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Marx e il lavoro astrattamente umano

 

Ad es., facendo dell’abito, come cosa di valore, l’equivalente della tela, il lavoro inerente all’abito viene posto come equivalente al lavoro inerente alla tela. E’ vero che l’arte della sartoria che fa l’abito è un lavoro concreto di genere differente da quello della tessitura che fa la tela. Ma l’equiparazione alla tessitura riduce effettivamente la sartoria a quello che realmente è eguale nei due lavori, e cioè il loro carattere comune di lavoro umano. E con questa perifrasi si è detto che neppure la tessitura, in quanto tesse valore, possiede note distintive che la differenziano dalla sartoria e che dunque si tratta di lavoro astrattamente umano.

Solo l’espressione di equivalenza fra merci di genere differente, mette in luce il carattere specifico del lavoro creatore di valore in quanto riduce effettivamente i lavori di genere differente, inerente alle merci di genere differente, a ciò che è loro comune, a lavoro umano in generale



Qui Marx tenta di sfuggire alla metafisica dei rapporti sociali. Se ci riesce o no è difficile dirlo. Egli si pone un problema che ho descritto come metafisico : perché mai riusciamo a comparare due cose diverse, o meglio due merci diverse ? Cos’è il campo o la proprietà comune che consente la comparazione ? La metafisica rimarrebbe su un piano ideale, confondendolo per un piano trascendente. Marx invece cerca di riportare la questione all’interno dei rapporti tra processi reali, in una sorta di legame causale : entrambe le merci sono prodotti del lavoro umano. Il fatto è che se ci domandiamo quali sono le condizioni della comparazione la domanda è metafisica o quanto meno trascendentale in senso kantiano. Se ci domandiamo perché noi compariamo le merci la domanda è storica, non ideale, ma concreta. In realtà noi le scambiamo, e per scambiarle usiamo dei criteri più o meno consapevoli. Forse la domanda metafisica sorge quando c’è l’esigenza di controllare l’intero sistema degli scambi, mentre di scambio in scambio i motivi e le ragioni hanno una maggiore contingenza. Quando Marx riporta le merci al lavoro si nota una discordanza tra la metafisicità della questione e la scientificità della risposta e la risposta stessa è costretta a diventare astratta : dai lavori concreti, ognuno avente in sé diverse proporzioni di forma e materia, di qualità e quantità si passa al lavoro astrattamente umano. Qui Marx dismette il suo aristotelismo e passa ad un materialismo più radicale, che però risulta apparire proprio per questo astratto e arbitrario, per cui dobbiamo aspettare ancora le prossime mosse per capire cosa Marx voglia intendere.

 

 

 

 

 

Pubblicato il 15/10/2007 alle 2.18 nella rubrica Comunismo.

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