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Subprime : di chi è la colpa ?

 Gli standard creditizi sono divenuti più rigidi e le banche sono sempre più restie a prestarsi denaro l'un l'altra, non sapendo chi potrebbe ritrovarsi in portafoglio miliardi di dollari in pericolose obbligazioni ipotecarie (Cdo, obbligazioni ipotecarie garantite). Non ha alcuna importanza che "la base economica sia solida", come ama ripetere Bernanke. Che le banche esitino a prestarsi denaro l'un l'altra è un chiaro segno di una reale incertezza sulla solvibilità delle altre banche. Il commercio rallenta e gl'ingranaggi della macchina economica cominciano ad arrugginirsi.
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Le banche stanno accaparrandosi i contanti e rifiutando i prestiti, anche a coloro che avrebbero i titoli per ottenerlo. Il collasso dei prestiti subprime è solo una faccia della verità. Per oltre il 50%, i prestiti ipotecari concessi in questi ultimi due anni sono stati di tipo non convenzionale: niente pagamento anticipato, nessuna verifica delle entrate "non documentate", soli interessi, ammortamento negativo (2), finanziamento congiunto, mutuo 2-28 (3), tassi civetta, ipoteca a tasso variabile (Arm). Tutti esempi degli scadenti standard creditizi degli ultimi anni, e tutti concausa di un tasso di sofferenze senza precedenti. Ora le banche hanno in mano 300 miliardi di dollari di queste obbligazioni ipotecarie "senza mercato" e altri 200 miliardi di dollari in prestiti ipotecari garantiti, altrettanto pericolosi.
Ancora più angosciante, le grandi banche d'investimento possiedono miriadi di operazioni "fuori bilancio" in sofferenza; sono state quindi obbligate a stringere la cinghia e ridurre la concessione di prestiti, il che sta accelerando la flessione del settore immobiliare. Di solito le bolle speculative immobiliari si sgonfiano lentamente su periodi di 5 o 10 anni, ma questa volta la situazione è diversa.
La tempesta delle riserve, le difficoltà finanziarie di molti proprietari di case e la sensibile contrazione delle emissioni di prestiti (a causa dei crescente sfaldamento dei credito) rendono inevitabile un crollo del mercato immobiliare a fine 2008 o agli inizi del 2009. Si prevede che alla fine del terzo trimestre le banche storneranno una quota considerevole dei loro debiti in obbligazioni ipotecarie, per non doverle contabilizzare come perdite, e ciò accelererà ulteriormente il declino dei prezzi delle case.


E allora di chi è la colpa? Si è già cominciato a puntare il dito e sempre più gente si rende conto che questa enorme bolla è partita dalla Federa] Reserve, come logico corollario delle politiche di "denaro facile" dell'ex responsabile Alan Greenspan.
L'economista e scrittore Henry C. K. Liu riassume la gestione di Greenspan alla Fed nel suo articolo Why the Subprime Bust will Spread: "Greenspan ha diretto la più grande espansione della finanza speculativa nella storia, che include tra l'altro un'industria dei fondi di copertura da 1.000 miliardi di dollari, bilanci gonfiati delle società di Wall Street per quasi 2.000 miliardi, un mercato di accordi di riacquisto pari a 3.300 miliardi e un mercato degli strumenti derivati con valore fittizio superiore a 220.000 miliardi.
Nei diciotto anni di guida di Greenspan, la componente patrimoniale delle società sponsorizzate dallo stato si è gonfiata dell'830%, da 346 a 2.872 miliardi di dollari. Le Gse sono entità finanziarie create dal Congresso statunitense per finanziare prestiti sussidiati a certi gruppi di mutuatari, ad esempio proprietari di case con reddito basso o medio, agricoltori e studenti. I crediti ipotecari (Mbs) hanno raggiunto i 6.550 miliardi, con un aumento del 670%. L'esposizione dei titoli garantiti da attività (Abs) è passata da 75 miliardi a oltre 2.700 miliardi di dollari" (Henry Liu, Why the Subprime Bust will Spread', "Asia Times").




Pubblicato il 15/2/2008 alle 14.16 nella rubrica Diario.

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