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Giovanni Mazzetti : l'errore del politicismo

Invece di misurarsi con il problema di come conquistare la forma di una forza pratica, capace di mediare positivamente giorno per giorno, nella vita empirica, nel lavoro produttivo, nei rapporti personali, la formazione di una nuova base sociale coerente con i propri presupposti; invece di procedere finalmente nella direzione del superamento della proprietà privata,il comunismo sviluppava una ipertrofica illusione che la politica fosse la forma dell'attività e del pensiero capace di riassumere efficacemente in sè l'universalità, ed in quanto tale costituisse la chiave per la transizione ad una nuova società.



Per il fatto stesso di aver cercato il proprio potere unicamente sul terreno della politica, i comunisti hanno fatto assumere al loro movimento la natura contraddittoria di un mero tentativo di conquista del timone dello Stato, conquista dalla quale sarebbe dovuta taumaturgicamente sgorgare una società nuova. Si è cioè ignorato che, come la borghesia aveva praticamente e gradualmente rivoluzionato la vita quotidiana per secoli, prima di porre apertamente il problema del potere politico, così la comunità ha bisogno di essere pazientemente prodotta giorno per giorno prima di riuscire ad assumere una forma generalmente condivisa in modo consapevole. E che ogni tentativo di invertire questo processo, proprio perchè pone come motore del cambiamento la mera volontà, è per sua stessa natura, ideologico 

(Giovanni Mazzetti,
Dal comunismo all'agire comunitario, Editori Riuniti)

Pubblicato il 29/11/2007 alle 20.28 nella rubrica Comunismo.

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