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La querelle afghana

Nel caso le ipotesi ventilate siano vere, è stato giusto trattare con i talebani per la liberazione di Mastrogiacomo ?
Questa domanda nasconde molte altre questioni :
I talebani sono considerabili terroristi tout court ?
Che ruolo svolgiamo in Aghanistan ?
Qual è il rapporto tra noi e i talebani ?
Altri alleati in questo scacchiere hanno rapporti con i talebani ?
Da un punto di vista politico la morte di Mastrogiacomo era un costo sopportabile ?
Io credo che volendo rispondere a queste domande bisogna dire che:
1) I talebani non sono tout court dei terroristi, ma un movimento religioso armato che controlla pezzi di territorio afghano anche sulla base di un'adesione ideologica.
2) Qualsiasi decisione Onu che comporti un intervento armato è sempre a rischio di illegittimità  nei confronti dello stesso Statuto delle Nazioni Unite
3)  L'Onu è un'istituzione non democraticamente gestita, vista l'esistenza di membri permanenti del Consiglio di sicurezza con poteri di veto.
4) La nostra presenza non ha dunque tutti quei crismi di legittimità che consentono di bollare come terroristica l'azione di chi si oppone alla nostra permanenza.
5) Le forti polemiche interne al nostro paese rendono difficile giustificare qualsiasi evento di sangue che avvenga in questo scenario di guerra.
6) Gli Usa col caso Calipari hanno con l'Italia un obbigo quanto meno morale di guardare senza fiatare.
7) Da Sigonella si è sempre reso evidente che l'Italia ha sul Medio Oriente un approccio che diverge dall'impostazione euro-atlantica.

Tutti questi dati non consentono un atteggiamento eccessivamente formale nella gestione del rapporto con  i talebani.
Dunque la trattativa è giustamente sembrata la procedura che consentiva di mantenere un minimo di  consenso popolare intorno alla nostra presenza in Afghanistan.

L'Italia con la conferenza di pace e l'apertura politica ai Talebani sta scoprendo gli altarini su una missione autorizzata sotto l'onda emotiva degli attentati al World Trade Center e che si sta rivelando un fallimento dal punto di vista militare. Ed è ovvio che gli altri paesi impegnati (Usa in primis) cercano di metterla in difficoltà.

Pubblicato il 23/3/2007 alle 1.20 nella rubrica Diario.

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