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Primo Levi : un doloroso retaggio

Nella baracca  A abitava il vecchio Gattegno, con la moglie e i molti figli e i nipoti e i generi e le nuore operose. Tutti gli uomini erano falegnami; venivano da Tripoli, attraverso molti e lunghi viaggi e sempre avevano portati con sè gli strumenti del mestiere, e la batteria da cucina, e le fisarmoniche e il vilolino petr suonare e ballare dopo la giornata di lavoro, perchè erano gente lieta e pia. Le loro donne furono le prime tra tutte a sbrigare i preparativi per il viaggio, silenziose e rapide, affinchè avanzasse tempo per il lutto; e quando tutto fu pronto, le focacce cotte, i fagotti legati, allora si scalzarono, si sciolsero i capelli, e disposero la suolo le candele funebri, e le accesero secondo il costume dei padri, e sedettero a terra a cerchio per la lamentazione, e tutta notte pregarono e piansero. Noi sostammo numerosi davanti alla loro porta e ci discese nell'anima, nuovo per noi, il dolore antico del popolo che non ha terra, il dolore senza speranza dell'esodo ogni secolo rinnovato.

(Primo Levi)

Pubblicato il 26/1/2008 alle 21.25 nella rubrica Filosofia.

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