Tra le fumisterie che i centristi, che costituiscono la maggioranza nell'attuale governo, buttano nel dibattito politico c'è la favola del radicalismo di sinistra.
A tal proposito un centrista all'interno di Kilombo ha sviluppato questa panzana, chiedendosi retoricamente quale potrebbe essere una politica estera no-global.
(questo centrista è pure Forma Mentis nu' bravo guaglione meritevole in filosofia, ma la politica....)
http://www.vivereacomo.com/2007/02/18/mala-tempora/
Per scoprire questo sofisma basterà un semplice ragionamento.
Partiamo dal programma massimo dei manifestanti di Vicenza e immaginiamo dei passaggi tra questo programma massimo (condiviso forse da una minoranza) ed un programma minimale (condiviso da tutti). Vediamo :
1) Via l'Italia dalla Nato e via le basi Usa dall'Italia.
2) No al raddoppio della base di Vicenza e ridiscutiamo le servitù militari.
3) No al raddoppio della base di Vicenza
4) No al raddoppio della base di Vicenza in quella zona.
Ora, un rivoluzionamento della politica estera ci sarebbe solo nell'ipotesi (1)
Già l'ipotesi (2) non ci porterebbe fuori dalla Nato, ma sarebbe solo un applicazione del programma dell' Unione.
Un' altra ipotesi come - 2-bis) Sì al raddoppio della base di Vicenza e ridiscutiamo delle servitù militari - sarebbe ridicola, perchè se tu vuoi ridurre le servitù militari (chi pensa che ridiscutere le servitù militari sia un'aumento delle stesse o una semplice ridislocazione avrebbe bisogno di una prenotazione alla neuro), cominci a non permettere l'installazione di altre basi o l'estensione di quelle già esistenti.
Se da un lato permetti il raddoppio di Vicenza e poi dici che vuoi ridiscutere le servitù militari sei solo uno che vuole prendere per il culo l'elettorato. Del resto, a tal proposito è indicativo come Prodi, nell'appoggiare il raddoppio della base, abbia con pavidità prima parlato di decisione delle istituzioni locali, poi di continuità con il precedente governo e infine di rispetto del programma : un vero Don Abbondio, un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro.

Ma continuiamo : se solo il punto (1) è quello che porterebbe ad una ridefinizione complessiva della nostra politica estera, basterebbe per il nostro governo accettare una delle altre ipotesi per dividere il movimento, isolare i cosiddetti radicali e interloquire con tutti prendendo una posizione forte e coerente con il programma. Ma questo il governo non lo fa.
Ma se i no-global sono radicali perchè accetterebbero solo l'ipotesi (1), come si dovrebbe definire il nostro governo che accetta anch'esso una sola ipotesi e rifiuta categoricamente tutte le altre ?
Chi sono i veri massimalisti ?
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il 19/2/2007 alle 0:44 | |