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Digressione a partire da Marx : una scissione linguistica del lavoro ?

 

La distinzione tra work e labour che senso ha ?

In realtà labor che vuol dire “fatica” e anche dolore (“laboro capite” è “mi fa male la testa”) forse deriva dalla radice labh o rabh da cui si possono far discendere il greco “lambano” (prendere, afferrare) e laphyron (preda), il sanscrito rabhate (afferrare) da cui il tedesco arbeit (lavoro) o rabhas (impeto, forza) e italiano rabbia., lo slavo rabu (servo) da cui robota (lavoro servile) e dunque robot.

E paradossalmente “fatica” deriva dalla radice “fat” o “fet” da cui deriva “fendere” e “fessus”(stanco) e “fatisci” (venire meno).

 

 

Work” invece deriva dalla radice vrag (spingere) da cui il greco “ergon” (opera, funzione), il sanscrito “vragami” (andare), ma anche l’italiano “ergastolo” (campo di lavoro).

 

La radice delle due parole è più o meno la stessa : una forza che spinge ed afferra (il concetto e il lavoro sono equivalenti). Ma l’uomo ancora non è soggetto di questa forza, ma ne è l’oggetto (a causa delle relazioni sociali esistenti) per cui questa forza lo può lasciare, può venire meno, dal momento che il soggetto non può gestirla. Sicchè il lavoro è fatica, è alienazione (espropriazione di sé)

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 17/9/2007 alle 0.50 nella rubrica Comunismo.

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