloroalclero
Fronesis
Il mondo di Galatea
Polpettine
Tisbe
Lameduck
aiuto
Daciavalent
Arabafenice
Batsceba
Pibua
Guevina
Vietato cliccare
Cattivomaestro
Khayyamsblog
Francesco Nardi
Alex321
Ciromonacella
Comicomix
Devarim
Raccoon
La grande crisi del 2009 (cronache)
Giornalettismo
Zio Antonio
Radioinsurgente
Garbo
Vita da St(r)agista
sonolaico
serafico
jonathan fanesi
Valhalla
Millenniumphoenix
gianfalcovignettista
occhidaorientale
Undine
Capemaster
Mimovo
antonio barbagallo
Nefeli
Secondoprotocollo
Nessunotocchisaddam
Pragmi
Rigitans
Alessandro
Formamentisblog
Corso di traduzione letteraria
Filosofia del web
Mediamente
Psicopolis
Blog cognitivismo
Dswelfare
Caffeeuropa
Stefano Borselli
Domenico De simone
Andrea Agostini
democrazia diretta
Finkelstein
Movisol
Società e conflitto
menoStato
Settantasette
la Cia
misteri e cospirazioni
Globalizzazione
Centroimpastato
Tugan Baranovsky
Wright su reddito garantito
Contro il lavoro
Assenteismo e operai
Auschwitz e il marxismo
Cestim migrazioni
Salute naturale
Signoraggio
Umanitànova
Crisi della liquidità
Cooperazione tra cervelli
La Grassa su Bettelheim
Marx e Lange
Gramsci e la globalizzazione
Marx e la crisi
Prc quinto Congresso
Lessico gramsciano
Il virus inventato
Lotte disoccupati francesi
Biospazio
Storia nonviolenza
Tax justice network
Marx e la crisi
Seminari della controra
Valori e prezzi
Veti Usa a risoluzioni Onu
Anarchici
Nuovi mondi media
Stele e cartigli egizi
Libro dei morti
Egitto
Egitto2
Egitto3
Egitto4
Egitto5
Storia delle Brigate Rosse
Guide di Dada net
Aljazira.it
Arab monitor
Il Giornale
Cultura cattolica
Il denaro
Aldo Pietro Ferrari
Asianews
Storia della birra
Storia contemporanea
Dossier Legge Biagi
Ateneonline

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom