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Diritto di morire

Sul Giornale di ieri si celiava il governo presentando un titolo di questo tenore : "Mastella: Se non salta quella norma, si va subito ad elezioni. Ferrero: Se salta quella norma si va subito al voto"
Dunque se è così e se nessuno dei due fa il bluff (accennato dal D'Alema del penultimatum), Prodi può scegliere di che morte vuole morire : freddato dal boss di Ceppaloni o mandato alla fucilazione per mano dei soliti comunisti.
Credo sceglierà la seconda strada : sia perchè da tempo i comunisti non fanno più sul serio (poco fa Bertinotti ha rassicurato Prodi), sia perchè se facessero sul serio si potrebbe ricominciare a fare la solita propaganda reazionaria contro l'inaffidabilità di Bertinotti. Veltroni non aspetta altro che questo. Così che la sinistra si indebolisca e finisca tutta nel Wa(l)ter.
Ritengo che Bertinotti stia solo pensando quando sia opportuno che cada il governo Prodi e così pure la banda Bassotti (Mastella, Di Pietro, Dini). A dettare il tempo sono i quesiti referendari e i summit della cosca veltroniana con le cosche del centro-destra.
I temi sul tappeto sono come le ombre della caverna di Platone, o meglio come le entrate e le uscite dei personaggi delle soap.



Cioccolattini avvelenati per il Governo Prodi ?
(by Ferrero)


Nel frattempo i morti sul lavoro sono quest'anno 986 : sarà l'effetto del governo Berlusconi o quello del centrosinistra. Il trend sarà in miglioramento o in peggioramento. Non ci interessa. Sono troppi rispetto all'idea di sicurezza sul lavoro che dovrebbe essere promossa e concretamente applicata in un paese civile. Quello che è certo che il potere politico italiano, subalterno alle imprese nazionali e no, se ne strafrega della vita dei lavoratori.
Perchè noi ci dovremmo interessare alla vita del governo Prodi, se non per considerarne gli effetti grotteschi ?

Pubblicato il 9/12/2007 alle 11.35 nella rubrica Politica.

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