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Globalizzazione sì, Globalizzazione no : globalizzazione e glocalizzazione

Nel nostro ragionamento c'è un rischio, quello di mettere la sordina alle novità dell'internazionalizzazione di questa fine secolo, nella preoccupazione di sottolinearne la continuità con precedenti fasi dello sviluppo capitalistico. Se la globalizzazione non è una realtà già in atto, nè è l'inevitabile sbocco delle tendenze attuali, ciò non toglie che essa sia nondimeno un obiettivo strategico per alcune imprese.
Qui è possibile distinguere tra globalizzazione e glocalizzazione : la globalizzazione consiste in una divisione planetaria del lavoro interna alla medesima impresa, che mira a sfruttare i vantaggi relativi di aree particolari (ad es. il basso costo del lavoro o un ambiente distrettuale particolarmente innovativo). Una strategia del genere è naturalmente portata a favorire una liberalizzazione dei flussi commerciali.
La glocalizzazione invece ha lo scopo di produrre una concentrazione geografica del lavoro di diverse imprese all'interno dei tre grandi blocchi commerciali; l'avvicinamento della produzione al mercato di riferimento tende a far declinare gradualmente il volume degli scambi internazionali.
La strategia della globalizzazione costituisce una ripresa della forma fordista del controllo diretto ed accentua la tendenza alla integrazione verticale, mentre la glocalizzazione rimanda piuttosto alla forma toyotista del controllo, basata sula disintegrazione verticale della produzione a favore di produttori di componenti.

(Riccardo Bellofiore)

Pubblicato il 29/1/2008 alle 15.33 nella rubrica Comunismo.

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