Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Marx, Smith e la determinazione del valore

 

Marx dice che Smith scambia la determinazione del valore mediante la quantità di lavoro spesa nella produzione della merce, con la determinazione dei valori delle merci mediante il valore del lavoro e di conseguenza cerca di dimostrare che identiche quantità di lavoro hanno sempre lo stesso valore. D’altra parte egli intuisce che il lavoro, in quanto si rappresenta nel valore delle merci, conta solo come dispendio di forza-lavoro, ma poi torna a concepire questo dispendio solo come sacrificio di riposo, libertà e felicità e non come attività normale di esseri viventi. Certo ha in mente il salariato moderno.

Il lavoro che produce valori d’uso ed è determinato qualitativamente si chiama work, mentre il lavoro che produce valore e viene misurato solo quantitativamente si chiama labour, in opposizione a work

 



Il valore del lavoro non esiste per Marx ? Forse perché il lavoro è una sorta di unità di misura che non può essere a sua volta misurata ? Quello che Smith chiama il valore del lavoro è il valore della riproduzione della forza-lavoro ?

Per Marx, la concezione della naturalità dell’uomo come intesa come ozio è una visione rovesciata e determinata dal carattere alienato del lavoro salariato ?

Da ciò la scissione tra work e labour ?

Work si potrebbe definire un sinonimo del greco ergon (opera, funzione), labour un sinonimo del latino labor (fatica, dolore), per cui si potrebbe dire che quello che potrebbe essere work è al momento ancora labour

Pubblicato il 5/9/2007 alle 2.15 nella rubrica Comunismo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web