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La rinascita di Al Qaeda

 

Un interessante articolo di Sabina Morandi su “Liberazione” del 17/04/2007 può aiutarci a capire l’origine di questa serie di azioni imputabili ad Al Qaeda.   

Seymour Hersh, il giornalista che denunciò a suo tempo il massacro di My Lai ha infatti evidenziato i pericoli di quella che, a suo dire, è la nuova strategia segreta di Bush, portata avanti dai soliti Cheney, da Elliott Abrams, consigliere per la sicurezza nazionale, da Zalmay Khalizad, ex-ambasciatore Usa in Iraq e da Bandar bin Sultan, consigliere per la sicurezza in Arabia Saudita.

Tale strategia consiste nel finanziamento di Al-Qaeda e di gruppi sunniti in funzione anti-iraniana.

La prima conseguenza è stata la comparsa di Fatah-Al-Islam in funzione anti-hezbollah.

Naturalmente i gruppi pagati per uno scopo ben definito hanno usato i soldi anche per i loro scopi, obiettivi che come ho già detto vanno incontro agli interessi Usa che non vogliono essere lasciati soli nella guerra in Iraq ed hanno paura che la Gran Bretagna mediti l’abbandono della lotta.

Perciò è inutile piangere sullo Yemen che sarebbe il paese più povero del mondo (ma non è vero) o sulla frenesia terrorista in coincidenza con l’estate o sui medici terroristi senza frontiere.

La situazione è semplice e chiara : gli Usa stanno cercando di non finire in mutande e perciò, come Willie Coyote hanno messo su un altro marchingegno da apprendisti stregoni : e che Dio ce la mandi buona.

 

Pubblicato il 5/7/2007 alle 1.25 nella rubrica Politica.

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