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Dibattito su Emiliano Brancaccio
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Quelli che la crisi l'avevano prevista

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20 ottobre 2009

Ragazzi, ma la vogliamo finire ?

Tisbe dice di voler chiudere il suo blog, perchè ci sono alcuni stupidi che le danno fastidio lasciando commenti anonimi. Pare che questo andazzo risalga ad una feroce polemica tra blogger di mesi fa. Io me ne sono tenuto fuori : vedere Cloroalclero e Dacia Valent che si sbranavano per fatti privati sul web, vedere Korvo Rosso che prima ironizzava (con risultati anche carini...il vaso di Pomodora è un capolavoro...), ma poi esagerava con Tina, ebbene queste tutte queste cose mi hanno più che sdegnato, terrorizzato...
Ammetto che la violenza verbale sul web mi paralizza. Essa ha un senso per strada, quando si vogliono menare le mani, In questo caso è pericolosa, ma almeno essa ha un inizio ed una fine, perchè i contendenti alla fine si stancano (soprattutto se le prendono). Sul web invece assume l'aspetto della faida, della persecuzione, della mafia e della camorra. Potrebbe non finire mai, perchè di tempo da perdere ce ne è e perchè le parole spesso non costano niente.


Aspetto da Korvo l'immagine del Vaso di Pomodora...

Anche l'anonimato sul web mi lascia perplesso : il web per me è un ponte tra persone che non si possono vedere da vicino. Perciò cerco di essere il più possibile vicino a quel che credo di essere. Il fatto che si usi il web per il capriccio di darsi e di ritrarsi mi sa di onnipotenza a noleggio, senza alcun titolo. Capisco le anime tenere che si vogliono tutelare, che hanno diffidenza. Ma poi, se si può, si deve camminare a testa alta, con la propria dignità di individui. Per cui il commento anonimo con l'insulto gratuito mi sembra assolutamente insulso.
Le persone impegnate a sbranarsi in questi mesi sono persone intelligenti. Mi affido alla loro intelligenza. Alla loro noia nel fare sempre le stesse cose. Se potete, fate un passo indietro, chiaritevi o se non lo potete fare, astenetevi dal fare sempre le stesse cose.
Oltre tutto sul web spesso ci permettiamo di criticare il mondo politico per l'immoralità, l'incompetenza, la capziosità che spesso lo caratterizza. Ma se per un niente, noi mostriamo più imbecillità di loro in questo contesto (che ci consente sinora di parlare liberamente), con quale legittimità possiamo solo parlare di politica ?
Almeno abbiamo un po' di cura per questo affollato condominio...il governo del paese, come sappiamo, è in ottime mani.
Quanto a Tisbe, il tuo è un blog spesso bello da leggere. Non lo chiudere.


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3 marzo 2009

Anti-Blanchard : un tentativo di approfondimento

La madre di Carrie, punta dal puntiglio di un povero insetto, sogna un bel lanciatore di coltelli. Le auguriamo maggior fortuna. Passiamo alle argomentazioni svolte dal suo alter-ego. 


Ci si crede api operose, ma ci si scopre vespe fastidiose


1) Laclaire può forse avere ragione nel dire che dal modello di Blanchard non si desume che la diminuzione dei prezzi faccia aumentare la produzione, ma può negare che dal modello di Blanchard si possa desumere che la diminuzione dei prezzi faccia aumentare la domanda?

Eppure sembra che Brancaccio neghi (o limiti) proprio la relazione tra diminuzione dei prezzi ed aumento della quantità domandata:

cioè nella relazione (dimP implica aumZ implica aumY), Laclaire si concentra sulla seconda relazione (aumZ implica aumY), mentre Brancaccio sulla prima relazione (dimP implica aumZ) e quindi non ha bisogno di introdurre la curva dell’offerta per argomentare che la diminuzione dei prezzi non provochi un aumento della domanda e quindi della produzione (il fatto che l’aumento della domanda non provoca necessariamente un aumento della produzione non implica che non ci sia un rapporto altrettanto incerto tra discesa dei prezzi ed aumento della domanda).

Ovviamente la presunta confusione (grave, assai grave!) tra spostamento lungo la curva e spostamento della curva si avrebbe solo se Brancaccio effettivamente dicesse quello che Laclaire gli fa dire, ma probabilmente Brancaccio (come ho tentato di spiegare) non intende approfondire questo punto.

 

2) Il “tutt’altro” a cui accenna Laclaire (la liquidity preference) in realtà è trattato da Brancaccio a pagina 45-46 delle sue dispense, proprio come uno dei problemi relativi al legame tra diminuzione dei prezzi, abbassamento dei tassi d’interesse ed aumento della domanda. Dunque non è vero che la spiegazione keynesiana venga buttata. Anzi, l’idea della AD verticale è proprio l’esemplificazione diagrammatica dell’effetto teorico che molteplici critiche alla concezione neoclassica hanno motivato.

 

3) Quando poi discute dell’accezione di “naturale” nel campo dell’economia, Laclaire cade  a mio parere in un atteggiamento superficiale, definendo il tasso di occupazione naturale come quello oltre il quale una ulteriore espansione produce inflazione. In tal modo l’ulteriore espansione produce inflazione così come una ghiandola secerne un ormone senza evidenziare gli step esistenti tra un fenomeno e l’altro e le scelte economiche consapevoli che determinano l’inflazione stessa.

Che Laclaire giochi a fare l’indiana e faccia retorica  si evidenzia anche dal fatto che, quando riporta un passo di Brancaccio a pagina 54 dell’AntiBlanchard sostituisce “segue mumbo jumbo del perché lo è” alla frase “ciò sta ad intendere, come sappiamo, che a causa della trappola della liquidità e della scarsa sensibilità degli investimenti al tasso d’interesse…”. Tale sostituzione evita a Laclaire di doversi ringoiare l’affermazione che Brancaccio abbia buttato la spiegazione keynesiana in nome di un errore tecnico e non interpretativo (in questo frangente la pretesa di distinguere le due cose è un altro segno della retorica saccente e formalista di Laclaire).

A proposito di tale posizione Laclaire dice che il fatto che l’aumento di P non ha effetto depressivo su domanda e produzione non ha niente a che vedere con la verticalità di AD, in quanto un aumento di P aumenta a sua volta la produzione e perché la domanda è stata aumentata d’imperio con una manovra espansiva. Laclaire dimentica di dire che non è l’aumento di P ad aumentare la produzione, ma lo stesso aumento della domanda causato dalla manovra espansiva, mentre l’aumento di P è successivo all’aumento di domanda e della produzione e sarebbe causato dalla spirale inflattiva. E qui viene verificata la tesi di Brancaccio che l’aumento di P non ha nessun effetto depressivo su domanda e produzione, e non al momento in cui inizia la manovra espansiva come capziosamente sembra far credere Laclaire. L’apparente legame immediato tra Y e P (esemplificato dal diagramma della curva di offerta aggregata AS) passa in realtà (come si desume dalla spiegazione data da Brancaccio a pagina 20)  per l’aumento dell’occupazione necessaria a realizzare la produzione in eccesso, per il rafforzamento dei lavoratori e per l’aumento del salario monetario richiesto. Laclaire invece, misticamente rapita dalla visione del modello, intende tale relazione (intuitiva, a guardare il diagramma) come immediata e questo a mio parere la porta fuori strada.

Laclaire mi pare si confonda anche quando dice che l’aumento di Y è permanente a condizione che l’offerta sia originariamente elastica e non verticale. Essa dimentica che l’AD verticale rappresenta la domanda aggregata e non l’offerta che per Brancaccio può benissimo essere elastica.

 

4) Laclaire poi analizza il caso dell’innalzamento della conflittualità esemplificato da pagina 55 a pagina 57 dell’AntiBlanchard. Qui la sua idolatria per i diagrammi raggiunge il parossismo: Brancaccio dice “di conseguenza la AS trasla in alto…” dove il “di conseguenza” è un modo colloquiale per introdurre la corrispondenza dello scaricamento degli aumenti salariali sui prezzi a livello di diagramma. La sacerdotessa dei modelli (che basta guardarli perché ti parlino, un po’ come la Signora di Lourdes a Bernadette Soubirous) invece prende alla lettera il “di conseguenza” e s’incarta su chi nasce prima, l’uovo o la gallina, dicendo che la traslazione della AS verso l’alto (che, precisa, in realtà è verso sinistra, si badi bene! Ma come fa a fare queste precisazioni? Io direi che si sposta in alto a sinistra, come il grande Partito Comunista…) avviene non quando gli aumenti di W sono scaricati su P, ma quando gli aumenti di W sono superiori a quelli di P. Laclaire illustra anche un ulteriore possibilità per le imprese, cioè quella di contrarre l’offerta ed identifica tale contrazione con lo spostamento di AS, dicendo che, nel caso della spirale inflazionistica, AS non si sposta da nessuna parte perché il caso in cui W aumenta come P è già contenuto nell’aumento di P dovuto all’espansione descritto in precedenza (qui Laclaire dimentica che nel diagramma a pagina 56 la politica espansiva non c’entra niente)

Qui ed in tutta l’argomentazione che segue a me sembra che Laclaire confonda il livello dei prezzi con l’inflazione: se aumentano i salari monetari aumenta anche il livello dei prezzi (sempre che, come argomenta Laclaire, P sia comprensivo di W) e se le imprese scaricano l’aumento di W sui prezzi dei beni prodotti, P (e cioè il livello dei prezzi) aumenta ancora e nessun fenomeno neutralizza tale aumento ( scaricare l’aumento di W sul prezzo dei beni prodotti può al massimo neutralizzare l’effetto dell’aumento di W, ma non scongiurare l’aumento complessivo di P).

Comunque da questa pippa se ne esce solo dicendo che, quale che sia l’aumento del salario monetario,c’è da parte delle imprese uno scarico sui prezzi dei beni prodotti e questo diventa, mantenendo AD verticale, ininfluente per domanda e produzione.

La verticalità di AD, lungi dall’essere una novità irrilevante nella discussione è la traduzione a livello di diagramma sia delle critiche di Keynes e degli economisti post-keynesiani al paradigma neoclassico (v. pag.) sia delle tesi sul carattere non assolutamente esogeno del markup.

Sulla questione del carattere esogeno o endogeno del markup o di altri parametri, Laclaire fa una grande confusione in quanto una volta dice che il parametro ‘z’ è esogeno per Brancaccio, poi una volta corretta, dice che è endogeno. La sua è una lettura superficiale in quanto Brancaccio dice che markup e parametro ‘z’ di conflittualità non debbono più essere considerati entrambi esogeni.

 

5) Alla fine Laclaire ci propina la sua verità: la conflittualità va posta a livello di produzione ed ogni volta che la produzione si contrae o è anelastica ne risentono contemporaneamente salari ed occupazioni. Naturalmente il fatto che AD essendo verticale permetta all’offerta di non contrarsi è per Laclaire del tutto indifferente. In realtà l’offerta aggregata AS è una variabile dipendente da P e da Y, (cioè dal livello dei prezzi e dalla produzione) almeno nel grafico considerato ed a meno che non si voglia accettare la tesi di Brancaccio che i rapporti di forza tra le classi determinino quali variabili siano esogene e quali endogene. Il fatto che le imprese possano contrarre la produzione è proprio in un certo senso la conferma del fatto che il conflitto condiziona le scelte : il sistema delle imprese potrebbe scegliere di diminuire il markup, ma non lo fa e per evitare un rafforzamento dei lavoratori diminuisce la produzione, oppure scatena la spirale inflattiva.

Dire però che il conflitto stia tutto nell’evitare che la produzione si contragga è un assoluta mistificazione e così pure tradurre Marx come uno che agisce a livello di organizzazione sociale della produzione, senza sottolineare che ciò vuol dire mutare i rapporti di proprietà e dare facoltà di decidere come, quando e quanto produrre.

 


7 febbraio 2009

Premio Dardos

 

Questo premio è destinato a chi, con il suo blog,

"ha dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali".



Il regolamento del premio è il seguente:
 - accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
- linkare i blog che ti hanno premiato
- premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.
 
Molto onorato di ricevere la segnalazione da Batsceba, giro a mia volta il Dardos a:


 
1) Studium
2) Altromedia
3) Trashopolis 
4) Vulvia
5) Pensare in profondo
6) Il mondo di Galatea
7) L'Orizzonte degli eventi
8) Batsceba
9) Karl Kraus
10) Il Vaso di Pandora
11) Mulini a vento
12)Occhichesannoguardare
13)Agorà di Cloro
14) Formamentis
15) Riccardo Realfonzo 

Meritevole di segnalazione, ma ha la struttura di un sito personale e non di un blog è il sito di Emiliano Brancaccio 






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28 novembre 2008

Gnè Gnè cade per la prima volta

Avevo preannunciato che sarei tornato su di un post in cui GnèGnè vorrebbe prendersi gioco di Emiliano Brancaccio. La verità che l'articolo (da me attinto con tutta probabilità) è un'intervista a Riccardo Realfonzo, ma c'è da dire che Brancaccio e Realfonzo di frequente lavorano e scrivono insieme e dunque condividono spesso molte opinioni.
Ma che dice GnèGnè nella sua lagna pignola (chiedo venia per le frequenti -gn-, ma è il rumore di fondo del pensiero di GnèGnè) ?

Un assaggino:
Lasciamo perdere che, secondo il genio incompreso, tra la crisi del '29 e l'attuale depressione ci sarebbe "un grande elemento comune ... ed attiene alla vera causa di fondo, di cui ancora non abbiamo parlato. La depressione di quegli anni e quella che ora si sta aprendo sono accomunate dal ristagno della domanda. Soprattutto sono bassi i consumi.": udite udite, una depressione (=caduta della domanda e dei consumi) è, per l'appunto, una depressione. Chi mai ci sarebbe arrivato senza l'ec. gen. incomp.? Tra l'altro, dicendo una simile ovvietà, non stiamo ancora dicendo nulla sulle cause

Ma ohibò ohibò, la depressione non è un periodo più o meno lungo in cui la variazione annuale del Pil è negativa ? Perchè identificarlo con la caduta della domanda e dei consumi ? Questi non sono più uno dei fattori che lo costituiscono e che al tempo stesso ne possono accentuare i caratteri ? Una prima riduzione dei consumi non può causare (in maniera dominante, ma assieme ad altri fattori) una ulteriore riduzione dei consumi ? Questa rigidità terminologica di Gnè Gnè (che secondo me è il motivo delle sue non sempre riuscite sortite) è anche alla radice della critica a mio parere immotivata a Scalfari (che, premetto, mi sta sul cazzo come quant'altri mai...).

GnèGnè in quest'ultimo caso gniaula :
"le cause della crisi sono la caduta della domanda e per conseguenza il crollo degli investimenti", cioè:
caduta della domanda===>crollo degli investimenti===>crisi fin.,
(visto che recessione=caduta della domanda aggregata)????????
Come è possibile che la recessione sia allo stesso tempo causa e conseguenza della crisi fin.? E se gli investimenti sono parte della domanda aggregata, come fa il crollo degli inv. ad essere conseguenza della caduta della domanda, anziché causa della caduta della dom.????????

Ma una caduta della domanda (per consumi) può provocare un crollo degli investimenti ? E questo può causare ulteriori fenomeni (disoccupazione, ulteriore caduta della domanda etc etc) che costituiscono tutti insieme una recessione e perdurando una depressione ? Perchè inoltre GnèGnè finge di non considerare la natura autoalimentantesi di alcuni processi economici, tali da far parlare Gunnar Myrdal di causalità circolare ? Perchè non riesumare la categoria kantiana dell'interazione invece di chiedersi come mai la gallina è causa dell'uovo e l'uovo causa della gallina ? Perchè elevare uno dei fattori costituenti un processo (la domanda o i consumi) al tutto di quel processo ?



Mi immagino GnèGnè Doctor House che sente un suo assistente in corsia dire ad una donna "Suo marito è morto per un arresto cardiaco" ed un altra ad un ragazzo "Suo padre sta male perchè gli è collassato un polmone". GnèGnè imbestialito dirà allora : "Ma chi ti ha fatto laureare (GnèGnè è molto selettivo, ti boccia a libretto in men che non si dica) ? L'arresto cardiaco è la morte, che credi ? E' come se avessi detto che è morto perchè è morto..." e ancora "Ma chi ti ha messo lo stetoscopio in mano, Carlin Petrini ? Ma lo sai che il collasso del polmone è già stare male, anzi malissimo...Sarebbe come dire che il padre sta male perchè sta male..."
E al povero malcapitato che risponda " Dottore, ma se l'arresto cardiaco è la morte, se lo riprendiamo con il defibrillatore lo facciamo risorgere ?", GnèGnè Dottor House ruggirà con la sua pedagogica arroganza " Sai che ti dico ? Ti tolgo il saluto, ti cancello il commento e dulcis in fundo, tolgo il tuo link dai miei preferiti, come a quello stronzo di Pensatoio..."
 


25 novembre 2008

La sortita di GnèGnè, er mejo della Blogosfera

GnèGnè, come ben sanno i miei dieci lettori, è un blogger muscolare, un cultore del brain building, il Terminator del giornalistame, un vero e proprio bullo della Blogosfera.
Forse non lo sapete, ma è stato lui lo sponsor italiano del premio Nobel Krugman che prima il giornalistame italiano
non sapeva neanche chi fosse, impegnato com'era ad intervistare Carlin Petrini e Marco Travaglio.
Orbene, GnèGnè non si contiene più. In realtà, come il serial killer Buffalo Bill di un fortunato thriller, egli sta completando la sua metamorfosi da crisalide a farfalla, processo testimoniato dal parziale abbandono del suo nick KK e dalla rivelazione della sua vera e luminosa essenza, Il Luca. Il processo è ancora in fieri tanto che adesso nel suo laboratorio intelletttuale c'è un ibrido Luca/KK che non è ancora nè Jekyll nè Hyde. Io del resto avevo preconizzato questa trasformazione, nomandolo GnèGnè, perchè avevo derubricato ed ammorbidito il suo nick KK, ormai too hard. Oltretutto, il nick di passaggio e cioè GnèGnè meglio evidenziava il lato lagnoso e giaculatorio del nostro. Le sue lamentazioni sull'egemonia del pensiero della decrescita felice, sui Girotondini e sulla loro santa alleanza nel nome di Robert Mugabe, Nanni Moretti e Serena Dandini, sono infatti ormai momenti topici per la ricostruzione del pensiero della sinistra,  momenti che trasformano i coglioni del lettore in tappeto nuziale.



Gnè Gnè agita anche Karl Marx contro Slow Food, ricomprendendo quest'ultimo nel socialismo utopistico o reazionario (i pomodori Sammarzano appartengono al Partito Nazista, il Parmesan alle schiere progressiste del libero mercato) dal momento che il radicale compimento del marxismo è l'evviva liberistico, in quanto bisogna prima che il capitale si diffonda e domini tutto il mondo per portare telefonini, ketchup e assicurazioni con il kit della mappatura del genoma ai proletari, i quali con questi stessi strumenti eventualmente faranno una timida critica al Capitale e si impiccheranno nella cucina della rivoluzione. 
Naturalmente nel passare da KK (che diceva dabbenaggini facendo le bucce agli altri) a Luca (che dirà dabbenaggini scendendo in campo in prima persona), c'è un comprensibile parossismo della lamentazione, per cui l'attacco è a tutto spiano. Addirittura c'è l'invito a Scalfari a farsi da parte (una sorta di occhettiano impeachment) e ieri anche la critica al mio economista italiano preferito e cioè Emiliano Brancaccio.
Gnègnè un po' lo ha fatto apposta, come nel Processo del Lunedì, giusto per fare caciara con me (visto che io ogni giorno mi vado a guardare quale sofisma ha elaborato). Ed io lo accontenterò.
Morte ? E morte sia, ma prima un po' di Bumba...

 


16 ottobre 2008

Censure pelose

Uno sponsor un po' gnègnè del Premio Nobel Paul Krugman si meraviglia e si indigna sul suo blog del fatto che un ricercatore dell'Università del Sannio  possa esporre (ed esponga) la sua opinione sulle teorie dell'economista recentemente premiato.


Il re degli gnègnè
Per chi vuole saperne di più sullo gnègnè legga qui

Naturalmente sul suo blog si respira un disprezzo per niente celato su tutto il mondo culturale che non piace a lui e si danno gratuitamente giudizi, mance e pagelle. Ma questo è lecito. Non è lecito parlare di giornalistame quando quello che si critica è tal quale quello che fa lui ogni giorno.
Nè più nè meno.
Gnègnègnè...


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16 gennaio 2008

Thinking Blog Award

Copincollo da Cloro

Le regole sono :

1. Partecipare se si è stati nominati.
2. Lasciare un link al post originario inglese
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award



4. Indicare cinque blog che hanno la “capacità di farti pensare.”

1) Il blog di KK, perchè sono davvero bravi.

2) Il blog di  Studium, perchè è una campionessa di pensiero laterale

3) il blog di Mario (pensareinprofondo) , perchè è fatto di passione e memoria

4) Il blog di  Galatea, perchè come ho già detto, scrive e pensa bene (sono due cose che vanno in parallelo)

5) il blog di Lameduck e Cloro ex-aequo, perchè la loro rabbia sposta la prospettiva che noi abbiamo del mondo (ecco cosa c'entra la rabbia...)

Non bisogna dimenticare Moltitudini, Batsceba, Tisbe, Titollo, Unaperfettastronza, Francesco Nardi, Raccoon , Fronesis, Dacia Valent, Araba Fenice, Comicomix e Garbo.
Aiuto invece è in pausa.
A proposito vi consiglio Trashopolis, vi fa pisciare sotto dalle risate.
In particolare un discorso di Ratzinger doppiato dal grande taumaturgo e fattucchiero Gennaro D'Auria
Ringrazio Lame, Cloro, Galatea e Moltitudini che mi hanno citato


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21 ottobre 2007

IO, EMME E TU (advertising)

 Ti avevo detto, dal primo commento
'e nun linkà nisciuno appriesso a te...
Invece mo nu Cima
na Lame, na nepote...
sola nun staje na vota:
pustamm’  sempre a tre!
E mi hai promesso: "Domani sai chi c’è...
posto io soltanto...soltanto con Emmè!..."



Io,Emmè e tu...
passiammo pe' Kilombo,
nuje annanze ed Emme a’ Bomba...
Io Emme e tu...
Sempe appriesso,
cose 'e pazze:
Emme linka pure o’ goll e’  Lavezzi...
Jamm' o’ Currier’ a guardà’...
si cercammo 'e ce 'a squagliá,
comm'a nu carabiniere
chella vène a cummentà.



Ah...Ah...Ah...
ma, 'so’ stregato,
só' rassignato:
Non reagisco più...
Io, Emme e tu!...

Io, Emme e tu!...


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31 agosto 2007

Blogday 2007

Non ho capito un cacchio del regolamento, ma mi pare che si deve elencare cinque blog che si vogliono segnalare, motivando in breve il provvedimento, poi si deve linkare qui e qui e che il protettore degli imbranati mi protegga. I blog scelti sono femminili

1) Lameduck : a parte il fatto che io ho avuto delle anatre a casa mia (e non ho giardino), Lameduck è un blog intelligente ed arrabbiato. E la sua rabbia la sento spesso anch'io. E credo che non sempre la rabbia ti toglie intelligenza. Anzi, a volte  ti dà la passione per dare forma alle tue piccole paure, alle sensazioni che qualcosa non va, al fatto che si potrebbe vivere meglio e con un piccolo sforzo. L'intelligenza di Lameduck è un grido non tanto contro la stupidità o l'ignoranza, quanto contro l'indifferenza, che genera stupidità e ignoranza.

2) Galatea : dicono che scriva bene. E' vero. Ma il motivo c'è : pensa bene e pensando bene, sa esprimere quello che pensa. Non fatevi ingannare dalla sua dolcezza. E' un duro.

3) Studium : E' un blog intelligente anche nelle piccole cose. Prende un oggetto, una foto, una notizia e ti fa pensare a cose che nemmeno te le immagini. Qualcuno direbbe pensiero laterale. Ma la cosa più importante per me è che lei è buona. O almeno credo che lo sia. Ed essere buoni è una forma di intelligenza particolarmente alta.

4) Fronesis : è un blog intelligente e testardo. Come un ulivo si arrampica sulla vita e grida. Non ha un carattere facile. Ma è asciutta, sobria. E il suo sguardo è quello di Atena. Non incline alla pietà. Ma forse proprio per questo vale la pena ascoltarne la voce.

5) Arabafenice : un blog intelligente e concreto, che prende le mosse dalle disavventure legate al lavoro, per tentare di spremerne un po' di sugo. Conserva di alta qualità.



Mi scuso con altri, che saranno invece votati sul blog di Crisi e Conflitti.
Quanto a Cima, e nci vediamo oggi, e nci vediamo domani,  e nci vediamo dopodomani, viene quel senzo di sazzietà che poi finisce a schifezza.
Vulvia, invece la vedo distratta e il suo blog è troppo noir.
Quanto a Tisbe, è la mia madrina. Ed ho detto tutto : Madrinaaaaaaa.....


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permalink | inviato da pensatoio il 31/8/2007 alle 18:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


14 agosto 2007

Non è merito mio

Proprio mentre in questo giorni non ho pubblicato niente, il contatore è impazzito ed ho cominciato ad avere molte più visite rispetto a quelle che ho di solito
img67/2880/giulianoferraragb8.jpg

Quattro ipotesi :
1) E' un incoraggiamento a non scrivere niente più.
2) Sarà la mia madrina che recentemente mi ha linkato (Madrinaaaaaaaaaa...)
3) Avrò messo in una crisi di sonnambulismo tra i tag la parola magica che tira più di una pariglia di buoi...
4) Credo di stare sulla terraferma, ma in realtà sono agganciato a Giuliano Ferrara...


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