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Globalizzazione sì, Globalizzazione no : world car

 La globalizzazione vorrebbe dire secondo Theodor Levitt della Harvard Business School un mercato ormai unico, dove imprese ancora a base nazionale "vendono la stessa cosa, nello stesso modo, dappertutto" Qualcosa però  che non trova riscontro nei fatti. La Ford ha inseguito per anni il sogno di produrre una "world car" e quando la Fiat ne ha lanciata una, la Palio, a ben vedere si è trattato di un'automobile quasi esclusivamente destinata al mercato regionale, dove viene prodotta ad alcune altre aree in via di sviluppo. Soltanto quelle imprese che siano in grado di produrre l'autovettura adatta per i mercati emergenti possono venderne abbastanza per guadagnarci. Ma la macchina giusta per il Brasile o l'India non è necessariamente la copia di quelle che scono dalle linee di Detroit o Torino.

(Riccardo Bellofiore)



Eppure non è sempre così. Le difficoltà delle aziende nei mercati esteri non sono tutte riconducibili agli stessi fattori strutturali : ad es. sul seguente blog si analizzano le difficoltà attuali di Fiat sui mercati esteri, da cui si desume che i Cinesi ad es. invece di preferire auto prodotte appositamente per il loro mercato mostrano di preferire i modelli già venduti in Europa. Standardizzazione e diversificazione dei prodotti sono strategie di volta in volta usate che non intaccano il carattere globale del processo in atto di estensione dei mercati anche per marchi che prima avevano un ambito solo locale.

Pubblicato il 30/12/2007 alle 17.52 nella rubrica Politica.

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