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21 maggio 2008

Congratulazioni Emma !

Non è un caso che l'elezione della Marcegaglia a presidente della Confindustria sia stata festeggiata con una morte bianca in una fabbrica appartenente al gruppo che fa capo alla sua famiglia.
La signora già aveva criticato le nuove norme del governo Prodi sulla sicurezza sul lavoro, dicendo che innalzare l'asticella non serviva a garantire l'applicazione delle norme di sicurezza. Parlava evidentemente con cognizione di causa.

 Emma prima dell'aumento di produttività

 Emma dopo l'aumento di produttività ( usura dei macchinari )


Ma che ci aspettiamo da una Confindustria in cui tutte le regole sono costi aggiuntivi da tagliare e freni all'aumento della cosiddetta produttività ?
Che ci aspettiamo da un atteggiamento che con la scusa della produttività (peraltro mal definita) vuole solo allungare il tempo di lavoro di fatto e aumentare lo sfruttamento dei lavoratori ?
Tutti ormai dicono che l'imperativo categorico sia la crescita, ed in questa crescita vogliono mescolare anche i morti, le cui ossa contribuiranno a formare il lievito del progresso del nostro paese. Perciò non piangete, non abbiate paura.
Viva il capitale, viva la produzione : un operaio nella pressa ? Lo confezioneremo e lo venderemo da qualche parte. Un carico ne schiaccia un altro ? Meglio, una bocca da sfamare in meno.
Rialzati Italia !
Rialzati operaio ! Che fai, non ti rialzi ? Insomma, vivo o morto, sempre fannullone sei ....


21 maggio 2008

L'appello di Alex Zanotelli

Chiedo scusa e perdono per la mia assenza. Ho subito un intervento chirurgico e devo starmene per qualche giorno a riposo. Ma anche se lontano con il corpo, sono presente in spirito e solidarizzo con la vostra lotta a Chiaiano.
Ormai non mi aspetto più nulla dall'alto, ma solo dal basso, dalle organizzazioni di base, dalla vostra lotta che deve rimanere nonviolenta, che non vuol dire rassegnazione.
Basta con la rassegnazione se vogliamo vivere! Trovate tutti i mezzi e i metodi nonviolenti per bloccare questa follia collettiva che ci porta alla morte.
Dal governo Berlusconi e dal suo arrivo a Napoli per risolvere il problema rifiuti, non mi aspetto nulla, anzi mi aspetto un passo all'indietro. La politica berlusconiana è quella del ciclo industriale dei rifiuti: discarica e inceneritore. Noi invece chiediamo che il 70% dei rifiuti venga eliminato con la raccolta differenziata porta a porta: 40%, l'umido, deve diventare compost, il 30% secco deve ritornare all'industria.L'altro 30% dei rifiuti deve essere eliminato con una seria educazione popolare e con una nuova politica. No agli imballaggi, no alla plastica, no alle bottiglie di plastica dell'acqua minerale, e così via...
Dobbiamo arrivare ai rifiuti ZERO !
Una città come Seattle (USA) così ha deciso un mese fa. A Salerno il comune di Atena Lucana raggiunge già il 90% di raccolta differenziata. Perchè questo non è possibile a Napoli ?
Insieme ce la possiamo fare !
Il nostro è un SI' alla Vita e un SI' al futuro.

Alex Zanotelli


20 maggio 2008

Le politiche sbagliate sui rifiuti : intervista a Nicola Capone, dell'Assise della città di Napoli

 

Non è un déjà-vu nè un incubo. Le strade di Napoli stanno di nuovo sprofondando tra rifiuti e puzze nauseabonde. Sono passati soltanto tre mesi dalla temporanea soluzione del più grave allarme igienico-sanitario che la città ha vissuto negli ultimi anni, e siamo di nuovo punto e daccapo. Intanto il caldo è alle porte, mentre dalle stanze del Comune di Napoli sarebbe venuto fuori anche un piano sulla raccolta differenziata porta a porta mai attuato. Alcune voci dicono che per questo provvedimento sarebbe stato speso già un milione di euro. Da febbraio a oggi l'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia con sede a Palazzo Marigliano, assemblea cittadina che vigila da oltre due anni sui processi democratici, ha continuato il suo lavoro per proporre un'alternativa valida alla logica dell'incenerimento e dell'arricchimento di privati e organizzazioni criminali. Nicola Capone, segretario generale dell'Assise e redattore del bollettino della plenaria di cui fanno parte la Rete Lilliput, Mani Tese, Wwf e decine di altre associazioni e Pro loco, racconta le prossime mosse per contrastare l'ennesima emergenza rifiuti.
Capone, in tre mesi nulla è cambiato e, se è possibile, la situazione è peggio di prima?
E' possibile, eccome. Se si perseguono logiche sbagliate, si peggiorano solo le cose. Nel frattempo vengono fuori notizie sempre più assurde come questo presunto piano sulla raccolta porta a porta mai avviata che ora tenteremo di spiegare ai cittadini.
Mercoledì intanto arriva Berlusconi. Gli chiederete un incontro?
Gli faremo avere un nostro appello per il ripristino della legalità in Campania in cui si spiega chiaramente che la strada dell'emergenza deve essere limitata nel tempo perché fino ad ora è servita solo a sperperare denaro pubblico. Faremo un presidio permanente a piazza Dante, ci presenteremo come «Quelli del sì» per smarcarci dall'etichetta che ci hanno affibbiato. Abbiamo proposte scientificamente provate, siamo in assemblea permanente da due anni e mezzo e la magistratura ci ha sempre dato ragione.
Dopo De Gennaro sembra possa ritornare Guido Bertolaso, cosa ne pensa?
Con Bertolaso si ritornerebbe di nuovo alla vecchia logica delle discariche. Con lui è stata aperta quella di Macchia Soprana a Serre, che è già stracolma e ha distrutto ettari e ettari di macchia mediterranea. Si ritornerà a parlare prepotentemente di inceneritori come quello di Acerra, che non sarà pronto prima di due anni, e quello di Salerno. Potrebbe ritornare l'ipotesi dei 31 piccoli termovalorizzatori e quindi le discariche saranno necessarie nonostante la Corte di Giustizia Europea abbia dichiarato che non possono raccogliere l'umido. Ci metteremo su una posizione ormai abbandonata da tutti i paesi europei.
Ma quali altre soluzioni ci sono?
Certo che le soluzioni ci sono. Come quella utilizzata dal comune di Vedelago, un comune trevigiano che affianca alla raccolta differenziata e alla separazione tra umido e secco il trattamento meccanico biologico, recuperando a freddo anche l'irrecuperabile. Da questo meccanismo si ricavano sabbie sintetiche utilizzabili nell'edilizia come materiale per mattoni e altri componenti cementizi. Tutto l'umido invece può e deve essere recuperato per fertilizzare i terreni. Esiste una normativa europea per la riconversione dei fertilizzanti chimici in biologici. Gli agricoltori possono creare il proprio centro di compostaggio nella loro campagna ricevendo 900 euro per ogni ettaro riconvertito. E il resto dei cittadini potrebbe farlo se si riaprissero gli impianti di cdr. Il nuovo assessore all'ambiente della Regione Campania Walter Ganapini è d'accordo con questa posizione: due mesi fa dichiarò che per riaprire gli impianti servono solo quindici giorni, denunciando però che i cdr sono inutilizzabili perché i tubi dell'ossigenazione sono stati sabotati. Ricordo che i cdr sono ancora gestiti dall'Impregilo-Fibe, si tratta di una struttura a perdere che ci fa spendere ogni mese 5 milioni di euro circa solo per affittare pale meccaniche e cingolate, mulinetti e piattaforme. Attrezzature che l'azienda avrebbe già dovuto avere in dotazione per lo spostamento dei rifiuti. Una colossale truffa, un meccanismo di erosione di denaro pubblico.

(Ilaria Urbani)


20 maggio 2008

Il piano della raccolta differenziata nasconde l'idolatria dell'inceneritore

 

COMUNICATO STAMPA della Rete Campana Salute ed Ambiente

La Rete Campana Salute ed Ambiente ritiene assolutamente privo di ogni reale contenuto partecipativo il piano comunale per la raccolta differenziata che la Giunta comunale di Napoli porterà oggi alla discussione del Consiglio; un provvedimento "blindato", chiuso ad ogni possibile modifica o integrazione dei cittadini, come ha ribadito più volte l'assessore Mola in questi giorni ("questo è l'unico piano possibile per Napoli"). Solo a piano già chiuso, dopo aver abbondantemente discusso con le burocrazie delle associazioni degli industriali, dei commercianti e dei sindacati, spinto dalla mera esigenza di darsi un belletto "democratico", il Comune ha sentito la necessità di ascoltare le realtà di base dell'associazionismo civile e dei movimenti sociali; le quali, avendo chiesto di poter almeno visionare il piano, ne hanno avuto copia solo venerdì pomeriggio (tre giorni fa), con la pratica impossibilitá di produrre osservazioni mirate da discutere in consiglio comunale e nella città.

La Rete condivide questo giudizio con il Wwf, gli amici di Beppe Grillo, l'Assise di Palazzo Marigliano, il Comitato Allarme Rifiuti Tossici ed altre associazioni e realtà di base presenti alle recenti audizioni della Commissione Ambiente, mobilitate da anni per affermare una diversa politica dei rifiuti ed un nuovo piano regionale partecipato dalle popolazioni campane, incentrato sulla strategia rifiuti zero come alternativa ad inceneritori e megadiscariche





Alla luce di una prima valutazione, la Rete giudica il piano un semplice assemblaggio di "buoni propositi" e minuziose banalità da manuale sulla raccolta differenziata, privo di specifiche concrete sul piano dei finanziamenti, dell'organizzazione, del coinvolgimento e del controllo popolare.

Nello specifico, la Rete considera ingiustificata la limitazione del programma di raccolta differenziata domiciliare a quote ristrette della città, con lenti tassi di espansione; così come giudica gli obiettivi che il piano si propone, relativamente alle percentuali di raccolta differenziata raggiungibili (22% nel 2008, 48% nel 2012), assolutamente inadeguati all'emergenza ambientale in corso, illegali in relazione agli obblighi minimi stabiliti dal d.l. 15272006 e dalla legge 196/2006 (che prevedono il 45% nel 2008 ed il 65% nel 2012), incoerenti con i tassi di incremento annui della raccolta verificati in tantissime situazioni nazionali ed europee dove è stata introdotta la raccolta domicilare (dalle esperienze della municipalità di Japigia a Bari a quelle del consorzio Priula in Veneto, si rilevano incrementi nel 20-30% annui, anziché il rachitico 6% medio fissato dal comune in base ad inverificabili prescrizioni dell’APAT)

Va inoltre rilevato che non si specificano le forme di incentivazione fiscale necessarie a premiare i comportamenti virtuosi (dall'adesione ai programmi di raccolta all'attivazione del compostaggio domestico e condominiale).

La Rete ritiene quindi di essere davanti all'ennesima messinscena del Comune di Napoli, che continua a rifiutarsi di promuovere una seria politica di riduzione, recupero e riciclo dei rifiuti; basti pensare che tutt'oggi, in attesa del piano, non sono stati emanati semplicissimi provvedimenti di urgenza per la riduzione dei rifiuti (ordinanze sindacali per il divieto di vendita per 6 mesi di monouso e bottiglie d'acqua in plastica, il ritiro degli imballaggi presso la grande distribuzione, etc.).

E’ quindi evidente, al di là delle belle parole e dei comodi distinguo di competenze, la volontà del Comune di Napoli di attribuire un ruolo marginale alla riduzione dei rifiuti, alla raccolta differenziata e al riciclaggio, affidando invece all’incenerimento la "soluzione finale" del problema. Una volontà sostanziata dalla proposta comunale di affidare all’ASIA (cioè al soggetto organizzatore della raccolta differenziata) anche la gestione dell’inceneritore di Acerra, creando così un tragico conflitto di interessi che danneggerebbe le politiche di recupero della materia a favore di quelle del (falso) recupero di energia.

Un allineamento sostanziale con le politiche inceneritoriste della Regione e del governo nazionale, tanto più grave adesso che l’irresponsabile gabinetto Prodi ha autorizzato la combustione delle ecoballe fuori norma nell’impianto acerrano, in spregio alle norme nazionali ed europee per la tutela delle risorse ambientali e della salute.

Di fronte alla ottusa e criminale pervicacia delle Istituzioni e dei partiti a perseguire politiche contrarie al bene comune, la Rete ribadisce la necessità di promuovere la mobilitazione popolare, con il coinvolgimento di tutti i cittadini ed i soggetti impegnati a difendere la salute ed il territorio dall’affarismo e dal malgoverno. Una nuova fase di pianificazione delle risorse territoriali e di gestione onesta, democratica ed efficace degli apparati pubblici di governo può nascere solo dalla insurrezione morale e politica delle persone e delle forze organizzate di base della nostra regione.

Napoli, 4 marzo 2008

Rete Campana Salute ed Ambiente


19 maggio 2008

Come Berlusca cercherà di risolvere il problema rifiuti

Presupposto che
A) la camorra può entrare nell'affare in tutte le fasi della lavorazione dei rifiuti.
B) l'opposizione di sua maestà e Bassolino il pusillanime pensano solo ad aggirare il cosiddetto "Partito del no" e di avere le briciole dell'affare che si sta prefigurando



"Anto', Franza o Spagna...."

il tentativo di soluzione sarà :
1) Prendere accordi (tramite lacchè e amministratori locali) con i vari clan camorristici per farli entrare nella fasi legali della raccolta dei rifiuti (affitto luoghi delle discariche, lavorazione e compostaggio dei rifiuti, costruzione dei termovalorizzatori)
2) Proporre una soluzione qualsiasi (scelta dei luoghi, dei soggetti, del metodo)
3) Garantire personalmente (una stretta di mano) gli scontenti che la loro scontentezza sarà provvisoria.
4) Mobilitare l'esercito nelle strade (e coloro che hanno rovesciato l'immondizia in strada saranno i primi a plaudire al provvedimento se l'accordo con i clan camorristici sarà raggiunto)
5) Demonizzare coloro che vorranno entrare nel merito delle scelte sui luoghi, sulle aziende, sugli strumenti e cioè la Sinistra, i sacerdoti impegnati sul territorio, Alex Zanotelli, l'Assise della Città di Napoli 
6) Utilizzare l'esercito contro questi ultimi, oltre qualche camorrista uscito fuori dall'affare.

E i rifiuti tossici ? Quelli non fanno notizia (a qualsiasi latitudine). Continueranno a smaltirsi, buon uomo...


18 maggio 2008

Aspettami e io tornerò

 Aspettami ed io tornerò

Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.





Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia...
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.

Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.

(Konstantin M. Simonov)



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17 maggio 2008

Preparativi di guerra contro l'Iran ?

 Assordante il silenzio nel nostro paese sulle prospettive di una grande guerra mediorientale innescata da un attacco missilistico ed aereo statunitense e israeliano contro una presunta base iraniana per l’addestramento dei terroristi che uccidono i soldati americani in Iraq. Silenzio del governo Berlusconi, silenzio della maggioranza e della minoranza parlamentare, silenzio di politologhi ed esperti militari, silenzio dei mass media. Se ne parla e se ne scrive negli Stati Uniti e in Europa, non in Italia. L’ultimo e più allarmante annunzio di un’imminente apocalisse è stato dato il 9 maggio dal periodico di destra The American Conservative: con il titolo “La guerra con l’Iran può essere più vicina di quanto si pensi” Philip Giraldi, ex funzionario della Cia, riferisce di una riunione del Consiglio della Sicurezza Nazionale che ha approvato i piani di attacco con missili Cruise contro una base Al Qods (la Guardia Rivoluzionaria Iraniana) ove verrebbero addestrati i militanti iracheni impegnati nella guerriglia contro le truppe d’occupazione. 

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Il Segretario di Stato Condoleeza Rice, il Segretario del Tesoro Henry Paulson, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Stephen Hadley, il Presidente George W. Bush e il Vice Presidente Dick Cheney hanno approvato il piano operativo, mentre il Segretario della Difesa Robert Gates si è espresso a favore di un rinvio dell’operazione. Due giorni prima, il 7 maggio, la Casa Bianca aveva inviato tramite i dirigenti della regione curda in Iraq una comunicazione ufficiale al governo iraniano che chiedeva a quest’ultimo di ammettere le sue interferenze nel paese vicino e l’impegno formale a interrompere il suo appoggio ai vari gruppi di militanti che si battono contro le truppe Usa. Immediata la risposta di Teheran: nessuna discussione è possibile fino a quando gli Stati Uniti non sospenderanno le infiltrazioni di agenti e il sostegno fornito ai dissidenti iraniani. Da qui la decisione dell’Amministrazione Bush di inviare un segnale “inequivocabile” e cioè missilistico alla dirigenza iraniana. Presumibilmente – conclude la nota informativa di The American Conservative – si tratterà di una attacco di precisione mirato contro i dispositivi al-Qods di una base nei pressi di Teheran che eviterà perdite tra i civili: spetterà al Presidente ordinare la missione non appena i preparativi verranno messi a punto.


(Lucio Manisco)


17 maggio 2008

La trave-aglio

Dappertutto ormai ci si diverte a vedere la pagliuzza nell'occhio di Travaglio.
Intanto Berlusconi è Presidente del Consiglio, Veltroni incatenato mangia "
li cocci de le noci" e Schifani è la terza carica dello Stato. Il tutto con il beneplacito del popolo sovrano.

IO NON CI STO! button

Perchè non vediamo la trave che sta nel nostro occhio ?
Semplice : non è nel nostro occhio.


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16 maggio 2008

La rappresaglia di D'Avanzo

 Una possibile traduzione della lettera di D'Avanzo a Travaglio :
"Caro Marco, attenzione : per ogni giornalista che denuncia un politico, ci sono decine di giornalisti che denunceranno quel giornalista. 



Anzi, di questi ultimi ce ne è d'Avanzo"


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15 maggio 2008

Il Travaglio della casta : solo un (partito di) Dio ci potrà salvare

Da un lato si può dire che se Travaglio, invece di insultare Schifani, avesse semplicemente detto che Schifani avendo avuto rapporti d'affari con persone condannate per mafia non era la persona più adatta per essere la terza carica dello Stato, forse avrebbe fatto molto meglio.
D'altro canto si può anche dire che in Italia non ci sono consuetudini grazie alle quali si può evitare l'occupazione di cariche istituzionali da parte di persone che abbiano un passato penalmente controverso, occupazione che può dare la stura ai più diversi sospetti e dunque minare anche la credibilità del'istituzione coinvolta.
Il punto è che l'Italia è un paese dove la malavita organizzata devasta tutte le regioni meridionali e dove l'indice della percezione della corruzione ha valori piuttosto diversi da quelli di altri paesi europei e del G8. Dunque o la classe politica trova consuetudini che permettano di evitare situazioni ambigue di questo tipo o sarà alla lunga necessario perchè certe consuetudini si sedimentino, farle inizialmente essere norme positive dell'ordinamento giuridico.
Il fatto che un giornalista, che abbia sopra le righe richiamato l'attenzione su un particolare politicamente rilevante e non conosciuto da tutti, debba difendersi da una tendenza alla censura, indica che l'occupazione delle cariche istituzionali si debba al massimo negare di fronte a sentenze passate in giudicato (e spesso neanche di fonte ad esse). Questo sarà un fattore che alla lunga causerà una crisi delle istituzioni repubblicane o un progressivo imbarbarimento della vita civile di questo paese. Questo è però un costo storicamente sostenibile da parte di una classe dirigente che si sta aggregando tutta intorno ad un progetto politico che porterà il nostro paese verso la catastrofe sociale.
Il primo segnale di questa catastrofe sono le bombe molotov lanciate dalla camorra ai campi rom di Ponticelli, grazie ad una classe politica screditata e pusillanime. Nuovi soggetti si stanno affacciando sulla scena, grazie a questa politica di "riconciliazione nazionale", politica che consentirà progressivi e sempre nuovi processi di riciclaggio della delinquenza in forme lecite di rappresentanza politica.



L'incendio del campo rom di Ponticelli


Di fronte a scenari del genere un antidoto potrebbe essere ad esempio l'otto per mille all'Islam. La nascita di organizzazioni politiche legate a radicali opzioni etico-religiose potrebbe dare a questo processo di riciclaggio effetti erratici che potrebbero sfuggire al controllo di questa classe politica, con conseguenze altrettanto catastrofiche ma per fortuna di senso contrario e meno prevedibili per tutti. Ad es. Hizbullah si sta rivelando un sorprendente tentativo di resistenza alla svendita del Libano al sistema internazionale delle imprese ed un provvidenziale colpo di coda al tentativo di normalizzare ed azzerare la specificità politica di intere nazioni mediorientali
Naturalmente si tratta di tentativi che sono a continuo rischio di estinzione forzata.
Insciallah.


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