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Una poesia di Wystan Hugh Auden : Auguro un anno più consapevole

 Domenico Scarpa  (di cui mi pregio di essere amico) ha tradotto questa bella poesia di Auden
                           
                            Una sera che andavo passeggiando –

       Facevo Bristol Street nello scuro –

La folla che affollava il marciapiede

       Era grano a distesa, maturo.

 

 

Lungo la riva del fiume pimpante

       Sentii un innamorato cantare

Sotto un’arcata della ferrovia:

       “L’amore non può mai finire.

 

 

“Io ti amerò, mia cara, io ti amerò

       Finché l’Africa non toccherà la Cina,

E il fiume zompi alla cima del monte

       E canterà il salmone da quella stradina,

 

 

“Io ti amerò fin quando il mare oceano

       Verrà piegato e appeso ad asciugare

E starnazzando vedrai le sette stelle

       Correre il cielo come ocherelle.

 

 

“Conigli in fuga saranno per me gli anni:

       La donna che tra le mie braccia io serro

Dei secoli nei secoli è il fior fiore,

       Il primo amore sopra questa terra”.

 

 

Ma gli orologi in tutta la città

       Qui presero a frullare, a trillare:

“Oh, non lasciarti ingannare dal Tempo,

       Il Tempo nessuno lo conquisterà.

 

 

“Dentro gli anfratti dell’Incubo

Là dove Giustizia va nuda,

Il Tempo dall’ombra ti guata,

       Tossisce se stai per baciare.

 

 

“Tra malditesta ed ansie, vagamente,

La vita via via se ne sgocciola,

E il Tempo si leverà lo sfizio

Domani, o magari già oggi.

 

 

“In quante mai verdi valli

La neve s’ammassa repellente!

Il Tempo spezza l’intrico dei balli

       E l’arco del tuffatore, smagliante.

 

 

“Avanti, tuffa le mani nell’acqua,

       Immergile giù fino al polso;

Guarda nella tinozza, guarda fisso:

       E chiediti che cosa ti sei perso.

 

 

“Bussa il ghiacciaio da dentro l’armadio,

       Il deserto sospira nel letto,

E la crepa nella tazza da tè

       Apre un varco alla terra dei morti.

 

 

“Dove la lotteria dei lazzari dà soldi veri

       Dove il Gigante è squisito con Jack,

E il Ragazzo Biancogiglio è un Leone,

       E Jill cade per terra di schiena.

 

 

“Dài, guarda, guarda lo specchio

       Guàrdati nel tuo scontento

La vita rimane una benedizione

       Anche se tu non sai benedire.

 

 

“Resta là, resta là alla finestra,

       Mentre le lacrime scottano e sgorgano;

Amerai il perverso prossimo tuo

       Con il perverso cuore tuo”.

 

 

Era tardi, ormai tarda sera,

       Gli amanti oramai andati via;

Non trillavano più gli orologi

       Ed il fiume profondo fluiva.

Pubblicato il 31/12/2007 alle 17.50 nella rubrica Schegge.

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