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Babbo Natale

Nella figura di Babbo Natale si sono incrociati tanti miti e tante figure simboliche.
In primo luogo, al solstizio d'inverno c'era presso molte popolazioni l'abitudine di festeggiare il momento in cui il Sole avrebbe di nuovo cominciato a rendere le giornate più lunghe, più calde e più atte a favorire la coltivazione agricola. In queste feste era frequente lo scambio di doni.
Nell'antica Roma c'erano più o meno nello stesso periodo i
Saturnali, dove oltre al sovvertimento rituale dell'ordine sociale (mutuato dal nostro Carnevale), c'era uno scambio di doni simbolici.
Già presso i Cristiani dei primi secoli a Roma c'era lo scambio delle
"stranae" o "strenae" (da cui strenna).



In secondo luogo, allo scambio di doni, si sovrappone il portatore dei doni. Nel Vangelo di Matteo
alcuni Magi provenienti da Oriente portano doni al neonato. Uno dei Magi,Melchiorre è rappresentato a partire dal  IX secolo come un vecchio dalla barba e dai capelli lunghi bianchi. Un'altra figura simile è quella di Wotan, dio canuto e barbuto della mitologia germanica che una volta all'anno fa una grande battuta di caccia ed al suo passaggio i bambini devono appendere i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Wotan avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi. Con questi archetipi, si passa dalla scambio di doni ai doni per i Bambini, che sono figure del Sovrano Bambino e cioè Gesù omaggiato dai Magi.



L'incontro tra le figure dei Magi d'Oriente e Wotan si ha con un personaggio storicamente esistito : San Nicola di Myra, più noto come
San Nicola di Bari, nato e vissuto in Asia Minore, il quale si servì della sua eredità per aiutare i poveri. Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva degnamente maritarle, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l'abbia gettato nella casa dell'uomo, che così poté onestamente sposare le figlie. Anche San Nicola viene nell'iconografia viene descritto con una lunga venerabile barba da Padre della Chiesa. Il culto di San Nicola, oltre che sull'Adriatico dopo la conquista di Myra da parte dei musulmani nell' 809 e la traslazione delle sue spoglie in Occidente nel 1087, diventa molto diffuso in Russia. Non si sa se i Vichinghi abbiano conosciuto San Nicola in Russia come Vareghi o come Normanni a Bari, di cui erano diventati i padroni qualche anno prima della sua traslazione. Comunque è probabile che quest'incontro abbia determinato la fusione tra le due figure dei Magi e di Wotan. San Nicola sussume attraverso la leggenda delle tre fanciulle e dei tre sacchi d'oro, la figura dei Tre Re Magi, oltre alla figura della Trinità di cui si dice fosse stato sostenitore contro Ario (ed infatti viene simboleggiato da un bastone e da tre palle d'oro).  Wotan invece viene dalle leggende trasformato in un demone che terrorizzava il popolo insinuandosi nelle case attraverso la canna fumaria durante la notte, aggredendo e uccidendo i bambini in modo orribile (una deformazione del mito originario germanico). Un sant'uomo (per alcuni lo stesso San Nicola) si pone alla ricerca del demone e lo cattura imprigionandolo con dei ferri magici o benedetti. Obbligato ad obbedire agli ordini del santo, il demone viene costretto a passare di casa in casa per fare ammenda portando dei doni ai bambini. In altre versioni della stessa leggenda il mostro ammazzabambini assume il nome del santo (Pelznickel ovvero Nicola Peloso) e va a trovare i bambini nel sonno (un antesignano di Freddie Krueger), in altre ancora San Nicola viene accompagnato da Zwarte Piet (Pietro il Nero), un moro che a volte simboleggia il mostro stesso (i musulmani) che picchia i bambini, ed a volte simboleggia forse Baldassarre o l'apostolo Pietro che con un bastone picchia il mostro. Come la leggenda di Wotan, così la leggenda di San Nicola viene cambiata, facendola somigliare di più a quella di Wotan : infatti la leggenda così trasformata viene ricordata anche nel Purgatorio di Dante (XX, 31-33), e si aggiunge in essa che la terza notte trovando chiuse tutte le finestre Nicola fu costretto ad arrampicarsi sul tetto per calare le monete giù dal comignolo. L'oro, cadendo, si infilò nelle calze delle fanciulle appese ad asciugare vicino al camino e, da allora in molti paesi sarebbe rimasta la tradizione di appendere calze la notte di Natale per ritrovarle la mattina dopo colme di doni.



Alcuni secoli dopo, "San Nicolaus" diventa negli Stati Uniti (attraverso la mediazione dell'olandese Sinter Klaas o Sint Nicolaas)  "Santa Claus" e perde gli attributi vescovili che sino ad allora aveva conservato. Il suo aspetto attuale viene progressivamente ricostruito da poesie ( Una visita di San Nicola, ora più nota con il titolo The Night Before Christmas del 1823 e forse parodiata da un
famoso film), cartoline, vignette. Fino al 1863 Babbo Natale è un vecchio con la barba bianca, snello, con un lungo abito verde scuro. L’immagine soffice e tonda che tutti conosciamo di Babbo Natale, nasce nel 1860, quando il Presidente americano Abraham Lincoln, come arma di guerra psicologica nei confronti della Germania, chiese al caricaturista americano Thomas Nast di ridicolizzare l’immagine del Santa Claus tedesco (o meglio di Pelznickel) : Nast lo ingrassò, enfatizzò le curve con una cinta nera in vita e decise che Babbo Natale era certamente nato al Polo Nord, e che doveva avere le guance rosse. Per via della rigida disciplina tedesca, Babbo Natale scriveva una lista dei buoni e dei cattivi. La slitta, che riesce a portare un sacco così grande da contenere regali per i bambini di tutto il mondo, non è altro che una caricatura della mitica Station Wagon.


Poi Babbo Natale è stato manipolato dalla Coca Cola. Ma questa è storia d'oggi.

p.s. Ringrazio i link da cui ho tratto spunto e che ho scopiazzato a destra e manca.

p.p.s
. Buon Natale !!!        

Pubblicato il 24/12/2007 alle 19.19 nella rubrica Filosofia.

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