Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Aristotele, Adam Smith e l’horror vacui dell’ideologia lavorista

 

 

Chiamo ideologia lavorista l’ideologia per cui il lavoro è la necessaria mediazione che l’individuo ha con le basi della propria riproduzione. Ritengo che uno dei compiti futuri del marxismo sia quello di allentare questo giogo. Un giogo che ha forse antichi e venerandi padri.

 

Pensiamo ad Aristotele che, giustificando la schiavitù, arriva a dire che alcuni esseri sono segnati dalla natura ad obbedire e cioè quelli che per natura non possono offrire più del loro corpo. Per Aristotele meglio per costoro servire che essere abbandonati a se stessi. L’inattività per alcuni esseri umani è segno di degenerazione morale ?




Tale ideologia giustificò la lotta feroce contro il vagabondaggio condotta in Inghilterra all’inizio dell’era capitalistica e porterà in un certo senso al lavoro forzato promosso da parte soprattutto di preti  per i quali il lavoro forse era segno della benedizione divina.

Tale horror vacui, tale paura della dissipazione agisce nascostamente anche in Smith, quando parlando della divisione del lavoro dice : “Generalmente uno divaga un poco passando da un’occupazione all’altra. Cominciando il  nuovo lavoro, raramente è molto attento e impegnato: la sua mente non si impegna e per qualche tempo si balocca anziché applicarsi allo scopo. L’abitudine all’indugio ed all’applicazione indolente e negligente…lo rende quasi sempre trasandato e pigro e incapace ad impegnarsi vigorosamente anche nelle circostanze più pressanti. Quindi, indipendentemente dalla mancanza di abilità, questa causa può da sola ridurre considerevolmente la quantità di lavoro che egli è in grado di eseguire.”

Non solo l’inattività dunque è un momento di degenerazione e di dissipazione delle energie, ma lo stesso passaggio da un’attività all’altra è qualcosa di nefasto. L’aspirazione alla conoscenza ed al controllo consapevole del processo produttivo è un sogno che alla fine si rivela come parto del diavolo, come indecisione, come irresolutezza. L’uomo trasformato in macchina deve avere al posto della mente un compartimento stagno

Il marxismo del futuro dovrà combattere con ogni mezzo questa ideologia, che riporta di nuovo gli uomini a livelli di alienazione  che esso aveva ridotto pazientemente con la lotta ed il conflitto sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 8/10/2007 alle 23.44 nella rubrica Comunismo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web