.
Annunci online

  pensatoio passeggiate per digerire l'attuale fase storica
 
Diario
 


 

 

Sono marxista

 




Darfur Day

Annuncio Pubblicitario

gaza_black_ribbon






sotto la media l'Italia arranca, con questi media l'Italia crepa







  


        
Articoli di filosofia

Il futuro delle filosofie
http://www.italonobile.it/Il%20futuro%20delle%20filosofie.htm

L'argomentazione apagogica sulla verità in Vittorio Hosle
http://www.italonobile.it/Esiste%20verità.htm

Pensiero di Pensiero...
http://www.italonobile.it/pensiero%20di%20pensiero.htm

La teoria delle descrizioni definite di Bertrand Russell

La x è solo un segno ?

Dall'assenza del segno al segno dell'assenza

Dallo zero alla variabile


Frege e la negazione

Frege e l'esistenza

Senso e denotazione in G. Frege

Concetto e Oggetto in G. Frege

Frege e la logica

Frege e il pensiero

Concetto e rappresentazione in G.Frege

Funzione e concetto in G. Frege

Il senso e la denotazione dei concetti in Frege

La connessione dei concetti in Frege

Ontologia del virtuale
http://www.italonobile.it/Ontologia%20del%20virtuale.htm

L'eliminazione della metafisica di R. Carnap

Conoscenza e concetto in M. Schlick

Schlick e la possibilità di altre logiche

Tempo e spazio in Schlick

Schlick e le categorie kantiane

Apparenza e realtà in Schlick

Concetti e giudizi in Schlick

Analitico e sintetico in Schlick

Evidenza e percezione in Schlick

Giudizio e conoscenza in Schlick

Il reale secondo Schlick

La critica di Schlick all'intuizione

Definizioni e sistemi formali in Schlick

La logica in Schlick

La verificazione in Schlick

La verità in Schlick

Lo scetticismo nell'analisi secondo Schlick

Lo scopo della conoscenza in Schlick

Logico e psicologico in Schlick

L'unità di coscienza secondo Schlick

Schlick e la svolta della filosofia

Schlick e l'induzione

Matematica e realtà in Schlick


Alexius von Meinong e la teoria dell'oggetto


Bernard Bolzano e una logica per la matematica

Contenuto e oggetto in Kazimierz Twardowski

Jean Piaget e la conservazione delle quantità continue

L'attualità di Feyerabend

Sul Gesù storico
http://www.italonobile.it/La%20spartizione%20delle%20vesti.htm

La coscienza secondo Thomas Nagel
http://www.italonobile.it/la%20doppia%20vita%20del%20conte%20Dracula.htm

Filosofia e visione
http://www.italonobile.it/l'immagine%20della%20filosofia.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614562

Ermeneutica della luce e dell'ombra
http://www.italonobile.it/all'ombra%20della%20luce.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614557

Il test di Fantuzzing: mente e società
http://www.italonobile.it/Test%20di%20Fantuzzing.htm

Metafisica oggi
http://www.italonobile.it/metafisica.htm

La merce in Marx

Una teoria marxista della crisi : un primo livello di riflessione


Globalizzazione economica e giuridica
http://www.italonobile.it/globalizzazione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615609

Guerra, marxismo e nonviolenza
http://www.italonobile.it/Guerra,%20marxismo%20e%20non%20violenza.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=615613

Utopia e stato d'eccezione
http://www.italonobile.it/utopia%20e%20stato%20d'eccezione.htm
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=622445

Il reddito di cittadinanza
http://www.crisieconflitti.it/public/Nobile1.pdf

Keynes da un punto di vista marxista

Appunti marxiani 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10



STORIA DEI NUMERI E DELLE CIFRE NUMERICHE
http://www.italonobile.it/genealogia%20della%20matematica.htm

La comunicazione nel linguaggio scientifico e la filosofia

 http://pensatoio.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=614558



Lemmi Wikipedia da me integrati
Alexius Meinong
Bernard Bolzano
Storia dei numeri
Sistema di numerazione
Sistema di numerazione cinese
Sistema di numerazione maya


Il Capitale di Marx e altro
1 2  3  4  6  7  8  9
10  11  12  13  14  15  
16  17  18  19  20  21
22  23  24  25  26  27
28  29  30  31  32 

 

Dibattito su Emiliano Brancaccio
1 2 3

Quelli che la crisi l'avevano prevista

Cazzari Nobel

Le molte cazzate del Nobel cazzaro

 

DISCLAIMER (ATTENZIONE):
l'Autore dichiara di non essere
responsabile per i commenti
inseriti nei post. Eventuali
commenti dei lettori, lesivi
dell'immagine o dell'onorabilità
di persone terze non sono da
attribuirsi all'Autore, nemmeno se
il commento viene espresso
in forma anonima o criptata.







27 maggio 2008

Cesare Pavese : Indisciplina (2)

L'ubriaco non vede nè case nè cielo
ma li sa
perchè a passo malfermo
percorre uno spazio netto
come le strisce di cielo.
La gente impacciata non comprende più
a cosa ci stiano le case,
e le donne non  guardano gli uomini.
Tutti hanno come paura che ad un tratto
la voce rauca scoppi a cantare
e li segua nell'aria.



Ogni casa ha una porta
ma è inutile entrarci.
L'ubriaco non canta, ma tiene una strada
dove l'unico ostacolo è l'aria.
Fortuna che di là non c'è il mare,
perchè l'ubriaco camminando tranquillo
entrerebbe anche in mare
e, scomparso, terrebbe sul fondo lo stesso cammino.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. poesia mare ubriaco aria pavese

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 21:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Perchè non si può sorridere ad un bambino votando Sarkozy (parte prima) ?

Questo si chiede il blogger KK, ossessionato dai girotondini, dagli ecologisti e dai socialisti umanitari, e citando un passo dell'ultimo libro di Andrè Glucksmann, anima nera con Bernard-Henri Levy del radicalismo europeo.
Ovviamente questa domanda è posta retoricamente per concludere come sia degenerata la cultura della sinistra europea, la quale avrebbe abdicato al monumento marxiano, per abbracciare una sorta di esistenzialismo vacuo e solipsista.



Eppure la domanda andrebbe presa sul serio, come pure andrebbe presa sul serio la questione del perchè quell'anima nera di Glucksmann voglia fare il simpatico e spiegare il Sessantotto a Nicolas Sarkozy.
Qual è l'esigenza di Glucksmann ? Quale il suo fine ?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Sarkozy Glucksmann Sessantotto

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Ecoballe e Balotelli

Un sedicente giornalista, molto simile all'omino della Bialetti, ha scritto ieri un corsivo dove tra le altre cose afferma che un governo che voglia seriamente espellere i clandestini, deve fare una seria politica di integrazione. Ad es. deve nominare sottosegretario Fouad Allam, regolarizzare Balotelli, assumere un rumeno nel servizio immigrazione della Capitale.




Ecco, direbbe
Gerardo Marotta, questa è la classe dirigente meridionale : un accozzaglia di papponi, che dietro l'eloquio forbito, nasconde non solo un' incompetenza abissale, ma nel contempo una malafede macroscopica,al punto da spacciare per "politica di integrazione" atti poco meno che simbolici se non addirittura provocatori.
Questo signore si permetteva pochi mesi fa di ironizzare con aria da navigato giornalista sul programma dell'Unione, come a dire "ma chi lo ha mai considerato"....
Tutto questo con la sola differenza che in quel momento lui era non tanto un navigato giornalista, ma un parlamentare eletto sulla base di un programma sottoscritto dai partiti dell'Unione, per cui stava allegramente sputando nel piatto dove mangiava.
Pensate un po' che rifiuto speciale....


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. polito meridione marotta

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Illogica Logica : logica e linguistica

 

Si può dire che la logica sia costituita da un insieme di proposizioni metalinguistiche che tratta appunto i rapporti tra proposizioni, come “p” e “q” ?

Ma cosa differenzia la logica dalla linguistica ?

Forse il fatto che la linguistica si occupa dell’aspetto enunciativo del linguaggio, mentre la logica dell’aspetto proposizionale.




Per Copi ad es. giustamente la proposizione è il senso di un enunciato che invece può avere forme diverse (es. forma attiva e passiva) che sono irrilevanti per il significato. L’enunciato appartiene sempre ad una determinata lingua, mentre la proposizione tende a non appartenenere a nessuna forma storica di linguaggio naturale. Ogni enunciato rappresenta una diversa formulazione (variante) di una proposizione.

Ma tale distinzione è così netta ? Il tentativo di individuare una grammatica universale da parte di Chomsky è allora linguistico o logico ? E le regole logiche da noi condivise valgono per tutte le lingue ?


27 maggio 2008

Il supercarcere di Baghram

 

A che cosa serve l'impegno dell'Italia per ricostruire il sistema giudiziario afghano (che peraltro avalla la condanna a morte di giornalisti accusati di apostasia) se gli americani mantengono una propria giustizia parallela? La decisione di costruire una nuovo carcere, in uno spazio di 40 acri per sostituire quello fatiscente della base di Baghram (50 chilometri a nord di Kabul) dove sono rinchiusi oltre 600 prigionieri, infatti non può essere letto in altro modo. Peraltro la decisione denuncia la volontà di voler costruire e mantenere una nuova Guantanamo in territorio afghano, ancor più isolata dagli occhi indiscreti di quanto possa essere il supercarcere di Cuba, dove sono ancora detenuti 270 prigionieri. Mentre la maggior parte dei sospetti terroristi sono stati rilasciati senza nessuna accusa dopo aver subito torture e vessazioni al di fuori di ogni controllo e di ogni rispetto delle convenzioni internazionali.
In Iraq come in Afghanistan la guerra preventiva non conosce limiti di tempo e di giurisdizione. Così come in Iraq molti prigionieri vengono detenuti nelle prigioni americane dell'aeroporto di Baghdad (ancora più impenetrabili di Abu Ghraib) in Afghanistan dopo aver smantellato quel campo di concentramento che era il carcere di Shebargan (vicino a Mazar-i-Sharif) e mantenuto in vigore le più atroci torture (che hanno provocato vittime) nella base di Baghram, ora si vuole costruire un nuovo supercarcere. Quanti anni hanno intenzione di rimanere gli americani in Afghanistan? La lotta contro i taleban e il terrorismo si è dimostrata finora perdente, allora i tempi si allungano perché la Nato non si può permettere di perdere la prima guerra combattuta fuori dai confini statutari. Basterà un supercarcere dotato di sistemi moderni di tortura per sconfiggere il terrorismo? Ne dubitiamo fortemente. Finché si bombarderanno indiscriminatamente i villaggi del sud dell'Afghanistan provocando la morte di civili i taleban troveranno nuovi adepti e alcuni di loro andranno anche ad ingrossare le fila di al Qaeda.
L'unica soddisfazione, visto che gli americani useranno i loro soldi per costruire la nuova Guantanamo, non saranno stati i contribuenti italiani, che hanno finanziato la ricostruzione del carcere di Pol-i-Charki alla periferia di Kabul, ad aver contribuito a questo spregiudicato uso della forza e della tortura di cui fa sfoggio il presidente Bush. Che prima della fine del suo mandato vuole dare una nuova sferzata alla guerra contro il terrorismo in Afghanistan, anche se dovrà ammettere che è una guerra persa. Come quella in Iraq.

(Giuliana Sgrena)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Baghram Afghanistan Usa Italia guerra

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 7:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Processo ai pirati del Sudafrica

I nomi in gioco sono di quelli che fanno tremare i polsi: Shell, Citigroup, Barclays, Coca-Cola, Colgate-Palmolive, Dow Chemical, Exxon Mobil, Ford, Fujitsu. E le svizzere Ubs, Credit Suisse, Holcim, Ems Chemie, Novartis, Nestlé, Unaxis, Sulze. Colossi in grado di piegare alla propria volontà qualunque burocrate, soprattutto se decidono di lavorare insieme. Ma la Corte suprema degli Stati uniti ha spiazzato tutti: le multinazionali (una cinquantina in tutto) potrebbero essere processate dalla magistratura americana con l'accusa di avere di aver violato le leggi internazionali, appoggiando il governo razzista di Pretoria e aggirando l'embargo all'epoca dell'apartheid. Per questo potrebbero essere costrette a pagare 400 miliardi di dollari a cittadini sudafricani vittime delle violenze dell'allora regime.
In precedenza i giudici (insieme alle compagnie, all'amministrazione Bush e all'attuale governo sudafricano) avevano chiesto l'intervento della Corte suprema per fermare il processo, asserendo che la causa avrebbe rischiato di danneggiare le relazioni internazionali e lo sviluppo economico del Sudafrica e punito in modo arbitrario le società coinvolte. Il Dipartimento di Stato Usa si è persino premurato di avvisare i giudici dei «rischi potenzialmente molto gravi di conseguenze negative per gli interessi degli Stati Uniti». Nel suo minority report - l'opinione di minoranza di un giudice in disaccordo con la sentenza - il giudice Edward Korman ha detto di considerare la causa «un insulto al governo post-apartheid, in maggioranza nero, di un popolo libero». Dare ascolto a circa cento vittime in cerca di giustizia, tante sono quelle il cui nome compare sul procedimento legale, avrebbe significato «dare l'impressione che gli Stati uniti non rispettassero la capacità dei sudafricani di amministrare la propria giustizia e che le corti americane potessero essere meglio attrezzate per giudicare il grado di riconciliazione nazionale raggiunto nel paese». «Gli affari sono affari», ha proseguito recentemente Korman: «quelle imprese stavano semplicemente lavorando» (nessuna di esse, in ogni caso, ha sentito la necessità di presentarsi davanti alla Commissione per la libertà e la riconciliazione, al crollo del regime razzista). Korman non è un ultradestro militante: deve la sua notorietà a un famoso conflitto giudiziario tra sopravvissuti dell'Olocausto e banche svizzere, in cui vinsero i primi. Ma il Sudafrica è un'altra cosa.
Chiamata a giudicare, la Corte suprema degli Stati uniti si è però ritrovata senza il quorum necessario, dopo che quattro giudici su nove sono stati costretti a rinunciare al caso per conflitto di interessi: avevano legami (i più vari, dal possedere azioni all'essere familiari di dirigenti) con la Banca d'America, la Bristol-Myers Squibb, la Colgate-Palmolive, il Credit Suisse, Exxon Mobil, Hewlett-Packard, IBM e Nestlé. I supremi magistrati si sono perciò trovati con le mani legate dalle leggi federali, che richiedono che siano almeno sei i giudici che trattano ogni ricorso alla Corte, e non hanno potuto fare altro che attenersi al precedente grado di giudizio. Cioè la sentenza della seconda corte di appello di New York che giudicava ammissibili le denunce (nonostante il giudice Korman). Il processo si farà.
L'iter giudiziario era partito nel 2002, quando alcuni gruppi di privati cittadini e organizzazioni non governative sudafricane, tra cui il «Khulumani support group»" e il «Laywers for the south africans» cominciarono a presentare ricorsi alla giustizia americana a nome di decine di migliaia di sudafricani vittime del regime dell'apartheid, pretendendo dalle multinazionali che facevano affari con il governo razzista risarcimenti per centinaia di miliardi di dollari. Ovviamente si è trattato di un cammino in salita, sia per lo scarso appoggio ricevuto in patria dalle istituzioni (il governo sudafricano si è schierato contro i ricorsi) che per lo strapotere delle multinazionali contro cui avevano deciso di schierarsi.
Gli avvocati avranno ora il non facile compito di dimostrare che le aziende hanno violato leggi internazionali dando assistenza al governo antidemocratico sudafricano. Per poter arrivare a presentare le denunce negli Stati uniti, i legali sudafricani hanno fatto ricorso a un escamotage più volte tentato e mai riuscito negli ultimi quindici anni, quello di fare riferimento a una legge del XVIII secolo, la «Alien tort claims act», che consente agli stranieri di ricorrere alla legge americana per violazioni del diritto internazionale. Quel vecchio provvedimento era stato pensato per essere utilizzato, ironia della sorte, contro i pirati.
La questione rischia di mettere in crisi la politica americana nei confronti di molti governi amici accusati di violazioni dei diritti umani, anche se non è certo il caso del Sudafrica, e sembrano andare in questa direzione anche le parole di Nelson Mandela, che giovedì ha invitato i compatrioti a superare «le divisioni distruttive» che rischiano di riemergere nel paese, invitando i sudafricani a «ricordare l'orrore da cui veniamo». «Non dimenticate - ha detto Mandela nel suo intervento - la grandezza di una nazione che è riuscita a sanare le proprie divisioni, non risprofondiamo in quelle divisioni distruttive».
Gli avvocati sudafricani non cantano ancora vittoria: per ora, dicono, si tratta solo di un ostacolo imprevisto nella strategia della difesa. L'obiettivo ora è quello di convincere il governo della Rainbow Nation ad appoggiare il loro lavoro: Mandela ha ragione ad auspicare che le ferite del passato possano rimarginarsi, ma non tutti sono convinti che sia sufficiente un colpo di spugna.
Immediate (e scontate) anche le reazioni delle multinazionali. UBS, per esempio, la grande banca elvetica chiamata in causa, si è dichiarata «molto delusa» dal fatto che i giudici americani non abbiano ancora messo fine al contenzioso. I vertici del potente istituto di credito rimangono comunque molto fiduciosi e si dicono convinti che le richieste saranno alla fine respinte dai tribunali. Purtroppo, non sono i soli.
La Corte suprema Giudici e (buone)azioni Conflitto di interesse, si ritirano dal caso quattro togati su nove
La Corte suprema degli Stati uniti è composta di nove giudici. Quattro di loro si sono dichiarati in conflitto di interesse rispetto al caso dei giganti economici americani citati in giudizio dai sopravvissuti dell'apartheid. Il motivo è scritto nelle loro dichiarazioni dei redditi.
Nel portafoglio Ibm, Palmolive e Nestlé, oppure il figlio banchiere
Il presidente della Corte suprema, John Roberts, ha azioni della Hewlett-Packard. Il giudice Stephen Breyer possiede titoli di Colgate-Palmolive, Bank of America, Ibm e Nestlè. L'ultimo arrivato, Samuel Alito, nel suo pacchetto possiede Bristol-Myers, Squibb e Exon-Mobil. E il giudice Anthony Kennedy si è dichiarato in conflitto di interesse probabilmente perché (i giudici non sono tenuti a spiegare i motivi) suo figlio è un banchiere del gruppo Credit Suisse.


(Stefano Piazza)



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. multinazionali sudafrica corte suprema

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 6:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Il sindacalismo di base verso l'unità

 

Nella società (e nella politica) non c'è spazio per il vuoto. La voragine creatasi con la scomparsa della sinistra parlamentare, più una prevedibile accentuazione dello scollamento tra sindacato confederale e lavoratori in carne e ossa, chiama altri soggetti a farsi avanti, a proporre iniziative e soluzioni.
Il sindacalismo di base ci prova, dando vita a un percorso che può consentirgli di uscire da una condizione di minorità e frammentazione, per arrivare a rappresentare d'ora in poi «la vera alternativa». Oltre mille delegati «di situazione» di Cub-RdB, Cobas e Sdl Intercategoriale provenienti da tutta Italia si sono incontrati a Milano. Un'assemblea per fare i conti con le novità del presente e che già nello svolgimento ha segnato una rottura con le pratiche consolidate. Silenziosi i dirigenti delle tre sigle (una delegata del S. Raffaele di Milano ha letto la relazione introduttiva unitaria), la parola è andata ai protagonisti delle lotte. E qui subito la sorpresa, almeno per chi ha imparato a conoscere il pervicace orgoglio di organizzazione di queste formazioni. Il filo rosso dell'«unificazione» - non solo l'unità nelle lotte - è tornato prepotente in quasi tutti gli interventi. Perchè la «piccola taglia» è ormai vissuta come un handicap per la credibilità stessa dei «basisti» nel rapporto quotidiano con i lavoratori. Tanto più in un quadro di «democrazia sindacale» quantomeno problematico (qui viene contestata pesantemente la regola che assegna un terzo dei delegati rsu ai confederali, a prescindere dai voti presi), strutturato per «semplificare» anche la rappresentanza sociale.
Una ragazza giovanissima sintetizza in due parole la condizione di tanti suoi coetanei rispetto alle forme storiche della rappresentanza: «Mi chiedono a quale sindacato bisogna iscriversi per essere stabilizzati». Ma è un altrettanto giovanissimo ivoriano a far alzare in piedi tutti con un intervento di straordinaria densità emozionale, culturale e politica, tutto giocato sulla «diversità» e il suo valore, riuscendo a tenere insieme senza retorica lotta operaia, condizione migrante, solidarietà internazionale. La questione del lavoro giovanile torna in molte riflessioni, anche di operai più anziani («adesso li vedo contare i centesimi, fino a poco tempo fa guardavano al lavoro solo in associazione alla possibilità di spendere»). Una condizione contrassegnata quasi sempre dalla sensazione di impotenza, come se fosse stata spazzata via nelle nuove generazioni ogni conoscenza dei meccanismo democratici, di partecipazione.
Ne viene fuori una convergenza vera su una piattaforma molto articolata, che va dall'obiettivo di «forti aumenti salariali» all'abolizione della legge 30 e del pacchetto Treu, dalla lotta al razzismo alla «continnuità di reddito» (contro la precarietà), dal «rilancio del ruolo del contratto nazionale» alla sicurezza sul lavoro, dalla difesa dei servizi pubblici alla democrazia sindacale. Più che piattaforma vera e propria, è il tratteggiare un sistema organico di temi politico-sindacali capace di produrre aggregazione sui contenuti, anzichè sui «contenitori» organizzativi.
L'indicazione immediata cade sull'avvio di «un percorso di mobilitazione», con all'orizzonte dell'autunno uno sciopero generale - il secondo, dopo quello del 9 novembre 2007 - «non come strumento per cercare visibilità, ma come punto di arrivo di un vasto lavoro di discussione e agitazione tra i lavoratori». Non sarà un percorso semplice, ma tutto il panorama politico e sindacale si è messo in movimento (ieri all'assemblea si é affacciato anche Giorgio Cremaschi). Anche questa galassia lo ha compreso, e reagisce in modo più maturo.

(Francesco Piccioni)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sindacato Cobas Rdb

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 5:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Bush e l'offerta di petrolio

 

Il presidente George W. Bush si è incontrato a Riyadh con il re saudita Abdullah. Nel frattempo i suoi funzionari incontravano i ministri e la corte. Era la replica di una farsa già vista, anche di recente, ma che ha sempre appassionati e attenti spettatori. Era infatti per Bush la seconda visita dell'anno all'alleato, dopo quella di gennaio; e se altre riprese dello spettacolo, prima della conclusione del mandato, nel gennaio del 2009, sono improbabili, non si può mai sapere...
Bush, trasferitosi in Egitto, ha poi lasciato intendere ai giornalisti di essere insoddisfatto per l'aumento di produzione annunciato, in seguito alle pressioni americane, dal ministro del petrolio saudita Ali al-Naimi. Si tratta di 300 mila barili al giorno (b/g), pari a un trentesimo della produzione attuale che portereranno la produzione a 9,45 milioni di b/g. L'Arabia assicura che potrebbe raggiungere quel livello già in giugno. Del resto nel 2007 l'Arabia saudita ha prodotto 9.99 milioni b/g, seconda solo alla Russia che l'ha superata di 79 mila b/g.
L'infelicità di Bush rispecchia il prezzo della benzina nel suo paese, arrivato a un dollaro al litro alla pompa. Un prezzo altissimo, intollerabile, anche se è in pratica è la metà del prezzo alla pompa italica. In ogni caso il prezzo alla pompa, da gennaio, quando il petrolio aveva raggiunto i fatidici 100 dollari al barile e la benzina costava 3,06 dollari al gallone (un gallone equivale a 3,79 litri) a oggi, con il petrolio prossimo ai 128 dollari al barile, è cresciuto di un quarto: il gallone è arrivato a 3,78 dollari, quanto alla benzina; mentre il diesel, che in Italia ha raggiunto la benzina, costa in Usa assai di più, 4,39 dollari.
Il presidente americano ha lamentato - anche attraverso le parole della portavoce Dana Perino - le difficoltà crescenti che si registrano per i suoi concittadini a basso reddito. E non si è limitato a questo, lasciando intendere che in tal modo, con gli alti prezzi petroliferi, l'economia della locomotiva americana non riuscirà a crescere secondo le sue possibilità, trascinando il mondo con sé in una fase di crescita, desiderata da tutti indistintamente i governi. «L'offerta di petrolio è troppo bassa, la domanda troppo alta. Aumentando l'offerta saremmo tutti avvantaggiati». Ma nessuno gli ha datto retta, neppure in patria. Il presidente è rimasto molto contrariato anche per la recente sconfitta del suo partito al senato in tema di sfruttamento del petrolio dell'Alaska, di fronte al voto contrario della maggioranza democratica, 56 a 42. «Quelli che strillano all'Arabia di aumentare la produzione sono poi proprio gli stessi che combattono contro l'esplorazione in patria, il rilancio del nucleare, le nuove raffinerie».
A una voce, i maggiorenti arabi hanno però risposto con sufficiente brutalità. Accontentatevi di quel che facciamo. Se il petrolio costa tanto è perché il dollaro vale poco: affar vostro. Anche la maledetta speculazione che incide notevolmente sul prezzo, la gestite voi, non certo noi. E' la domanda che è troppa, infine - la logica non fa una grinza - non l'offerta troppo scarsa. E la domanda cresce per la pressione dei paesi in via di sviluppo. La nostra offerta va bene così. Se volessimo, potremmo però aumentarla di due milioni b/g.
Negli antichi tempi l'effetto di questo annuncio avrebbe fatto crollare il prezzo del petrolio. Allora tutti - produttori e consumatori - avevano paura dei ministri del petrolio sauditi. Ora non è più così. La replica è venuta da Tehran. Tehran vale 4,3 milioni di b/g, il quarto posto nel mondo: un taglio sarebbe disastroso. «Non intendiamo, per ora, produrre meno petrolio nell'ambito del riparto Opec». Lo ha detto il ministro iraniano per il petrolio, Gholamhossein Nozari. La speculazione, aborrita da al Naimi, darà più spazio agli eventuali due milioni in più dei sauditi, o all'eventuale taglio, non precisato, degli iraniani? Vogliamo scommettere?

(Guglielmo Ragozzino)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Bush petrolio Usa Arabia Saudita Iran

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 4:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

Sarkozy il crumiro

 I sindacati degli insegnanti parlano di «provocazione», e si preparano ad un'altra giornata di sciopero giovedì prossimo. Dopo la nona giornata di mobilitazione nella scuola negli ultimi due mesi - con uno sciopero che, giovedì scorso, ha paralizzato elementari e licei e portato in piazza più di 300 mila persone nel paese - l'indignazione è grande contro le dichiarazioni di Nicolas Sarkozy, che mettono in discussione il diritto di sciopero. Il presidente, invece di rispondere alle motivazioni dello sciopero - tagli di 11.200 posti di lavoro nelle medie e licei per il prossimo anno scolastico - ha annunciato che «prima dell'estate» sarà varata una legge che imporrà «il servizio minimo di accoglienza» degli allievi delle elementari a scuola in caso di sciopero e obbligherà gli insegnanti a dichiarare l'adesione a uno sciopero con 48 ore di anticipo. Se non lo faranno e decideranno di scioperare incorreranno in «sanzioni disciplinari, come nei trasporti», ha poi precisato il ministro dell'Educazione, Xavier Darcos. Per tutta risposta, gli insegnanti hanno annunciato che giovedì prossimo si uniranno allo sciopero, già programmato, contro i tagli alle pensioni.
Per l'opposizione, Sarkozy, in difficoltà nei sondaggi, «politicizza» il conflitto in corso nella scuola, «per piacere alla frangia più conservatrice» del paese, che da anni chiede che la funzione pubblica sia privata del diritto di sciopero. Per il segretario del Ps, François Hollande, «Sarkozy vuole andare alla prova di forza, inutile e offensiva, vuole dividere i francesi».
Giovedì lo sciopero è stato molto seguito. Nei cortei c'erano gli insegnanti, ma anche i liceali e i rappresentanti delle famiglie. In ballo ci sono dei tagli drastici al personale insegnante: su 22.900 soppressioni di posti di lavoro tra gli statali, per il prossimo anno, 11.200 riguardano medie e licei. Nelle manifestazioni, gli slogan hanno messo in evidenza la preoccupazione per una «scuola al ribasso». La protesta, che dura da mesi, punta al «mantenimento di un servizio pubblico di qualità». Ma il governo fa orecchi da mercante. Per Darcos, «qualche migliaio di manifestanti in più non cambiano certo le cose». In altri termini, la riforma, cioè i tagli, si faranno. «Sarò il primo ministro dell'Educazione a non cedere alla piazza» dice altero Darcos. Il ministro ha aggiunto ieri di voler stilare delle liste di insegnanti, per creare «un'agenzia nazionale di supplenti», per permettere una migliore gestione delle classi in caso di sciopero dei professori.
Sarkozy gioca sul tasto populista. «Rispetto il diritto di sciopero, è una libertà fondamentale e garantita dalla Costituzione» ha detto. Per aggiungere, subito dopo, che difende al tempo stesso «il diritto al lavoro, per le famiglie che non hanno i mezzi di far tenere i bambini nei giorni di sciopero». Il compito di assicurare la supplenza è addebitato ai comuni, afferma Sarkozy. La legge rischia di essere «inapplicabile e anti-costituzionale», ribatte l'opposizione: secondo la Costituzione, ricorda Hollande, «gli enti locali possono amministrarsi liberamente». Per il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, che ha rifiutato di organizzare «l'accoglienza» giovedì, l'obbligo voluto da Sarkozy «è contrario alla libera amministrazione riconosciuta ai comuni dalla Costituzione». Nei fatti, del resto, le scuole restano aperte anche in caso di sciopero e gli allievi vengono accolti nelle classi dei maestri che non scioperano, senza drammi.
Ma l'offensiva di Sarkozy è soprattutto ideologica. Vuole aizzare l'opinione pubblica, che gli è sempre più ostile, contro il bersaglio degli insegnanti (e dei pubblici dipendenti). Ma non è detto che la manovra riesca: in Francia, la scuola è storicamente l'elemento centrale della costruzione della cittadinanza. E malgrado vengano scaricati su di essa oggi tutti i problemi di integrazione che la società e la politica non riescono a risolvere, resta un pilastro tenuto in grande considerazione dai francesi

(Anna Maria Merlo)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sciopero sarkozy insegnanti

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 3:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 maggio 2008

La vera sicurezza

 

Dopo Napoli, Roma. Campi nomadi in fiamme. Uomini e donne che lanciano bottiglie molotov contro altri uomini e donne colpevoli di essere nati altrove e di essere malvestiti e straccioni. Forze di polizia in assetto di guerra che sgombrano campi, sotterranei e giardini, cacciando via (non si sa verso dove) una umanità dolente, sol perché povera e straniera. E, al seguito della polizia, camion della nettezza urbana che caricano e avviano alla distruzione materassi sporchi, suppellettili rotte, vecchi elettrodomestici (cioè le case dei poveri). Il tutto mentre circolano bozze di disegni di legge in cui si criminalizza un popolo e si affida al carcere (e ai suoi omologhi: i centri di detenzione, presto tali anche nel nome) la funzione esclusiva di discarica sociale. E ciò senza opposizione, senza proteste eclatanti, mentre in Parlamento si consuma il rito surreale di un palazzo pacificato.
Chiunque ha una esperienza anche minima di questioni sicuritarie sa che tutto questo non c'entra nulla con la «sicurezza» dei cittadini. La «sicurezza», a cui, legittimamente aspiriamo tutti è altro: una prospettiva di vita degna di essere vissuta per noi e per i nostri figli, vivere in un ambiente accettabile e ospitale, sapere di non essere considerati rifiuti per il solo fatto di essere vecchi o malati. Se non cambierà questo scenario non saremo mai sicuri. La «sicurezza» è una cosa terribilmente seria e delicata e come tale va affrontata. Sappiamo bene, e non da oggi, che le ragioni della paura e dell'inquietudine stanno anche nella diffusione di forme odiose di criminalità e di comportamenti devianti (degli autoctoni e degli stranieri); e sappiamo che, in ogni caso, a chi ha paura occorre dare risposte e non citare statistiche. Ma ciò rappresenta l'inizio, non la fine, del discorso. È, in altri termini, la base su cui costruire con pazienza e senza demagogia risposte attendibili: un rilancio del welfare che tenga conto dell'esperienza e dei fallimenti - anche sull'immigrazione - dei paesi a noi vicini, dalla Francia all'Inghilterra; una politica alta, che si proponga di governare fenomeni sociali complessi e non di esorcizzarli seminando odio e paura; un'informazione che provi a rappresentare la complessità del reale e non a proporre false equazioni tra immigrazione e criminalità; politiche di integrazione rigorose lungimiranti; interventi di riqualificazione del territorio; e anche - certamente - politiche penali rinnovate, purché dirette a reprimere in modo giusto i fatti e non a sanzionare il colore della pelle.
Non è questo ciò che è stato predicato in campagna elettorale (a destra e a sinistra) e che, ora, si realizza. Quel che si sta delineando è la sostituzione della razionalità e della politica con la pratica dell'odio verso il diverso: oggi l'islamico o il rom, come ieri l'ebreo. Ciò produrrà solo una sicurezza temporanea e apparente, in attesa che si prepari il nuovo nemico da odiare e da distruggere. Fino a quando ci risveglieremo, sperando che non sia troppo tardi.
Lo ha scritto con lucida sintesi qualche decennio fa M. Foucault evidenziando come questo non è difesa sociale ma razzismo che, a sua volta, altro non è che la selezione, personalmente tranquillizzante, tra chi può vivere e chi deve morire. I roghi dei campi nomadi sono le avvisaglie dei pogrom, definiti dai dizionari «sommosse popolari scatenate con l'appoggio o con la tolleranza delle autorità contro le minoranze etniche o religiose». Alla base di ogni pogrom c'è la costruzione, abile e paziente, del «capro espiatorio» che, a sua volta, fa apparire naturale e spontanea la reazione che porta al rifiuto, all'annientamento, alla distruzione fisica dello stesso.
È bene ricordarlo senza sottovalutazioni. La strumentalizzazione della «sicurezza» non è nuova. Senza memoria e senza opposizione intransigente un cupo passato può tornare.

(Livio Pepino)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. rom extracomunitari razzismo sicurezza

permalink | inviato da pensatoio il 27/5/2008 alle 2:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     aprile   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   giugno
 

 rubriche

Diario
Filosofia
Politica
Articoli
deliri
Schegge
Ontologia
Epistemologia
Storia
Ermeneutica
Conto e racconto
Comunismo

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

italo nobile
Periecontologia
blog filosofia analitica
porta di massa (filosofia)
Crisieconflitti
Blog di crisieconflitti
Rescogitans
Spettegolando
Being and existence
Josiah Royce
filosoficonet
Russell on proposition
Wittgenstein against Russell
Landini on Russell
Kalam argument
Internet enciclopedy of philosophy
Sifa
swif
Moses
Grayling
Bas Van Fraassen
Gilbert Harman
Nordic journal of Philosophical logic
Paideia Project
Ousia
Diogene : filosofare oggi
formamentis
riflessioni
Articoli filosofici
Ancient Philosophy
Dialegesthai
Hegel in MIA
MIA . risorse filosofiche
Gesù e la storia
piergiorgio odifreddi
renato palmieri
Dizionario sanscrito
Lessico aramaico
Cultura indù
Lessico indiano
Mitologie
Egittologia
Archeogate
Popoli antichi
Antichi testi cristiani
Bibbia
Testi biblici e religiosi
Agiografia
Eresie
Critica della Bibbia
Psychomedia
Rabindranath Tagore
La Pietà di Michelangelo
Sapere
google
Wikipedia
Libri in commercio
google traduttore
libri su google
Emiliano Brancaccio
Libri in commercio2
Dispense
crisieconflittiblog
l'ernesto
Essere comunisti
manifesto
Liberazione
Proteo Vasapollo
Appello degli economisti
Krisis
Rivista del Manifesto
n+1
Temi marxisti
Ripensare Marx
Gianfranco La Grassa
Ripensare Marx 2
Costanzo Preve
CriticaMente
Mercati esplosivi
Intermarx
Archivio marxista
35 ore
Gianfranco Pala
Contraddizione
falcemartello
Comunisti internazionalisti
Comedonchisciotte
Che fare
Teoria critica libertaria
Bellaciao
Anarcocomunisti
Informationguerrilla
Scambio senza denaro
Chaos
Guerra globale
Peacelink
Altraeconomia
Brianza popolare
indymedia napoli
Partito comunista internazionale
Prometeo
Giano
Cervetto
Rivoluzione comunista
P.C.internazionale (sinistra)
Teoria e prassi
Contropiano
Mazzetti
mazzetti2
vis a vis
Rotta comunista
Erre
Indymedia lavoro
Il pane e le rose
Articoli neweconomy
Noam Chomsky
Malcom X economia
La Voce.info
Z-Anarchismo
Iura Gentium
Domenico Gallo
Articolo 21
ansa
Openpolis
Asca (agenzia stampa)
Repubblica
Corriere della Sera
Adnkronos
Agenzia giornalistica italiana
Il Foglio
Informazioni on line
Rapporto Amnesty
Governo italiano
Inail
Avvisatore Parlamento
Inps
Istat
Censis
Rete no-global
Greenpeace
Utopie
Associazione pro Cuba
Rassegna stampa
Rassegna sindacale
Lucio Manisco
Nonluoghi
Osservatorio Balcani
Comunisti italiani
Rifondazione
Peace reporter
Centroimpastato
Democrazia e legalità
Società civile
Beppe Grillo
Alternative
Un mondo possibile
Laboratori di società
Antiutilitarismo
Mediawatch
Megachip
Le monde diplomatique
Report
Forum Palestina
Il filo rosso
Il Dialogo
Giulietto Chiesa
Guerraepace
Namaste
NensVisco Bersani
Unità
Sinistri progetti
Socialpress
Cafebabel
Terreliberedallamafia
Maria Turchetto
Carta
Carmilla
Lettera internazionale
Jacopo Fo
Globalproject
Attac
Anarchivio
Resistenze
Micromegas
Sbilanciamoci
War news
Tobin tax
Un ponte per
Uruknet
Lettera 22
Rainews
Reti invisibili
Centomovimenti
Euronews
Nidil Cgil
Chain workers
Cani sciolti
Ivan Ingrilli (sanità)
Sanità mondiale
Almanacco dei misteri
Rapporto Amnesty
Diritto del lavoro
Atlante geopolitico
Criticamente
Disinformazione
istitutobrunoleoni
Statistiche Bankit
Debitopubblico
Economia politica
Rasegna stampa economia
Dizionario economia
Cnel
formazionelavoratori
Confcommercio
Affari esteri
Teocollectorborse
Businessonline
Linneo economia
Economia e società aperta
Statistiche annuario ferrarese
Eures
Cgil Lombardia
Fondazione Di Vittorio
Fai notizia
Luogo comune
Zoopolitico
ok notizie
Wikio
La mia notizia
Youtube
Technorati
Blog
Answers
La leva di Archimede
Eguaglianzaelibertà
Liberanimus
Link economici
campioni pugilato
All words (dizionari)
Babelfish traduttore
Dieta
Cucina 2 : Buonissimo
Calorie
Cucina
Primi piatti
Dieta 2
Last minute
Dica 33
Schede medicinali
Dizionario etimologico
Dizionari
E-testi
Foto da internet
Ferrovie dello Stato
La Gazzetta dello Sport
Incucina
Cucina napoletana
Tabelle nutrizionali
Altalex
Pagine bianche
Calcola inflazione e interessi
Film Tv
Fuoco
Studium
Amica Mia di Pigura
prc valdelsa
Siddhartino
Altromedia
Trashopolis
lotte operaie nel mondo
vulvia
Korvo Rosso
La tela di Penelope
Conteoliver
Mario
Cloroalclero
Fronesis
Il mondo di Galatea
Polpettine
Tisbe
Lameduck
aiuto
Daciavalent
Arabafenice
Batsceba
Pibua
Guevina
Vietato cliccare
Cattivomaestro
Khayyamsblog
Francesco Nardi
Alex321
Ciromonacella
Comicomix
Devarim
Raccoon
La grande crisi del 2009 (cronache)
Giornalettismo
Zio Antonio
Radioinsurgente
Garbo
Vita da St(r)agista
sonolaico
serafico
jonathan fanesi
Valhalla
Millenniumphoenix
gianfalcovignettista
occhidaorientale
Undine
Capemaster
Mimovo
antonio barbagallo
Nefeli
Secondoprotocollo
Nessunotocchisaddam
Pragmi
Rigitans
Alessandro
Formamentisblog
Corso di traduzione letteraria
Filosofia del web
Mediamente
Psicopolis
Blog cognitivismo
Dswelfare
Caffeeuropa
Stefano Borselli
Domenico De simone
Andrea Agostini
democrazia diretta
Finkelstein
Movisol
Società e conflitto
menoStato
Settantasette
la Cia
misteri e cospirazioni
Globalizzazione
Centroimpastato
Tugan Baranovsky
Wright su reddito garantito
Contro il lavoro
Assenteismo e operai
Auschwitz e il marxismo
Cestim migrazioni
Salute naturale
Signoraggio
Umanitànova
Crisi della liquidità
Cooperazione tra cervelli
La Grassa su Bettelheim
Marx e Lange
Gramsci e la globalizzazione
Marx e la crisi
Prc quinto Congresso
Lessico gramsciano
Il virus inventato
Lotte disoccupati francesi
Biospazio
Storia nonviolenza
Tax justice network
Marx e la crisi
Seminari della controra
Valori e prezzi
Veti Usa a risoluzioni Onu
Anarchici
Nuovi mondi media
Stele e cartigli egizi
Libro dei morti
Egitto
Egitto2
Egitto3
Egitto4
Egitto5
Storia delle Brigate Rosse
Guide di Dada net
Aljazira.it
Arab monitor
Il Giornale
Cultura cattolica
Il denaro
Aldo Pietro Ferrari
Asianews
Storia della birra
Storia contemporanea
Dossier Legge Biagi
Ateneonline

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom