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Una Presidenza migliorista

Giorgio Napolitano ne ha fatta un'altra : oltre a caldeggiare i finanziamenti alla politica militare italiana e a sostenere il protagonismo italiano ed europeo su fronti di tensione internazionale e di guerra, egli insieme a Mastella sta portando a termine un'altra ambigua operazione del governo italiano : la grazia a Bruno Contrada. Perchè proprio la grazia a Contrada ? Questa è la domanda che si presta ai più strani sospetti. Giustamente Giuseppe Di Lello si chiede perchè a Contrada e non ai tanti che l'hanno chiesta con ragioni altrettanto legittime. Il problema secondo me sta nella tradizione politica migliorista propria del Presidente della  Repubblica. Una cultura pallida e pavida che in generale ha tradotto il riformismo all'interno del vecchio Pci in un pasticcio sfociante nel sottogoverno e nei compromessi al ribasso della Prima Repubblica (che tanto vengono sbandierati dalla destra) e che in Sicilia è stato all'insegna dell'ambiguità, come dimostra proprio l'intervista a Macaluso sul caso Contrada e come dimostra anche tutta la storia del Pci siciliano dove la corrente di Macaluso fu quella che contrastava l'azione del gruppo che faceva capo a Pio la Torre.



Sintetizzando, l'attuale Presidenza della Repubblica forse contrariamente alle due che l'hanno preceduta interpreta l'unità del paese in un senso peggiorativo, come tendenza all'intreccio tra meri interessi convergenti delle élite, tendenza che viene falsamente propagandata come tentativo di sintesi politica.
Napolitano è il notaio tanto perbene di questo compromesso tra classi dirigenti a spese del paese.

Pubblicato il 29/12/2007 alle 9.59 nella rubrica Politica.

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