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Marx, la merce e la forma di valore

 

Le merci per Marx sono oggetti d’uso e depositari di valore : hanno una forma naturale ed una forma di valore. L’oggettività del valore delle merci non si sa dove trovarla, non ha una collocazione spazio-temporale. La sua oggettività è puramente sociale e può presentarsi solo nel rapporto sociale tra merce e merce. Le merci posseggono una forma di valore che è la forma di denaro. Bisogna dimostrare la genesi di questa forma di denaro, perseguire lo svolgimento dell’espressione di valore contenuta nel rapporto di valore delle merci dalla sua figura più semplice alla forma di denaro.

Il rapporto di valore più semplice è il rapporto di valore di una merce con un’unica merce di genere differente qualunque essa sia. L’arcano di ogni forma di valore sta in questa forma semplice di valore. Due merci di genere differente A e B (nel nostro esempio tela ed abito) rappresentano due parti differenti. La tela esprime il proprio valore nell’abito, mentre l’abito serve da materiale di questa espressione di valore. Il valore della prima merce è valore relativo ossia merce che si trova in forma relativa di valore. La seconda merce funziona come equivalente, ossia essa si trova in forma di equivalente.

Forma relativa di valore e forma di equivalente sono momenti pertinenti l’uno all’altro : uno è condizione dell’altro per quanto l’uno sia opposto all’altro, poli della stessa espressione di valore, essi si distribuiscono sempre sulle differenti merci che l’espressione di valore riferisce l’una all’altra. Non si può esprimere in termini di “tela” il valore della tela. Il valore della tela si può esprimere solo in relazione, relativamente ad un’altra merce. La forma di valore relativa della tela presuppone che una qualsiasi altra merce si trovi in confronto ad essa nella forma di equivalente. Quest’altra merce che figura come equivalente non si può trovare contemporaneamente in forma relativa di valore giacchè non è essa ad esprimere il suo valore, ma fornisce solo il materiale all’espressione di valore di un’altra merce. La stessa merce non può presentarsi simultaneamente nelle due forme della stessa espressione di valore.



 

Dunque la forma di valore è la relazione socialmente rilevante tra due merci, relazione che si è evoluta nel corso della storia sino ad assumere la forma del denaro. Comincia qui un argomento che secondo me è molto interessante, complesso, misterioso.

Il mistero dello scambio è un’evoluzione del mistero del segno : il mistero del segno è quello per cui una cosa può stare per un'altra. Lo scambio è un modo per spiegare e graduare lo stare di una cosa per un'altra. Eraclito accettava il mistero dello scambio per cui una cosa sta per un'altra, una cosa muta in un’altra (anche se in Eraclito già il tema dell’equivalente universale è già presente : il logos, la moneta). I Pitagorici grazie ai numeri possono, attraverso la quantità, regolare il passaggio di una cosa ad un’altra, lo scambio di una cosa con un’altra (x = 3y). La quantità attraverso le sue soglie (il numero è la mediazione tra il quanto e il quale, giacchè è pure una figura) spiega il mutamento di qualità.

Marx affronta da un punto di vista materialistico il mistero da cui è nata la metafisica. Ma riesce ad esorcizzarla del tutto ?

 

 

 

Pubblicato il 24/9/2007 alle 0.28 nella rubrica Diario.

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