.
Annunci online

  pensatoio passeggiate per digerire l'attuale fase storica
 
Filosofia
 


 

 

Sono marxista

 




Darfur Day

Annuncio Pubblicitario

gaza_black_ribbon






sotto la media l'Italia arranca, con questi media l'Italia crepa







  


        
Articoli di filosofia

Il futuro delle filosofie
http://www.italonobile.it/Il%20futuro%20delle%20filosofie.htm

L'argomentazione apagogica sulla verità in Vittorio Hosle
http://www.italonobile.it/Esiste%20verità.htm

Pensiero di Pensiero...
http://www.italonobile.it/pensiero%20di%20pensiero.htm

La teoria delle descrizioni definite di Bertrand Russell

La x è solo un segno ?

Dall'assenza del segno al segno dell'assenza

Dallo zero alla variabile


Frege e la negazione

Frege e l'esistenza

Senso e denotazione in G. Frege

Concetto e Oggetto in G. Frege

Frege e la logica

Frege e il pensiero

Concetto e rappresentazione in G.Frege

Funzione e concetto in G. Frege

Il senso e la denotazione dei concetti in Frege

La connessione dei concetti in Frege

Ontologia del virtuale
http://www.italonobile.it/Ontologia%20del%20virtuale.htm

L'eliminazione della metafisica di R. Carnap

Conoscenza e concetto in M. Schlick

Schlick e la possibilità di altre logiche

Tempo e spazio in Schlick

Schlick e le categorie kantiane

Apparenza e realtà in Schlick

Concetti e giudizi in Schlick

Analitico e sintetico in Schlick

Evidenza e percezione in Schlick

Giudizio e conoscenza in Schlick

Il reale secondo Schlick

La critica di Schlick all'intuizione

Definizioni e sistemi formali in Schlick

La logica in Schlick

La verificazione in Schlick

La verità in Schlick

Lo scetticismo nell'analisi secondo Schlick

Lo scopo della conoscenza in Schlick

Logico e psicologico in Schlick

L'unità di coscienza secondo Schlick

Schlick e la svolta della filosofia

Schlick e l'induzione

Matematica e realtà in Schlick


Alexius von Meinong e la teoria dell'oggetto


Bernard Bolzano e una logica per la matematica

Contenuto e oggetto in Kazimierz Twardowski

Jean Piaget e la conservazione delle quantità continue

L'attualità di Feyerabend

Sul Gesù storico
http://www.italonobile.it/La%20spartizione%20delle%20vesti.htm

La coscienza secondo Thomas Nagel
http://www.italonobile.it/la%20doppia%20vita%20del%20conte%20Dracula.htm

Filosofia e visione
http://www.italonobile.it/l'immagine%20della%20filosofia.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614562

Ermeneutica della luce e dell'ombra
http://www.italonobile.it/all'ombra%20della%20luce.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614557

Il test di Fantuzzing: mente e società
http://www.italonobile.it/Test%20di%20Fantuzzing.htm

Metafisica oggi
http://www.italonobile.it/metafisica.htm

La merce in Marx

Una teoria marxista della crisi : un primo livello di riflessione


Globalizzazione economica e giuridica
http://www.italonobile.it/globalizzazione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615609

Guerra, marxismo e nonviolenza
http://www.italonobile.it/Guerra,%20marxismo%20e%20non%20violenza.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615613

Utopia e stato d'eccezione
http://www.italonobile.it/utopia%20e%20stato%20d'eccezione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=622445

Il reddito di cittadinanza
http://www.crisieconflitti.it/public/Nobile1.pdf

Keynes da un punto di vista marxista

Appunti marxiani 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10



STORIA DEI NUMERI E DELLE CIFRE NUMERICHE
http://www.italonobile.it/genealogia%20della%20matematica.htm

La comunicazione nel linguaggio scientifico e la filosofia

 http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614558



Lemmi Wikipedia da me integrati
Alexius Meinong
Bernard Bolzano
Storia dei numeri
Sistema di numerazione
Sistema di numerazione cinese
Sistema di numerazione maya


Il Capitale di Marx e altro
1 2  3  4  6  7  8  9
10  11  12  13  14  15  
16  17  18  19  20  21
22  23  24  25  26  27
28  29  30  31  32 

 

Dibattito su Emiliano Brancaccio
1 2 3

Quelli che la crisi l'avevano prevista

Cazzari Nobel

Le molte cazzate del Nobel cazzaro

 

DISCLAIMER (ATTENZIONE):
l'Autore dichiara di non essere
responsabile per i commenti
inseriti nei post. Eventuali
commenti dei lettori, lesivi
dell'immagine o dell'onorabilità
di persone terze non sono da
attribuirsi all'Autore, nemmeno se
il commento viene espresso
in forma anonima o criptata.







28 febbraio 2012

L'Apologia di Socrate : un poco di me

Egò dè ouv kai autòs up’auton oligou emautou epelathomen, outo pithanos elegon.

In realtà anche io, proprio io, a causa di costoro mi sono dimenticato di un poco di me stesso. Tanto parlarono persuasivamente.

Ad una lettura di primo livello si tratta semplicemente di una operazione retorica in cui Socrate si complimenta con i suoi accusatori per essere stati persuasivi giusto per evidenziarne poi la capziosità. Tuttavia possiamo tentare una lettura di secondo livello.

Al centro di questo enunciato c’è egò dè ouv kai autòs che possiamo tradurre in diversi modi. Si traduce come “Io stesso dunque” oppure come “Appunto io” oppure come “proprio Io”. Cosa vuol dire questa locuzione? Proviamo a tradurre come “Questo io che vedete qui, proprio questo io, che vi dice che costoro stanno dicendo falsità, è quello stesso io che si è dimenticato di un poco di se stesso ascoltando i discorsi di costoro”. C’è dunque una contrapposizione tra due io, una sorta di avversativa “io adesso dico questo ma…”. Ma donde viene questa duplicità, com’è che un parlante si possa contraddire nel tempo?

 

 

Analizziamo i due termini egò e autòs.

Il primo fa pensare alla visione di Anassimandro, lo sfondo della filosofia occidentale. Diremmo lo sfondo orientale della filosofia occidentale. egò è comunque il frutto della separazione (ag-), della rottura dell’unità originaria dell’apeiron ed è dunque un frammento (agma) di questa rottura che deve pagare il fio di questa ubris portandone il peso (egk-). L’esistenza individuale è il dover portare il peso di se stessi, essendosi separati dall’apeiron. L’io è questa ubris (ogk-os, euk-omai) che è diventata iattura, punizione, responsabilità (eg-gue). L’Io è già internamente duplicato e tale duplicazione è l’essere di peso a se stessi, il trascinar-si nel tempo. Dunque il peso (egk-) è ciò che si ha (ekh-) in quanto ciò che ogni ente è, è in realtà estrinseco ad esso, è una sua proprietà (ousia, oik-os) ed è un suo limite, un ostacolo (kat-okhe). Il peso che ognuno porta con sé è se stesso o qualcosa di simile a sé (eoik-a, eik-), qualcosa di vicino (egg-us), qualcosa cui ci si approssima, in un movimento perenne che però non si realizza mai compiutamente, un agitarsi, un tremare (rig-eo) come continuo e vano tentativo di essere una sola cosa con se stessi.

Qui entra in gioco l’autòs: il turgore dell’ogk-os, quello che ad un certo punto è peso (egk-), è all’inizio crescita (auk-s) e poi piacere (ad-) e compiacimento, ma poi diventa sazietà e troppo (ad-en) e colpa, responsabilità (ait-). Perciò l’Io trabocca e diventa voce, parola, canto (aud-e).

La parola è il mezzo con cui l’Io duplicandosi si alleggerisce del peso che esso è per se stesso.

Il ritmo del tempo è come l’Uno di Plotino che si carica, si accresce, è sazio e trabocca, riproducendo con la voce e la parola un altro se stesso, ma rimanendo così identico a se stesso, ri-guardandosi e re-spectandosi (aid-), cioè guardando l’altro come se fosse sé (autòs) e riunendosi di volta in volta a se stesso.

Questo ritmo è un progressivo avvicinarsi di sé a se stesso che non viene, come si è detto, mai completamente realizzato: il proprio lui dell’autòs è prope (approssimazione) e come si è visto eg-gus (vicino), approssimazione all’interezza di sé, quel sollus che è unicità, identità puntuale di sé con sé, esser quello e non altro. Eppure tale interezza, tale unicità è paradossalmente solitudine (sollus è solus), mancanza, il peso (egk-) proprio del frammento (ag-ma) che è l’Io (eg-ò).

Socrate intuisce il rinvio all’infinito proprio del rapporto mai compiuto di sé con sé quando parla di oligou emautou, che traduciamo non canonicamente come “per un poco di me”, ma letteralmente come “di un poco di me” in quanto oligos (poco) è lic-(mutilare) così come piccolo è picc- (pezzo, frammento) e come paucus è pauo (cessato, troncato), quasi come se la piccolezza fosse un adattamento approssimato con sempre maggior precisione (preciso è prae-cisus ossia troncato) come in un primitivo procedimento di esaustione. Ma se lo stesso Io (eg-ò) è frammento (ag-ma), ed il me è mei (piccolo) ed è mer- (parte), allora oligou emautou è il frammento di un frammento, una parte progressivamente più piccola. Nell’anima sembra avvenire una sorta di paradosso di Zenone, visto che per Eraclito “..Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: così profondo è il suo lógos”. Questa parte progressivamente più piccola di sé che Socrate rischia di dimenticare è proprio il logos, possibilità di divisione (ratio), frazione continuamente riducibile, rapporto. Ma chi aveva parlato della parola come potente dominatore che con piccolissimo e invisibile corpo persuade Elena (che nel mito diventa non a caso immagine inesausta di sé, gemella di Clitennestra, con l’immagine a Troia e il corpo in Egitto, assolutamente incapace di ricomporsi e affranta dal peso della propria fuga da sé) a seguirla e a seguire Paride, scatenando una guerra? Se dunque Socrate risponde ai suoi accusatori, in realtà il suo bersaglio vero (o almeno il bersaglio di Platone) è Gorgia, il sofista che concepisce il logos come forza che trascina chi ascolta, mentre per Socrate il logos è un principio di ordine, di gestione del tempo proprio dell’anima, che evita all’Io il rischio di doversi duplicare nell’incoerenza in modo da dire “anche io, proprio io”.

 

 

 


1 febbraio 2012

L'Apologia di Socrate : gli accusatori

 

Oti men umeis, oi andres Atenaioi, peponthate upò emon categoron, ouk oida.

Che cosa voi, o uomini ateniesi, abbiate provato per mano dei miei accusatori non lo so (non ho visto).

In questa prima frase dell’Apologia di Socrate c’è un’intera impostazione filosofica, c’è tutta la tragedia che Socrate denuncia nel prosieguo dell’opera. Si tratta di una filosofia in parte consapevole, in parte suggerita dalla lingua stessa, in questo caso il greco antico.

Cominciamo da oi andres Atenaioi, dove c’è la precisazione che si tratta di andres. Da un lato ciò allude all’emarginazione delle donne, cosa che però Socrate non voleva sottolineare. La cosa importante è che Socrate precisa chi sia l’oggetto a cui si attribuisce il predicato. Sarebbe stato possibile infatti anche dire oi Atenaioi, ma Socrate circoscrive la classe di individui a cui si rivolge. Sembra, forse inconsapevolmente, che Socrate voglia evidenziare come bisogna essere precisi quando si predica qualcosa di qualcuno. Proprio perché il predicare è un’operazione pericolosa.

La chiave di tutta questa frase è nella parola categoron. Il termine “categoria”, usato da Aristotele per indicare i modi in cui l’essere si predica delle cose nelle proposizioni, è collegato all’accusare. Entrambe le accezioni derivano dal dire qualcosa di qualcuno. Nel caso filosofico si descrive attribuendo un predicato ad un oggetto. Nel caso giuridico si accusa qualcuno di qualcosa.

Gli accusatori sono coloro che in pubblico (agoreuo è soprattutto parlare in pubblico) dicono qualcosa (di negativo) di qualcuno. Soffermiamoci ancora su agoreuo : la radice è ag- che significa rompere, spezzare da cui deriva anche aghios (santo, separato), aghnos (puro, separato), aghnumi (rompere). Il rompere produce una molteplicità e ciò si rivela nel prefisso aga-(molto) e nell’avverbio agan (molto, troppo). Questa molteplicità viene messa in serie da un primo, un capo (agos) che si separa dagli altri (come puro e santo) ed, in quanto forte e buono (agathos), conduce (ago) la molteplicità e la raduna (agheiro). L’agorà è questa molteplicità radunata che è assemblea, piazza, mercato, foro, in cui ci può essere agòn (riunione vel rissa vel lotta vel gara vel processo), in cui si gira, si vagabonda e si compra (agorazo) oppure si mendica (agurthazo). Nell’agorà si verifica tutto quello che si può verificare in una molteplicità che occupa uno stesso luogo. Come pure si parla in pubblico (agoreuo) e si parla di qualcuno e contro qualcuno (kathagoreuo).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il parlare di qualcuno è già un atto che porta in sé una certa violenza e già il parlare è un frantumare un senso unitario in tanti suoni attraverso la bocca e i denti. Come la predicazione fa sì che una molteplicità di oggetti venga condotta sotto un concetto, così il predicare qualcuno, accusandolo, di qualcosa mobilita una molteplicità di persone contro un escluso secondo la procedura del capro espiatorio. In questo modo, la molteplicità riceve da questa violenza un’identità che non aveva. Essa può essere identificata grazie a colui che essa esclude, emargina, bandisce. Le categorie sono gli strumenti, i pregiudizi attraverso cui questa violenza viene esercitata, la rete attraverso le quali viene cacciata ed imprigionata (agreuo) la preda della collettività, lo strumento appuntito con cui si marchia il bestiame. Praedicatum è l’essere reso noto, l’essere elogiato o bandito. L’attributo (ad-tribuere) è ciò che viene affidato, assegnato, imputato a qualcuno e l’imputazione è l’incidere una tacca a qualcuno. L’argomentum, ciò di cui si parla, è ciò che viene fatto brillare, ciò che è evidenziato, ciò che è indicato. Il giudizio ha un carattere sia conoscitivo che giudiziario ed è un attribuire che è anche un separare, un dividere, un dare a ciascuno ciò che gli è proprio. Caino, dopo che ha ucciso Abele, viene prima scovato, poi marchiato (il marchio di Caino) in quanto nessuno, al di fuori di Dio, potesse disporre di lui ed infine bandito. L’oggetto di cui si parla è un criminale che viene catturato, marchiato, imprigionato o bandito. Con questo meccanismo sociale, il capo (agòs), che si è separato (aghios) dalla società, rompe (aghnumi) il legame sociale e crea una molteplicità (agorà) che, perché possa essere controllata, va indirizzata contro qualcuno (kathagoreuo).

Dunque il processo e l’accusa di Socrate sono una metafora di un procedimento conoscitivo, di una dissonanza cognitiva, di una opinione che si rivela falsa, ed al tempo stesso un evento politico, una presa o un consolidamento del potere. Platone attraverso il processo a Socrate mette le basi per una teoria della conoscenza che non permetta più che si verifichi un errore, perché l’errore cognitivo ha conseguenze politicamente rilevanti che possono essere gravissime.

C’è in questa frase anche tutta la tesi che Socrate svolge nella sua apologia, il rovesciamento di prospettiva che presenta ai suoi giudici: coloro che lo hanno riconosciuto colpevole stanno facendo del male a se stessi. Coloro che colpiscono sono a loro volta colpiti.

Infatti Socrate dice : cosa abbiate provato (sofferto) per mano dei miei accusatori, questo io non lo so, non l’ho visto (oida ci dice che, per la lingua greca, la conoscenza è figliuola dell’esperienza, dell’immediatezza di un vedere). E’ una presa di distanza, uno scansarsi: i miei accusatori volevano colpirmi, ma hanno colpito voi e io non so cosa possiate provare.Voi volevate giudicarmi e attribuirmi una colpa, ma alla fine avete marchiato a fuoco voi stessi. I miei accusatori, convincendovi a etichettarmi, vi hanno etichettato.

 


4 aprile 2011

Le notti bianche : il cielo stellato

Era una notte incantevole, una di quelle notti che ci sono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili ed irosi.

 

 

Anch’io ho guardato il cielo stellato con le stesse speranze. Da piccolo il cielo stellato lo guardavo spesso e mi commuoveva. Il cielo stellato per la Bibbia è l’esercito di Dio. Per me era l’Infinito e lo sarebbe ancora. Grazie al cielo stellato e a Giordano Bruno sono diventato panteista, anche se da anni il mio panteismo dorme sotto il dolore. Solo per una citazione del cielo stellato ho amato Kant e sogno spesso che egli sia stato una sorta di mistico nascosto, così come ipotizza in controluce il filosofo indiano T. R. V. Murti quando gli accosta la figura vertiginosa di Nagarjuna, il mistico che con Sesto Empirico ha anticipato di molti secoli le riflessioni sui paradossi delle relazioni di F.H.Bradley, il primo grande rivale di B.Russell

Ricordo che nel 1976 sino alle due di mattina vedevo le Olimpiadi di Montreal (la delusione di Mennea, Alberto Juantorena, l’ultima partita che ho mai visto della nazionale di basket con 16 punti di vantaggio divorati nella seconda frazione di gioco) e prima di andare a dormire uscivo sul balcone di casa e sognavo di diventare un centometrista, sognavo l’amore, sognavo tante cose. Troppe. Forse bisognava guardare anche a terra.

Ora il cielo stellato non lo si vede più. L’inquinamento luminoso lo ha assorbito, come a confutare il paradosso di Olbers. Il brillare delle stelle si mischiava con il verso dei grilli, per cui sembrava quasi che le stelle frinissero e con il loro verso ritmato scandissero il tempo delle anime di chi si rivolgeva a loro. Con il passare degli anni, le stelle erano diventate testimoni del dolore umano (che fai , tu luna, in ciel …). Come un vecchio padre, come un cane o un gatto che serbano per se stessi il segreto della vita, aspettando pazienti che tu lo scopra da solo, congedandoti dal mondo, poiché solo la distanza consente di guardare.

Le stelle, i padri, cani e gatti sono al cospetto di Dio. La domanda di Dostoevskij su come si faccia ad essere irosi con un cielo così sfavillante non ha più senso, se non in ambiente eco-compatibile. La Natura è un fatto umano. Putrtroppo. Il cielo è di piombo, come sa bene l’ispettore Callaghan, e meglio ancora Prevert.

Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone

Tolte le stelle, ucciderci a vicenda, darci ad un padrone sarà un poco più facile.

 

 

. 


30 marzo 2011

Hegel e la scienza del Diritto

La scienza del Diritto è parte della filosofia. Deve quindi svolgere, dal concetto, l’idea come quella che è la ragione di un oggetto. Oppure, il che è lo stesso, essa scienza deve essere spettatrice del peculiare immanente svolgimento della cosa stessa. Come parte, essa ha un dato punto di partenza, che è il risultato e la verità di ciò che precede e di ciò che ne costituisce la cosiddetta dimostrazione.

Il concetto del diritto, quindi, conforme al suo divenire, resta fuori dalla scienza del diritto. La sua deduzione è qui presupposta ed esso deve ammettersi come dato.

 

 

 

Hegel, pur ammettendo la scienza del Diritto come parte della filosofia, afferma giustamente che il concetto del Diritto è un dato in essa, un presupposto che forse è la filosofia stessa a dover dedurre, e non la scienza del diritto che su di esso si basa.

Dunque l’hegelismo può prevedere che la filosofia deduca i concetti fondanti le singole scienze positive, mentre queste ultime hanno tali concetti fondanti come dati, in maniera assiomatica.

Da qui l’impossibilità per le scienze (non per gli scienziati che potrebbero, in linea di principio, filosofare) di riflettere su se stesse. Di qui forse una apparente separazione tra filosofia e scienza, in quanto non v’è continuità tra le due dimensioni,occupando la filosofia un livello meta-scientifico.

Il fatto però che il presupposto di ogni singola scienza non possa essere sottoposto a verifica sperimentale e/o empirica, ma solo alla elaborazione filosofica, espone ogni scienza al rischio della ideologia, non tanto relativamente alle nozioni che essa elabora, quanto all’essenza ed allo scopo immanente alla singola scienza stessa.

 

 


25 marzo 2011

Homer sum : Darwin e la bellezza

Darwin riteneva anche che gli animali superiori avessero in comune con l’uomo la facoltà di cogliere e di apprezzare il bello ma supponeva che in essi questo senso del bello fosse limitato all’attrazione esercitata dal sesso opposto. Come esempio veniva generalmente citata la elaborata ostentazione di colori a soddisfazione del sesso opposto che si riscontra specialmente tra gli uccelli.

 

 

La relazione tra il senso estetico e la sessualità è sancita anche dall’origine etimologica del termine greco kalòs, che è collegabile al verbo greco kaleo (latino clamo) che significa “chiamare, richiamare”, per cui la bellezza si configura come un richiamo, cioè qualcosa che serve ad attirare un soggetto al di là della sua volontà. Per cui è forse tipico di un atteggiamento puritano dire che la sessualità limita il senso del bello. In realtà originariamente ne è la radice e solo dopo molti secoli di storia la dimensione estetica ha forse raggiunto una certa autonomia da quella sessuale.

 

 

 


8 febbraio 2011

Ad Odifreddi non tornano i conti (avrebbe bisogno della pascalina)

Piergiorgio Odifreddi nel numero di gennaio de “Le Scienze” edizione italiana ha pubblicato un breve articolo su Blaise Pascal ed il suo contributo alla geometria.

Qui Odifreddi ha un po’ ciurlato nel manico, dal momento che si è auto investito del compito di contraddire la chiesa cattolica e la religione su qualsiasi questione. La missione è, in larga parte, apprezzabile ma è possibile esagerare e perdere il rapporto con la verità e l’equilibrio necessario per raggiungerla. In quest’articolo Odifreddi finisce per toppare. Egli dice che a 31 anni Pascal era completamente perso per la scienza ed asserisce che il 23 novembre 1654 Pascal sia impazzito a seguito di un grave incidente in carrozza in cui aveva letteralmente battuto la testa, soffrendo in seguito di forti emicranie e rivelando all’autopsia evidenti lesioni cerebrali. Odifreddi conclude che la religione ed il misticismo erano solo effetti o concause della sua trasformazione, trasformazione folle testimoniata dal memoriale ritrovato cucito in una tasca di Pascal dopo la sua morte in cui è scritto : “Fuoco. Dio di Abramo,Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non dei filosofi e dei sapienti. Certezza. Certezza. Sentimento. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo. Deum meum et deum vestrum. Il tuo Dio sarà il mio Dio. Oblio del mondo e di tutto, fuorchè di Dio. Lo si trova soltanto per le vie insegnate dal Vangelo. Grandezza dell’anima umana (e così via)”. Odifreddi giudica questo scritto assolutamente senza senso, tale da confermare l’ipotesi della pazzia.

 

 

Bella storia, vero ? Peccato che non sia del tutto vera. Infatti Pascal nel 1658 scrive una Storia della “roulette”, anche chiamata “trocoide” o “cicloide”, con la quale si riferisce come si è arrivati per gradi alla conoscenza della natura di tale linea, datata 10 ottobre 1658 (cfr. Oeuvres, pp. 117-142), pubblicata in occasione di un concorso bandito dallo stesso Pascal nel giugno 1658. Inoltre, sempre nel 1658 scrive un Trattato sui seni di un quadrante di cerchio (1658) dove giunse a un passo dalla scoperta del calcolo infinitesimale discutendo l’integrazione della funzione seno (cfr. Oeuvres, pp. 155-158).

Pascal come John Nash, impazzito e poi parzialmente recuperato alla sanità mentale ? O vuoi vedere che, in questi ultimi lampi di genio, c’entra il soffio del buon Dio ?

Abramo, Isacco, Giacobbe, volete smetterla di suggerire le soluzioni al povero Pascal ?

 

 

 

 

 


7 febbraio 2011

Gli ingegni minuti arrivano sempre secondi

Armando Massarenti, nella sua recensione del libro di Lucio Russo  «Ingegni minuti. Una storia della scienza in Italia», Feltrinelli, Milano, ricorda che il termine “ingegni minuti”era stato coniato da Giovanni Battista Vico ed apostrofa quest’ultimo come un campione del nostro antiscientifico spirito nazionale.

Come al solito, la verve polemica ha prodotto un dorato momento di superficialità. Nella sua autobiografia infatti Vico aveva evidenziato un problema di apprendimento delle scienze esatte da parte di chi era più avvezzo ad usare concetti universali.  Leggendo lo scritto di Vico ci si rende conto che la sua posizione era molto articolata, che i suoi interlocutori erano strettamente legati al periodo storico in cui scriveva, e che la questione sollevata si inseriva in un problema di didattica della matematica che riguardava l’opportunità di utilizzare le figure geometriche o di iniziare immediatamente con la versione analitica della geometria. Lo spirito antiscientifico dunque c’entra ben poco. Più di un secolo dopo Frege riconoscerà la natura problematica dell’insegnamento delle matematiche, proprio dicendo che, per evitare che i ragazzi si annoino, era necessario cercare di sfrondare dalla matematica alcuni aspetti di eccessivo rigore logico. Dobbiamo pensare che anche Frege fosse un esponente dello spirito antiscientifico ?

 

Anche l’accanimento con cui si accusa Croce di aver fatto danno alla formazione scientifica delle nuove generazioni a seguito della sua polemica con Enriques ci sembra francamente una esagerazione. Croce non era laureato né aveva un ruolo nelle università italiane. La sua polemica con il positivismo ed il pragmatismo era tesa a salvaguardare l’autonomia del sapere filosofico da quello delle scienze. Senza dubbio la sua sottovalutazione del sapere scientifico è stata un errore, ma non si può pensare che le conseguenze di questo errore siano state così devastanti. Inoltre le sue riflessioni erano comunque frutto di un tentativo continuo di aggiornamento e non a caso il collegamento delle scienze con il momento economico dello Spirito sono stati il frutto di una sua personale lettura del pensiero di Mach.

Del resto collegare all’egemonia di un pensiero slegato a quello della scienza il triste destino del sapere scientifico nell’ambito di una nazione è pure una operazione piuttosto superficiale. In Francia Bergson prima e Sartre poi hanno esercitato un’ influenza fortissima sulla pubblica opinione, ma ugualmente lo studio delle scienze è stato considerato primario all’interno del sistema scolastico francese. Ugualmente in Germania l’hegelismo prima ed Heidegger poi hanno spesso dominato la scena, ma non hanno impedito lo sviluppo di una tradizione forte di studi scientifici.

Il problema non è questo o quel pensatore, questo o quel momento storico ma una serie di processi economici e sociali che possono portare un paese al vertice o al declino. E del resto questa è proprio la tesi del libro di Russo e Santoni.

In Italia la tendenza delle imprese a far ricadere sui salari i problemi della propria competitività internazionale ha evitato in larga parte le innovazioni tecnologiche che avrebbero potuto stimolare lo studio sistematico e capillare delle scienze all’interno del nostro paese. Il fatto che anche lo stato non abbia sufficientemente investito nella ricerca è invece il risultato di una gestione politica tesa più al consenso elettorale di breve periodo che non a porre i presupposti naturali e culturali per lo sviluppo a lungo termine della povera patria.

 

 


1 febbraio 2011

Pensiamo all' elefante ! Il berlusconismo in noi 2

Facendo riferimento al post di dorsai (o babador) http://babador.splinder.com/
su comunicazione e consenso
premetto che ho idee abbastanza diverse da lui
Il libro di cui lui parla è scritto da un grande psicologo della conoscenza e cioè George Lakoff, forse allievo di Chomsky
http://it.wikipedia.org/wiki/George_Lakoff
(di cui ho due libri "Metafora e vita quotidiana"
http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/884523360X/Metafora_e_vita_quotidiana.htm
e "Da dove viene la matematica"
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=8833915522 )
che però ha fatto il passo più lungo della gamba, volendo evidenziare le ricadute politiche della psicologia cognitiva con il libro di cui babador parla e cioè
"Non pensare all' elefante"
http://www.spaziodi.it/fatti/n0209/viewarticolo.asp?op=corpoarticolo&id=512
Perchè io considero la discussione a sinistra su questo libro inutile se non dannosa?
Perchè essa presuppone e alimenta il berlusconismo in noi.


Mi spiego:
1. Essa non solo presuppone che ci siano strutture fisse della mente umana, ma anche che tali strutture siano direttamente impegnate nel livello della comunicazione politica senza grandi possibilità di rielaborazione culturale
2. Essa è rassegnata al fatto che nella politica la comunicazione debba ridursi a slogan e propaganda, cioè ad un linguaggio che più che consentire la rielaborazione da parte del ricevente, debba produrre direttamente nel ricevente conseguenze rilevanti al momento del voto
3. Essa presuppone una stratificazione fissa dove ci siano un candidato, uno staff (in questo caso Kilombo) ed un bacino di utenza fatto da elettori passivi, di cui si cerca di prevedere gli atteggiamenti, senza considerarli dei veri e propri interlocutori, se non nel senso che essi producono sintomi di cui dobbiamo tenere conto in senso strumentale (e non in senso autenticamente comunicativo)
4. Insomma il contesto nel quale questa teoria si muove è un contesto dove il berlusconismo (inteso come esemplificazione di un sistema ideologico) è vincente a prescindere dalle sorti elettorali di Berlusconi, per cui anche se il Silvio perdesse, Graecia capta (e che cagata di Graecia !)....
5. per la sinistra questo è un problema: perchè non basta vincere le elezioni, anzi il problema non è più vincere le elezioni, se il tragitto dalla'opposizione al governo trasforma il soggetto vincente. Cioè l'utilizzo dei mezzi trasformando il soggetto può generare un cortocircuito che prepara la vittoria dell'avversario alle elezioni successive, con una risultante che comunque è sostanzialmente negativa.
6,. Per cui la riflessione di Lakoff è utile nella misura in cui la si decostruisce per usare il materiale di risulta per costruire una teoria di sinistra della comunicazione politica


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Lakoff Chomsky politica Sinistra Berlusconi

permalink | inviato da il 1/2/2011 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


31 gennaio 2011

La curva di Paulos ci porta fuori strada

John Allen Paulos è un matematico famoso per i suoi volumi di divulgazione scientifica nei quali evidenzia l’impatto sociale dello studio della matematica. In un suo articolo sulle disparità nei test egli cerca di dimostrare che tali disparità non nascondono necessariamente una discriminazione.

Egli dice invita ad immaginare che due gruppi demografici si distinguano in base ad un certo criterio, ad es. la statura. Si ipotizzi pure che le stature dei due gruppi varino seguendo una distribuzione normale oppure a campana.

Allora, sebbene la statura media di un gruppo sia solo leggermente superiore alla statura media dell’altro, le persone del gruppo più alto costituiranno una folta maggioranza tra gli individui molto alti. Allo stesso modo, i membri del gruppo più basso costituiranno una folta maggioranza tra gli individui molto bassi. Ciò è vero anche se la maggior parte dei componenti dei due gruppi è più o meno di statura media.

Così, se il gruppo A presenta un altezza media di m 1,72 ed il gruppo B un altezza media di m 1,70, forse il 90% o più degli individui di altezza superiore ad 1,85 si concentrerà nel gruppo A. In generale le differenze tra i due gruppi appariranno sempre molto accentuate agli estremi.

Paulos poi cambia scenario e fa l’esempio di un gruppo di candidati che fanno domanda di assunzione presso una grande azienda. Alcuni sono messicani ed altri coreani e la società usa un unico test per stabilire quale lavoro proporre a ciascuna persona. Per un qualsiasi motivo si supponga che, benché i punteggi dei due gruppi siano distribuiti normalmente con una variabilità simile, quelli dei messicani siano in media un po’ inferiori a quelli dei coreani.

A questo punto la responsabile dell’ufficio personale osserva le differenze relativamente lievi tra le medie dei gruppi e nota con soddisfazione che le numerose posizioni di medio livello sono occupate sia da messicani sia da coreani. Resta tuttavia sconcertata dalla preponderanza di coreani assegnati alle poche mansioni di livello superiore, quelle che richiedono un punteggio altissimo nel test. Facendo ulteriori indagini, scopre che quasi tutti i detentori delle mansioni di livello inferiore, assegnate a candidati con punteggi molto bassi, sono messicani.

Si può sospettare un atteggiamento razzista, ma il risultato potrebbe anche essere una conseguenza imprevista del modo in cui funziona la distribuzione normale. Paradossalmente, se la responsabile abbassa la soglia per l’ammissione alle posizioni di medio livello, finirà per aumentare la percentuale di messicani nella categoria inferiore.

Il fatto è che i gruppi si differenziano sulla base della storia, degli interessi, dei valori culturali e di molti altri fattori impossibili da districare. Queste differenze costituiscono l’identità del gruppo e consentono di definire “gruppo” un insieme di persone.

Di fronte a tali diversità sociali e storiche, non dovremo dunque stupirci se i punteggi ottenuto dai membri in un test standardizzato si differenziano ancora di più agli estremi della curva di distribuzione. Queste disparità statistiche non sono necessariamente un segnale di razzismo anche se in alcuni casi è vero il contrario. Ci si può e ci si deve domandare se i testi in questione siano idonei a loro scopo, ma non bisogna sorprendersi quando le curve normali si comportano normalmente.

L’unità fondamentale su cui è costruita qualsiasi società liberale è l’individuo, non il gruppo e Paulos crede che le cose dovrebbero rimanere così.

Oltre ad avvalersi di una giustificazione discutibile, i progetti basati su una rigida rappresentazione proporzionale sono per Paulos inattuabili. Lo dimostrerebbe un altro esperimento mentale. Si immagini un azienda (che chiameremo PC) che operi in una comunità composta per il 25% da neri, per il 75% da bianchi, per il 5% da omosessuali e per il 95% da eterosessuali. La PC e la comunità non sanno che solo il 2% dei neri, ma ben il 6% dei bianchi è omosessuale.

Facendo uno sforzo concertato per ottenere una forza-lavoro di mille persone che rifletta equamente la comunità, l’azienda assume 750 bianchi e 250 neri. Tuttavia sarebbero omosessuali solo 5 neri (il 2%) e ben 45 bianchi (il 6%) per un totale di 50 persone, ossia il 5% degli operai nonostante i suoi sforzi la PC potrebbe essere accusata di omofobia dai diopendenti neri, perché sarebbe omosessuale solo il 2% di questo gruppo e non il 5% registrato all’interno della comunità. Allo stesso modo i dipendenti omosessuali potrebbero affermare che l’azienda è razzista, perché sarebbe nero solo il 10% degli assunti e non il 25% riscontrato all’interno della comunità. Gli eterosessuali bianchi avrebbero sicuramente lamentele analoghe.

 

 

Affrontiamo rapidamente questa ultima questione : in realtà in questo caso l’azienda non potrebbe essere accusata di niente in quanto le proporzioni sono state correttamente riprodotte : gli omosessuali neri sono lo 0,5 % della popolazione e gli omosessuali bianchi il 4,5%, ed insieme sono il 5% della popolazione. Gli omosessuali neri sono il 10% della popolazione omosessuale (il 2% del 25% dell’intera popolazione) mentre gli omosessuali bianchi sono il 90%.

Dire perciò che è impossibile attuare una precisa rappresentazione proporzionale della società all’interno di un microcosmo sociale è una bugia.

Più interessante è la tesi sostenuta all’inizio dell’articolo. Il ragionamento di Paulos è matematicamente ineccepibile, ma la sua interpretazione è radicalmente sbagliata.  E tale errore costituisce alla fine una mistificazione. Infatti non è che il sospetto di discriminazione sia una conseguenza forse non voluta di una leggera differenza tra medie. La media infatti è una risultante astratta delle scelte concrete fatte ad es. dai selezionatori all’interno dell’azienda. E questi hanno, nell’esempio concreto, selezionato i lavoratori sulla base di un criterio che potrebbe essere fondatamente sospettato di razzismo, a meno che non riescano a dimostrare che effettivamente i candidati coreani fossero molto più capaci di quelli messicani nel coprire le cariche più alte dell’organigramma.

In realtà è la leggera differenza tra medie ad essere una risultante falsamente rassicurante di una selezione che è stata nei fatti discriminatoria. In pratica, nonostante che, per la maggior parte delle mansioni di livello superiore siano stati selezionati candidati coreani ed a quelle di livello inferiore siano capitati molti candidati messicani, la differenza tra le medie è risultata essere irrilevante.

La morale della favola dunque non è il non trarre deduzioni politicamente impegnative da fenomeni matematici paradossali, quanto piuttosto il rimanere guardinghi e diffidenti anche quando le medie matematiche sembrano garantire una equa distribuzione delle chances. In pratica lievi scostamenti delle medie non implicano l’assenza di discriminazioni.

Alla fine dunque la scienza di Paulos, nella sua finta neutralità, si rivela essere schiava dell’ideologia.

 

 


25 gennaio 2011

Galbraith : la comunità finanziaria

Nel mondo economico e soprattutto in quello finanziario la previsione dell’imprevisto e imprevedibile è un’occupazione riverita e spesso ben pagata, tanto da fungere da trampolino di una fortunata carriera. Da qui nascono i presunti pareri informati sul sistema economico in generale. Si crede che gli uomini e le donne specializzati in simili previsioni conoscano il futuro e che tale conoscenza venga dal sapere di cui sono in possesso.

 

Dal momento che ciò che è previsto è ciò che altri desiderano sentire, perché sperano di trarne profitti o altri vantaggi. Accade così che nei mercati finanziari l’errore sia rispettato e persino osannato, appunto che l’errore condiviso assume un ruolo ben difeso.

Il mondo finanziario ospita una comunità numerosa, attiva e ben pagata che vive di una irrimediabile, ma apparentemente sofisticata ignoranza

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Galbraith finanza previsioni azioni

permalink | inviato da pensatoio il 25/1/2011 alle 11:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     aprile       
 

 rubriche

Diario
Filosofia
Politica
Articoli
deliri
Schegge
Ontologia
Epistemologia
Storia
Ermeneutica
Conto e racconto
Comunismo

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

italo nobile
Periecontologia
blog filosofia analitica
porta di massa (filosofia)
Crisieconflitti
Blog di crisieconflitti
Rescogitans
Spettegolando
Being and existence
Josiah Royce
filosoficonet
Russell on proposition
Wittgenstein against Russell
Landini on Russell
Kalam argument
Internet enciclopedy of philosophy
Sifa
swif
Moses
Grayling
Bas Van Fraassen
Gilbert Harman
Nordic journal of Philosophical logic
Paideia Project
Ousia
Diogene : filosofare oggi
formamentis
riflessioni
Articoli filosofici
Ancient Philosophy
Dialegesthai
Hegel in MIA
MIA . risorse filosofiche
Gesù e la storia
piergiorgio odifreddi
renato palmieri
Dizionario sanscrito
Lessico aramaico
Cultura indù
Lessico indiano
Mitologie
Egittologia
Archeogate
Popoli antichi
Antichi testi cristiani
Bibbia
Testi biblici e religiosi
Agiografia
Eresie
Critica della Bibbia
Psychomedia
Rabindranath Tagore
La Pietà di Michelangelo
Sapere
google
Wikipedia
Libri in commercio
google traduttore
libri su google
Emiliano Brancaccio
Libri in commercio2
Dispense
crisieconflittiblog
l'ernesto
Essere comunisti
manifesto
Liberazione
Proteo Vasapollo
Appello degli economisti
Krisis
Rivista del Manifesto
n+1
Temi marxisti
Ripensare Marx
Gianfranco La Grassa
Ripensare Marx 2
Costanzo Preve
CriticaMente
Mercati esplosivi
Intermarx
Archivio marxista
35 ore
Gianfranco Pala
Contraddizione
falcemartello
Comunisti internazionalisti
Comedonchisciotte
Che fare
Teoria critica libertaria
Bellaciao
Anarcocomunisti
Informationguerrilla
Scambio senza denaro
Chaos
Guerra globale
Peacelink
Altraeconomia
Brianza popolare
indymedia napoli
Partito comunista internazionale
Prometeo
Giano
Cervetto
Rivoluzione comunista
P.C.internazionale (sinistra)
Teoria e prassi
Contropiano
Mazzetti
mazzetti2
vis a vis
Rotta comunista
Erre
Indymedia lavoro
Il pane e le rose
Articoli neweconomy
Noam Chomsky
Malcom X economia
La Voce.info
Z-Anarchismo
Iura Gentium
Domenico Gallo
Articolo 21
ansa
Openpolis
Asca (agenzia stampa)
Repubblica
Corriere della Sera
Adnkronos
Agenzia giornalistica italiana
Il Foglio
Informazioni on line
Rapporto Amnesty
Governo italiano
Inail
Avvisatore Parlamento
Inps
Istat
Censis
Rete no-global
Greenpeace
Utopie
Associazione pro Cuba
Rassegna stampa
Rassegna sindacale
Lucio Manisco
Nonluoghi
Osservatorio Balcani
Comunisti italiani
Rifondazione
Peace reporter
Centroimpastato
Democrazia e legalità
Società civile
Beppe Grillo
Alternative
Un mondo possibile
Laboratori di società
Antiutilitarismo
Mediawatch
Megachip
Le monde diplomatique
Report
Forum Palestina
Il filo rosso
Il Dialogo
Giulietto Chiesa
Guerraepace
Namaste
NensVisco Bersani
Unità
Sinistri progetti
Socialpress
Cafebabel
Terreliberedallamafia
Maria Turchetto
Carta
Carmilla
Lettera internazionale
Jacopo Fo
Globalproject
Attac
Anarchivio
Resistenze
Micromegas
Sbilanciamoci
War news
Tobin tax
Un ponte per
Uruknet
Lettera 22
Rainews
Reti invisibili
Centomovimenti
Euronews
Nidil Cgil
Chain workers
Cani sciolti
Ivan Ingrilli (sanità)
Sanità mondiale
Almanacco dei misteri
Rapporto Amnesty
Diritto del lavoro
Atlante geopolitico
Criticamente
Disinformazione
istitutobrunoleoni
Statistiche Bankit
Debitopubblico
Economia politica
Rasegna stampa economia
Dizionario economia
Cnel
formazionelavoratori
Confcommercio
Affari esteri
Teocollectorborse
Businessonline
Linneo economia
Economia e società aperta
Statistiche annuario ferrarese
Eures
Cgil Lombardia
Fondazione Di Vittorio
Fai notizia
Luogo comune
Zoopolitico
ok notizie
Wikio
La mia notizia
Youtube
Technorati
Blog
Answers
La leva di Archimede
Eguaglianzaelibertà
Liberanimus
Link economici
campioni pugilato
All words (dizionari)
Babelfish traduttore
Dieta
Cucina 2 : Buonissimo
Calorie
Cucina
Primi piatti
Dieta 2
Last minute
Dica 33
Schede medicinali
Dizionario etimologico
Dizionari
E-testi
Foto da internet
Ferrovie dello Stato
La Gazzetta dello Sport
Incucina
Cucina napoletana
Tabelle nutrizionali
Altalex
Pagine bianche
Calcola inflazione e interessi
Film Tv
Fuoco
Studium
Amica Mia di Pigura
prc valdelsa
Siddhartino
Altromedia
Trashopolis
lotte operaie nel mondo
vulvia
Korvo Rosso
La tela di Penelope
Conteoliver
Mario
Cloroalclero
Fronesis
Il mondo di Galatea
Polpettine
Tisbe
Lameduck
aiuto
Daciavalent
Arabafenice
Batsceba
Pibua
Guevina
Vietato cliccare
Cattivomaestro
Khayyamsblog
Francesco Nardi
Alex321
Ciromonacella
Comicomix
Devarim
Raccoon
La grande crisi del 2009 (cronache)
Giornalettismo
Zio Antonio
Radioinsurgente
Garbo
Vita da St(r)agista
sonolaico
serafico
jonathan fanesi
Valhalla
Millenniumphoenix
gianfalcovignettista
occhidaorientale
Undine
Capemaster
Mimovo
antonio barbagallo
Nefeli
Secondoprotocollo
Nessunotocchisaddam
Pragmi
Rigitans
Alessandro
Formamentisblog
Corso di traduzione letteraria
Filosofia del web
Mediamente
Psicopolis
Blog cognitivismo
Dswelfare
Caffeeuropa
Stefano Borselli
Domenico De simone
Andrea Agostini
democrazia diretta
Finkelstein
Movisol
Società e conflitto
menoStato
Settantasette
la Cia
misteri e cospirazioni
Globalizzazione
Centroimpastato
Tugan Baranovsky
Wright su reddito garantito
Contro il lavoro
Assenteismo e operai
Auschwitz e il marxismo
Cestim migrazioni
Salute naturale
Signoraggio
Umanitànova
Crisi della liquidità
Cooperazione tra cervelli
La Grassa su Bettelheim
Marx e Lange
Gramsci e la globalizzazione
Marx e la crisi
Prc quinto Congresso
Lessico gramsciano
Il virus inventato
Lotte disoccupati francesi
Biospazio
Storia nonviolenza
Tax justice network
Marx e la crisi
Seminari della controra
Valori e prezzi
Veti Usa a risoluzioni Onu
Anarchici
Nuovi mondi media
Stele e cartigli egizi
Libro dei morti
Egitto
Egitto2
Egitto3
Egitto4
Egitto5
Storia delle Brigate Rosse
Guide di Dada net
Aljazira.it
Arab monitor
Il Giornale
Cultura cattolica
Il denaro
Aldo Pietro Ferrari
Asianews
Storia della birra
Storia contemporanea
Dossier Legge Biagi
Ateneonline

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom