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I fondi per il Molise

 Edifici che rischiano il cedimento, strade e piazze da riassestare, palazzine che aspettano di essere accomodate, scuole che reclamano restauro e messa in sicurezza, rovine che costellano i centri urbani, attività  commerciali che stagnano in ripari di lamiera e nuclei familiari obbligati in angusti locali. Ma come sono stati impiegati, in Molise, i fondi - una catasta di denaro - post terremoto? Anche in scandalose bizzarrie volte ad allargare il bacino di consensi del governatore, Michele Iorio, che sforna delibere a iosa, che promette e che, soprattutto dopo la riconferma al timone della Regione, comincia a suddividere cifre. Un po' qui un po' lì... Strane elargizioni. Pacchi di denari dirottati, a proprio piacimento, su manifestazioni e stramberie. Scordando gli stenti, le privazioni e, di frequente, la catastrofe. Ecco dunque 750 mila euro per l'«itinerario sentimentale Morunni» a Ururi (per la gioia degli innamorati? Mah...); 900 mila euro per uno studio sulle piante officinali di Bagnoli del Trigno; 250 mila euro per «prove sperimentali in mare di ripopolamento delle seppie» affidate all'Istituto zooprofilattico; 90 mila euro per il «piano di monitoraggio e selezione apis mellifera ligustica» - cioè per il controllo delle api che svolazzano sul Trivento - a cura della comunità  montagna Trigno-Medio Biferno; 260 mila euro per un'area campeggio presso il lago di Occhito a Macchia Valfortore e 300 mila per il canneto sul fiume Trigno a Roccavivara. E poi sovvenzionamenti per numerosi sentieri naturalistici, per ippovia e ippoterapia a Guardialfiera, per diversi musei - «della rupe» a Pietracupa, «del profumo» a Sant'Elena Sannita, «della pietra» a Oratino, «naturalistico diffuso di Monte Vairano» a Busso, «fluviale dei mulini» a Santa Maria del Molise - , per il ripristino e la valorizzazione di siti archeologici, per l'«officina del gusto» a Pizzone e la «casa dei sapori» a Montemitro, per l'«arredo dei percorsi dell'arte francescana» a Guglionesi.
Una patata da centomila euro
Nel mucchio dei provvedimenti sono stati infilati pure centomila euro per la «patata turchesca - vocazione dei siti attuali e storici di produzione» a Pesche; oltre 500 mila euro per l'elettrificazione dei rifugi montani a Frosolone, Macchiagodena e a Civitanova del Sannio. Da ciò traspare uno Iorio eco-turistico - che quelli di Capracotta ringraziano per i 600 mila euro per il completamento del polo sciistico, delle piste innevate e degli impianti di risalita - ed enigmatico... Che sarà  mai «un varco per il futuro» da 2 milioni di euro da realizzare a Castellino del Biferno? E a che servirà  il progetto da 252 mila euro, dell'Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, per le «valorizzazioni delle produzioni vegetali molisane e conservazione del germoplasma attraverso l'individuazione e la coltivazione di erbacee alternative»?

(Serena Giannico)

Pubblicato il 12/2/2008 alle 15.32 nella rubrica Politica.

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