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La filosofia e il non-lavoro

 

Per Pitagora ci sono tre tipi di uomini, come ci sono tre categorie di persone che vanno ai giochi olimpici. La classe più bassa è formata dalle persone che vanno a comprare o a vendere; poi ci sono quelli che gareggiano per la gloria ed, infine, i migliori sono quelli che vanno semplicemente a vedere. La purificazione più perfetta è quindi la scienza disinteressata e, ad essa, si dedica l’autentico filosofo che si è completamente liberato dai vincoli della natura.

 

Che cosa si addice a un uomo povero che vi ha fatto del bene e che ha bisogno di tempo libero per la vostra istruzione? Non c'è nulla che si addica di più, cittadini ateniesi, di una pensione nel Pritaneo; (35) [e si addice] molto di più a lui che a chi di voi abbia vinto alle Olimpiadi con cavallo, biga o carro da corsa; perché quest'ultimo vi fa credere felici, mentre io vi faccio [36e] essere felici davvero, e lui non ha bisogno di sostentamento, mentre io sì. Se dunque devo chiedere quello che merito secondo giustizia, [37a] mi sia assegnata questa pena: mangiare nel Pritaneo.

(Platone, Apologia di Socrate)

 

 

 

Molti perfezionamenti sono dovuti all’inventiva dei costruttori di macchine, da quando la loro costruzione è diventata compito di una particolare professione; e taluni a quella dei cosiddetti filosofi o uomini di speculazione, la cui occupazione non è di fare, ma di osservare ogni cosa. Essi per questa ragione sono spesso capaci di combinare insieme le proprietà degli oggetti più distanti e disparati.

(Bernard de Mandeville)

 

 Molto di rado lo stesso genere di persone inventa arti e migliorie e   investiga la ragione delle cose: l’investigazione è per lo più comunemente praticata da gente pigra ed indolente, che ama starsene appartata, odia gli affari e si diletta di speculazione; mentre nelle arti e nelle migliorie nessuno riesce più spesso degli uomini attivi entusiasti e laboriosi, come quelli che mettono mano all’aratro, fanno esperimenti e danno tutta l’attenzione alle cose che stanno facendo.

 (Adam Smith)



 

 

Uno degli scopi del  reddito di cittadinanza è di liberare tempo, di fare tempo vuoto, un tempo che per la maggior parte dei casi sarà dissipato. E’ il tempo della filosofia, e del momento in cui la filosofia dovrà chiarire a se stessa se avere un ruolo, se dover mettere in crisi la logica dei  ruoli, se dover diventare livello collettivo e politico di elaborazione. Sarà una nevrosi collettiva, una traversata nel deserto, un desiderio sempre risorgente di delega e di semplificazione arbitraria, una navigazione in mare aperto. Si berrà molta acqua salata. Molti annegheranno. Ma forse verrano anche idee buone.

 

 

Pubblicato il 26/11/2007 alle 10.33 nella rubrica Filosofia.

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