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Int' o' culu o' Dalai Lama...

E' inutile darsi da fare per il Dalai Lama. Che lo invitiamo a fare ?
Anche qui il culo brucia un po' a tutti. Se il Tibet piange, il resto del mondo non ride, nè all'estrema sinistra (vedi Venezuela) nè nel paese libero (vedi Patriot Act), nè nella Russia ormai liberata dal comunismo (vero Putin?). E neanche nell'Italia riformista. Del resto, bisogna prepararsi per tempo alla nuova contesa imperialistica ?
Mentre Rifondazione chiede una verifica per Gennaio, i due venditori di morfina politica si preparano a fare l'iniezione letale alla democrazia italiana, o meglio a quanto resta di essa. I giornalisti gongolano nel prevedere quando i due serpenti soffocheranno il governicchio Prodi a due anni dalla nascita, mostrando di essere i soliti cortigiani al servizio di chi al momento gli tira di più. Berlusconi ? Viva Berlusconi ! Veltroni ? Viva Veltroni !
L'importante è semplificare il quadro. Lo diceva anche Procuste tagliando o allungando gli arti dei suoi malcapitati avventori.
Bisogna cambiare atteggiamento verso la politica. La finzione liberal-democratica è andata  affanculo.
In questo paese non c'è uno standard minimo nè di democrazia, nè di libertà, nè di governo della legge. E le cose peggioreranno, grazie agli stronzi che si stanno muovendo in questo momento.
Ed anche in politica estera non parliamo più di diritti umani quando non si sa chi strumentalizza tale politica, non invitiamo dissidenti se non sappiamo chi paga il loro companatico. La questione dei curdi di parte turca (per non parlare dei palestinesi) sia di insegnamento.
Bisogna in questa fase analizzare il quadro senza ideali, per quello che è , per quello che può dare, cercando di selezionare le priorità senza tanti scrupoli. Bisogna sopravvivere.

Il resto (il Dalai Lama, la Birmania, il terrorismo islamico) è rumore mediatico senza alcun messaggio, conigli che escono dal cilindro a comando.
E del resto, il Dalai Lama ha perso da tempo : per lui la forma era vacuità, ma ha dovuto rassegnarsi alla legge non scritta per cui da noi essa è sostanza. Veltroni glielo avrà sicuramente detto. Bisogna passare dal sorriso di Buddha al sorriso di circostanza.

Pubblicato il 2/12/2007 alle 15.38 nella rubrica Diario.

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