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30 settembre 2007

Un po' di storia di Myanmar (non Birmania)

 

1)      Nei primi secoli dell’anno Mille si sviluppò il regno di Pagan, che fu però sconfitto dall’invasione mongola (1283). Il primo europeo ad entrare in Birmania fu forse Marco Polo.

2)      I re di Toungoo nel XVI riunificarono di nuovo la Birmania. Ma tale progetto di ricostruzione nazionale si scontrò con gli interessi britannici in Assam. Alla fine di ben tre guerre il re Thibaw fu fatto prigioniero dagli Inglesi (1886) e la Birmania annessa al Viceregno inglese dell’India.

3)      Negli anni ’30 sorsero alcuni movimenti nazionalisti : quello del monaco buddista U Ottama che si ispirava a Gandhi, quello di Saya San che voleva restaurare la monarchia, quello dell’Università di Rangoon che voleva mescolare buddismo e marxismo.

4)      Nel 1936 uno sciopero studentesco si trasformò in protesta nazionale antibritannica sotto la guida di Aung San.

5)      La caduta del mercato internazionale del riso e le elevate imposte portarono migliaia di contadini all’indebitamento ed alla rovina negli anni ’30 per mano di banche inglesi e creditori indiani. Ci furono in seguito a ciò ribellioni popolari nel 1938 e nel 1939.

6)      Allo scoppio della seconda guerra mondiale, un gruppo di militanti anticolonialisti conosciuti come “I trenta compagni” formò il BIA (esercito indipendentista birmano) che si alleò con i Giapponesi contro gli Inglesi ed entrò nella capitale, ma si configurò su base etnica scatenando la rabbia delle minoranze (karen, kachin e shin) che organizzarono guerriglie aiutati dagli Inglesi.

7)      Il 1 Agosto 1943 i Giapponesi riconobbero l’indipendenza della Birmania, ma ci furono poi disaccordi tra il Giappone e l’ala comunista dei Trenta compagni : il BIA dichiarò guerra al Giappone e si alleò a sua volta con gli Inglesi, che lo riconobbero come esercito patriota birmano che entrò di nuovo a Rangoon nel 1945 e Aung San organizzò un governo di transizione.

8)      Nel 1947 fu redatta una Costituzione, ma Aung San fu ucciso poco dopo e U Nu assunse la carica di Primo Ministro. Nel 1948 fu proclamata l’indipendenza del paese.

9)      Il nuovo governo dovette affrontare la guerriglia delle minoranze etniche, la presenza di forze militari del Kuomintang cinese e la lotta armata dell’esercito del defunto Aung San, legato al Partito Comunista.

10)  Nel 1962 il generale Ne Win destituì U Nu e nazionalizzò banche, industria del riso e il commercio che era nelle mani degli Indiani. Nel 1972 una nuova Costituzione confermò al potere il Partito Socialista della Birmania.


11) 
 Nel 1987 il deterioramento della situazione socioeconomica portò ad una richiesta di democratizzazione : Ne Win fece autocritica e fu nominato capo di Stato Sein Lwin la cui nomina causò un ondata di proteste con molti morti tra giovani e monaci buddisti. Lwin si dimise quasi subito e fu nominato al suo posto Maung Maung che iniziò un processo di liberalizzazione. Nel 1990 il governo cambiò il nome del paese in Unione di Myanmar dal momento che il nome Birmania si riferiva solo all’etnia maggioritaria e abbandonò la designazione di socialista.

12)  Sempre nel 1990 la Lega per la democrazia ottenne una schiacciante vittoria alle elezioni (80% dei voti) e il governo in carica annulla le elezioni e reprime il dissenso

13)  Tuttavia nel 1992 si sottoscrivono le quattro convenzioni di Ginevra sulle norme internazionali minimali sui conflitti armati e si rimettono in libertà 1300 prigionieri politici, si riaprono le università e apre un nuovo giornale. Tuttavia nel 1993 ci furono nuovi arresti e nel 1995 un altro giro di vite.

14)  Il paese comincia a divenire attraente per gli investitori internazionali ed al tempo stesso viene messo sotto osservazione per la situazione dei diritti civili e politici. In una certa fase sembra allentare il controllo sulla popolazione (1995.1997,2002,2003), per poi di nuovo stringere la rete della repressione (1996, 2000, 2004). Nel 1997 la giunta militare si sciolse e si costituì un Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo, mentre nel 2003 il primo ministro Khin Nyunt proclamò una Costituzione più liberale.


29 settembre 2007

Soccorso Rosso (la storia delle Brigate rosse): sindacati gialli e quaderni rossi

 

Nel frattempo i disordini a Roma del 1962 danno una forte spallata ai sindacati gialli :

La repressione padronale in fabbrica continua divenendo galoppante. La debolezza del sindacato tocca livelli impressionanti: nella FIAT, i due sindacati "gialli" UIL e SIDA arrivano ad ottenere da soli il 63% dei voti all'elezione per le commissioni interne. La notte tra il 6 ed il 7 luglio 1962, nel corso delle trattative per il rinnovo del contratto, UIL e SIDA firmano col padrone un accordo separato, ed invitano i loro aderenti a non partecipare allo sciopero proclamato da CGIL e CISL per il giorno successivo. Inaspettata giunge la risposta operaia: lo sciopero si rivela un grosso successo. Vi partecipa, secondo il quotidiano "Il Giorno," il 92% dei lavoratori. È cosí sancita dopo tanti anni l'esplicita sconfessione dei sindacati padronali o capitolardi: si stracciano centinaia di tessere UIL e, spontaneamente, gli operai danno l'assedio alla sede di questo sindacato. Scoppia una violenta manifestazione con lancio di pietre e scontri con la polizia. Il bilancio è pesante: una trentina di fermi, molti contusi.

Una testimonianza diretta la fornisce, ancora una volta, Sante Notarnicola: "Nell'estate del '62, per la prima volta la base rivoluzionaria scavalca apertamente il partito [...] La battaglia durò tre giorni e 'l'Unità' ci chiamò teppisti allineandosi con i borghesi. Fu il crollo per molti compagni delle ultime illusioni di ravvedimento rivoluzionario del PCI. Mi ricordo di Pajetta, era con noi, non sapeva cosa fare; il grande dirigente non era piú davanti a una folla entusiasta, ma in mezzo a gente esaltata che gli stava mangiando il piedistallo eretto in tanti anni sul suo passato di combattente. Quando gli arrivò una pietrata, allora si risvegliò mettendosi a sbraitare contro i padroni e gli sbirri, spingendoci all'attacco. Il suo passato riemergeva dall'inconscio. Poi, a mente fredda, il giorno dopo, su 'l'Unità' ci chiamò fascisti."

La CGIL si allinea con il PCI e denuncia "la presenza di provocatori che operano sul piano del teppismo del tutto estraneo e anzi respinto dalla gran massa dei lavoratori in sciopero."

Viene addirittura fatta circolare la voce, rivelatasi falsa, di "individui scesi nelle strade vicine da lussuose auto targate Cuneo, Torino, Ferrara." "E furono poi questi 200 o 300 ragazzi a buttarsi verso le 22,30 all'assalto della polizia con la cieca furia dei kamikaze."

Ma le bugie del "Giorno" e dei sindacati hanno le gambe corte. Al processo si verifica che "due terzi degli imputati sono meridionali, giovani ma non giovanissimi, non mancano gli operai iscritti ai sindacati, alcuni dei quali avevano addirittura la tessera della UIL, l'organizzazione contestata."
Nove anni dopo, finalmente, il sindacato fa l'autocritica. Giorgio Benvenuto, segretario nazionale della stessa organizzazione allora contestata, cogliendo il significato unitario della manifestazione, definirà il luglio 1962 "una data significativa che costituisce una svolta nella storia sindacale del nostro paese. È infatti il principio della fine degli accordi separati, e la fine della discriminazione tra sindacati 'democratici' e sindacati 'social-comunisti.' "




Un anno dopo, nel 1963, sono gli edili che a Roma danno luogo, in piazza SS. Apostoli, ad una manifestazione violenta e spontanea: il centro-sinistra, se da un lato crea un terreno piú favorevole per le lotte operaie, dall'altro radicalizza sempre piú le frange estremiste e di opposizione alla linea ufficiale dei partiti di sinistra”

La Rivista “Quaderni Rossi” nata in quegli anni intuisce la crisi che attanaglia i sindacati e cerca di trovare vie alternative :

appaiono, probabilmente per la prima volta, geniali intuizioni come quella in cui di fronte al disegno di ammodernamento neocapitalistico si configura la necessità degli scioperi selvaggi (1963):
E' chiaro che la lotta operaia costituisce il pericolo piú grosso per i capitalisti. Ma è chiaro che essi non si illudono di poterla eliminare; per questo non tentano di reprimerla totalmente, adottando dovunque metodi fascisti, né si illudono di raggiungere una concordia generale. Il loro obiettivo diviene allora quello di far svolgere la lotta operaia in certe forme ed entro certi limiti. Non si elimineranno gli scioperi purché si svolgano - per cosí dire - "a date fisse" e quindi siano prevedibili, e soprattutto, purché, insomma, la classe operaia non metta in discussione chi deve decidere, purché essa collabori a uno sviluppo deciso dai capitalisti."
Appaiono alcune prime considerazioni che saranno la base per una successiva definizione dell'autonomia operaia. Riferendosi ad uno sciopero ad oltranza attuato da parte degli edili di 25 fabbriche nonostante il parere contrario delle organizzazioni sindacali, Vittorio Foa osserva:
’La differenza tra la richiesta sindacale e l'offerta operaia si riduce a 9.000 lire l'anno. Non è per questa somma che gli operai hanno deciso, in dissenso coi loro rappresentanti, la forma estrema della lotta; è per qualcosa d'altro che può sembrare confuso ed opaco, ma che invece è limpido e chiaro: è per essere finalmente qualcuno, e non oggetto passivo della disponibilità padronale, è per sentirsi come classe, per conquistare un potere, sia pure generico, di fronte al padrone ed al sistema del padrone’.


27 settembre 2007

Verso il 20 Ottobre : Il dolce 18

 

Molti paesi europei per attenuare la precarietà costitutiva del lavoro hanno posto limiti alla possibilità di fare contratti di lavoro atipico, ma soprattutto hanno posto limiti all’arbitrio del datore di lavoro nel licenziare i propri dipendenti a livello individuale, oltre a vari altri ammortizzatori sociali nel caso di licenziamenti collettivi.

In Italia i vincoli al licenziamento individuale sono i più forti per aziende con un numero di dipendenti superiore a 15. A stabilire queste tutele è la famosa Legge 300 (o Statuto dei lavoratori) del  20 Maggio 1970 ed in particolar modo l’articolo 18, che rafforza i limiti già posti dalla legge 604 del 15-7-1966 (tale legge era analoga a quelle che in altri paesi tutelano i lavoratori colpiti da licenziamento individuale).  Fu anche per applicare in maniera coerente il dettato delle norme della Costituzione 1 e 4, che si rese necessario un progressivo miglioramento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori e fu Giuseppe Di Vittorio (segretario generale della Cgil e della Federazione sindacale mondiale) uno dei primi a intuire la necessità di una legge quadro che unificasse, rielaborandola, l’intera materia.


Crociuzzo: "Cari padroni, bevetene un altro po'..."


Lo Statuto del 1970 fu il risultato di un aspro conflitto sociale e dell’azione riformatrice del Psi che, volendo privare il Pci delle istanze sociali di cui quest’ultimo si faceva promotore, promosse molte riforme nel campo del lavoro e della previdenza (grazie soprattutto a Giacomo Brodolini, prima sindacalista e poi ministro del Lavoro) tra cui appunto lo Statuto dei lavoratori.

Vedremo come i recenti movimenti per la riforma del mercato del lavoro da un lato hanno tentato di attaccare  proprio il complesso di idee che fonda l’impianto della Legge 300 sia per quanto riguarda l’articolo 18, sia per quanto riguarda il ruolo del sindacato. D’altro canto essi hanno cercato di attenuare i vincoli posti alla costituzione dei cosiddetti contratti atipici ed in questo la loro azione ha avuto maggiore successo.

 


27 settembre 2007

Un filosofo naturale

Mio padre (98 anni per chi già non lo sapesse) :
"Ti metti sempre davanti alla luce..." (e non conosce Diogene di Sinope)
"Apri la finestra, fa entrare la luce, avrò tempo per stare al buio (e non conosce Goethe)"




Inoltre
Io lo guardo compiaciuto e dico "Ho creato un mostro..."
Lui mi guarda rassegnato e fa "Ho generato uno scemo..." (e non conosce i mondo Zen)


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26 settembre 2007

Precarietà

 

Il termine “precario” deriva dal latino “prex-cis” (preghiera) e significa “ciò che si ottiene e/o si mantiene tramite preghiera” e dunque “ciò che non dipende dal soggetto, ma da circostanze esterne o dalla volontà altrui” e dunque ciò che è temporaneo, incerto, provvisorio, instabile.

Parlando dunque di lavoro precario, dobbiamo evitare quella che è una trappola, quella cioè di definire il lavoro precario come se fosse una categoria residuale. In realtà se lavoro precario è lavoro temporaneo e/o incerto la cui durata e la cui sussistenza dipende dal detentore del capitale e/o datore di lavoro, allora il lavoro salariato e/o dipendente nella sua interezza, tranne alcune eccezioni, è lavoro precario. Il lavoro nel modo di produzione capitalistico è per definizione lavoro precario. Più che una distinzione tra lavoro precario e lavoro stabile o sicuro, è più opportuno fare una distinzione tra diversi livelli di precarietà del lavoro. Quello che storicamente prima si deve spiegare è come si è riusciti a rendere il lavoro molto meno precario in certi momenti della storia ed in certe zone del mondo. E solo a partire da questa analisi si deve spiegare come il lavoro tende di nuovo a diventare più precario, a porsi ad un maggiore livello di precarietà.




Dunque la prima cosa da analizzare sono quelle leggi che scandiscono ad es. in Italia i processi che hanno portato alla configurazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e cosa più importante tale che la risoluzione dello stesso ad opera del datore di lavoro (e quindi senza la volontà del lavoratore) sia sottoposta a condizione (in Italia subordinata alla giusta causa o al giustificato motivo per le imprese con più di 15 dipendenti).


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25 settembre 2007

Ciociole 1

 

Politica e società

 

Addolorata: “C’è perfetta sintonia tra politici e società italiana…”

Crociuzzo : “I politici mangiano e gli italiani diventano obesi…”

 

 

Apnea

 

Addolorata : “I super acquanauti sono stati sott’acqua 14 giorni…”

Crociuzzo : “ E che dire di Prodi che sta in apnea da più di un anno…”

 

 

Un anno fa : Miss Italia

 

Prodi : “Vuoi allearti con l’Unione ?”

Mastella: “Per valutare dovrei tenervi d’occhio il fondoschiena…”

 

Rapimento

 

Addolorata: “Hanno rapito due italiani in Afghanistan…”

Crociuzzo: “Che siano stato trasferiti da Mastella perché li chiamavano i due prodi ?”

Addolorata: "Li hanno anche liberati..."
Crociuzzo: "Sarà stato un condono..." 


Diagnosi preimpianto

Addolorata : "In Sardegna hanno autorizzato una diagnosi pre-impianto..."
Crociuzzo: "Avessero fatto questo anche con l'attuale governo..."

 

 


25 settembre 2007

Decidere.net(tamente)

Non sembrava vero a Prodi di apparire finalmente come un leader e dire:
"Neppure un attimo di indecisione sul blitz.."
E stavolta l'opposizione è sembrata solidale con il premier e Fini ha avuto parole di ammirazione per il ministro Parisi. Finalmente l'assunzione monocratica di responsabilità. Finalmente la vittoria della politica ! La politica che decide !



Gli italiani periodicamente nutrono la velleità di staccarsi dallo stereotipo di popolo pacifista per necessità, tentennante, poco capace di prendere decisioni. Il problema è che tale velleità li porta sempre verso commistioni ben note di tragedia e ridicolo.
Di fronte a decisioni complesse è infatti ridicola la pretesa di risolvere le questioni attraverso una riduzione volontaristica della complessità, l'accentramento delle decisioni nelle mani di poche persone. Siamo insofferenti verso le inevitabili difficoltà insite nei processi democratici, incapaci di avere un pensiero ed una prassi all'altezza della democrazia.
Il blitz ha portato al ferimento di tre degli ostaggi ed alla morte di un altro di essi. Eppure è stato considerato senza dubbio un successo, forse perchè la morte dei nove rapitori ha placato le viscere della politica :
L'operazione è perfettamente riuscita, l'ammalato...mah....


24 settembre 2007

Marx, la merce e la forma di valore

 

Le merci per Marx sono oggetti d’uso e depositari di valore : hanno una forma naturale ed una forma di valore. L’oggettività del valore delle merci non si sa dove trovarla, non ha una collocazione spazio-temporale. La sua oggettività è puramente sociale e può presentarsi solo nel rapporto sociale tra merce e merce. Le merci posseggono una forma di valore che è la forma di denaro. Bisogna dimostrare la genesi di questa forma di denaro, perseguire lo svolgimento dell’espressione di valore contenuta nel rapporto di valore delle merci dalla sua figura più semplice alla forma di denaro.

Il rapporto di valore più semplice è il rapporto di valore di una merce con un’unica merce di genere differente qualunque essa sia. L’arcano di ogni forma di valore sta in questa forma semplice di valore. Due merci di genere differente A e B (nel nostro esempio tela ed abito) rappresentano due parti differenti. La tela esprime il proprio valore nell’abito, mentre l’abito serve da materiale di questa espressione di valore. Il valore della prima merce è valore relativo ossia merce che si trova in forma relativa di valore. La seconda merce funziona come equivalente, ossia essa si trova in forma di equivalente.

Forma relativa di valore e forma di equivalente sono momenti pertinenti l’uno all’altro : uno è condizione dell’altro per quanto l’uno sia opposto all’altro, poli della stessa espressione di valore, essi si distribuiscono sempre sulle differenti merci che l’espressione di valore riferisce l’una all’altra. Non si può esprimere in termini di “tela” il valore della tela. Il valore della tela si può esprimere solo in relazione, relativamente ad un’altra merce. La forma di valore relativa della tela presuppone che una qualsiasi altra merce si trovi in confronto ad essa nella forma di equivalente. Quest’altra merce che figura come equivalente non si può trovare contemporaneamente in forma relativa di valore giacchè non è essa ad esprimere il suo valore, ma fornisce solo il materiale all’espressione di valore di un’altra merce. La stessa merce non può presentarsi simultaneamente nelle due forme della stessa espressione di valore.



 

Dunque la forma di valore è la relazione socialmente rilevante tra due merci, relazione che si è evoluta nel corso della storia sino ad assumere la forma del denaro. Comincia qui un argomento che secondo me è molto interessante, complesso, misterioso.

Il mistero dello scambio è un’evoluzione del mistero del segno : il mistero del segno è quello per cui una cosa può stare per un'altra. Lo scambio è un modo per spiegare e graduare lo stare di una cosa per un'altra. Eraclito accettava il mistero dello scambio per cui una cosa sta per un'altra, una cosa muta in un’altra (anche se in Eraclito già il tema dell’equivalente universale è già presente : il logos, la moneta). I Pitagorici grazie ai numeri possono, attraverso la quantità, regolare il passaggio di una cosa ad un’altra, lo scambio di una cosa con un’altra (x = 3y). La quantità attraverso le sue soglie (il numero è la mediazione tra il quanto e il quale, giacchè è pure una figura) spiega il mutamento di qualità.

Marx affronta da un punto di vista materialistico il mistero da cui è nata la metafisica. Ma riesce ad esorcizzarla del tutto ?

 

 

 


22 settembre 2007

Verso il 20 Ottobre :Caruso e gli incidenti sul lavoro

 

Karlkraus ha fatto alcune considerazioni sulla questione Caruso che hanno generato un acceso dibattito. Il suo ultimo intervento ha toccato diversi argomenti. Il primo di questi è che una delle ragioni per cui Caruso ha torto è che dal varo delle leggi Treu e Biagi, gli infortuni sul lavoro in Italia sono progressivamente diminuiti.

Prima di analizzate tale progressiva diminuzione, è necessaria una premessa di metodo : Caruso ha detto che gli infortuni sul lavoro sono o sarebbero aumentati ?

No, non ha detto questo né nelle prime dichiarazioni a lui attribuite, né in quelle successive.

Egli ha detto : “Quelle leggi sono state usate per armare le mani dei padroni e permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggiore intensità la forza-lavoro e incrementare i profitti a  a discapito della qualità e della sicurezzae poi Una delle principali cause degli incidenti sul lavoro è la progressiva riduzione dei diritti dei lavoratori confinati in un area che va dal lavoro sommerso sino alla precarietà. Un progressivo indebolimento, con l’introduzione dei contratti aticipi, è cominciato con quelle che, comunemente, fu definito il pacchetto Treu e si è concluso con quella che è stata, impropriamente, definita legge Biagi”

 italia prc biagi
Crociuzzo : "Io lo difendo, ma guarda che faccia..."

Dunque Caruso sostiene che una delle cause degli incidenti sul lavoro è la precarietà. Ciò non implica che il dato complessivo degli incidenti sul lavoro debba aumentare. Dunque il fatto che questo dato diminuisca non costituisce una confutazione della tesi di Caruso.

Spiegamoci meglio : ipotizziamo che un medico dica che una delle più frequenti cause di morte sia l’infarto. Ora dato che altre cause di morte possono essere ad es. il cancro e le malattie infettive può ben essere che queste ultime due vengano ben curate grazie al progresso medico e questo possa causare una diminuzione complessiva dei decessi. Ciò però non toglie che l’infarto sia una delle principali cause di morte e che debba essere studiato e combattuto per impedirne delle altre e che il trascurare la lotta all’infarto sia un fatto negativo.

 


22 settembre 2007

La Chanson de Burland

 E Burlando il nonmultato
ci risponde attapirato :
" Navigare contromano
non è poi sì tanto strano:



sì lo so, son avvilito,
ma lo fa pure il partito
che va a destra
e dice a sinistra,
sia  da quand'era Piccì
fino a quando sarà  Piddì"




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