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Simboli : l'Anno

Il termine Annus viene forse da un arcaico "amnus", dalla radice indeuropea "Am" o "An" che è nel sanscrito "Am-ati" (tempo), o nel celtico "Am" (tempo), e addirittura nel greco "Ennos" da cui il termine "Enos" (vecchio), anche se mi piacerebbe collegare "Ennos" ed "Enos", al cambiamento nella continuità, come sembra apparire in "Enautos", che per me vuole dire "un (altro), uno che si aggiunge che è lo stesso, quello di prima, la ripetizione dell' identico". Personalmente ricollego tale radice "An" o "En" alla radice sumera "En" che vuole dire anche "tempo" (o da "An" che vuol dire "cielo", ma anche "stella", dall'osservazione dei quali il tempo viene misurato).Tale radice si potrebbe collegare al termine "Annus" (cerchio, anello) che viene dal termine "Acnus" e dalla radice indoeuropea "Ac" che sta per "volta,momento, movimento ciclico che scandisce il tempo"). Tutte queste radici ("An", "Aka" "Am") in sumero vogliono dire misurare, cioè "percorrere un ambito con un'unità di misura, scandendo così il tempo". Per cui "Anno" può ben essere il movimento ciclico del cielo che scandisce il tempo, permettendone la misura.



La scansione dell'anno e del cielo è lo Zodiaco la cui rotazione è simboleggiata
dall'Uroboros, il serpente che si divora a partire dalla coda e al tempo stesso si rigenera uscendo dalla propria bocca a significare l'eterno e paradossale rinnovarsi del cosmo pur nella ciclicità del tempo. L'uroboros è metà bianco e metà nero, così come l'Anno ha una metà maschile ed attiva che va dall'equinozio d'autunno all'equinozio di primavera con al centro il solstizio d'inverno, la porta degli Dei, il Sol invictus, il momento in cui nasce Gesù ed una metà femminile e ricettiva, dall'equinozio di primavera all'equinozio di autunno, che ha al suo centro il solstizio d'estate, la Porta degli uomini, il momento della nascita del Giovanni Battista, alter-ego di Gesù stesso.
L'Anno è un modello ridotto del grande Ciclo cosmico con una fase ascendente ed evolutiva ed una fase discendente ed involutiva.
L'Anno bisestile è l'aggiunta che viene fatta per equilibrare il calendario e dunque la misura umana con il ciclo celeste delle stagioni ed è un momento rischioso perchè è la rottura di un equilibrio umano al fine di permettere l'integrazione con l'equilibrio cosmico. Esso può portare alla morte così come può portare all'Eternità, o meglio è la morte intesa come natalizio dell'Eternità. Esso è il rimedio, che può essere farmaco o veleno, ed è il serpente Uroboros stesso che è nascita e morte.  
Nei racconti mitologici irlandesi, un anno più un giorno è l'eternità : l'unità aggiunta è l'apertura che permette di uscire dal cerchio, di sfuggire al ciclo, per instaurarne uno più esteso.
Collegato all'anno è l'anniversario o il compleanno, che lungi dallo stabilire una mera rievocazione, costituisce una delle fasi salienti del ciclo dell'esistenza. In Giappone si distinguono tra gli altri
Il 40° anno : detto "shoro" è l'inizio della vecchiaia e della saggezza (per Confucio a 40 anni non ci si sbaglia più)
il 61° anno : detto "kanreki" è l'anno in cui si ritorna ad essere bambini 
il 70° anno : detto "koki" è l'anno a cui raramente si arriva ed è quindi un privilegio.
il 77° anno : detto "kiju" è l'anno della felice longevità
l' 88° anno : detto "beiju" è l'anno della ridente longevità, l'anno del riso dell'anziano.


p.s. Il ricorso a termini sumeri sembrerebbe improprio, perchè il sumero non dovrebbe essere un'idioma indoeuropeo, ma chi scrive ha qualche dubbio in proposito e vuole più liberamente giocare con le lingue e le parole

Pubblicato il 1/1/2008 alle 12.13 nella rubrica Ermeneutica.

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