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L'amianto di Gianturco

 «Nessuna traccia di amianto presso l'ex Manifattura Tabacchi di Gianturco, procediamo con i lavori per lo stoccaggio delle ecoballe». A dare la notizia domenica scorsa il commissariato per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro. Per conoscere i fatti ci sono volute sei ore, ieri, al Comitato salute ambiente di Napoli Est. Sei ore di occupazione dell'Arpac a Napoli per ottenere finalmente i documenti. Risultato: l'Agenzia non dispone di un suo laboratorio per l'analisi di diossina e amianto, perciò nessun parere è stato dato in merito, se i rilievi sono stati fatti allora sono stati spediti a società private di Brescia, che potrebbero impiegare mesi a dare un responso.
Pareri, tuttavia, l'Arpac li ha dati, in merito all'invio delle balle a Gianturco, e tutti negativi. Non è possibile utilizzare i capannoni per stoccare i rifiuti ma solo il piazzale, dove comunque non si possono sversare rifiuti solidi urbani ma solo la frazione secca e inerte. Frazione secca che in regione non esiste, dal momento che tutti, dai magistrati ai tecnici del commissariato ai rifiuti fino ai cittadini, sanno che le eco-balle sono solo cubi di immondizia «talquale» in confezione speciale, da stoccare nell'ex Manifattura in attesa di venire inertizzati. E anche ammesso che si rintracciasse la frazione secca, i carotaggi dei tecnici dell'Agenzia per la messa in sicurezza del piazzale aumentano i dubbi sull'utilizzo del luogo, visto che insiste su una falda acquifera superficiale.
Il piano straordinario procede a furia di diktat e verifiche spesso solo annunciate, la ricetta resta la stessa: trovare un buco qualsiasi dove nascondere i rifiuti, alle conseguenze ci penserà il prossimo commissario o amministratore di turno. I cittadini però hanno deciso di interrompere il gioco: lunedì scorso il comitato ha presentato un esposto alla magistratura, documenti e planimetrie annesse, da cui risulta ad esempio che in uno dei fabbricati, al piano terra, ci sono balle contenenti amianto, come certifica il nastro che chiude l'involucro, materiale abbandonato senza manutenzione, con numerosi fori di discrete dimensioni. Due capannoni lungo il percorso ferroviario, poi, sono costruiti con materiale coibentato con amianto, lana di vetro e derivati, anche queste strutture fatiscenti. Fino ad arrivare alla quarta strutture in stato d'abbandono che esibisce sulle porte un avviso che mette in guardia contro la presenza di materiale contaminato dall'amianto stoccato al suo interno.


(Adriana Pollice)

Pubblicato il 16/2/2008 alle 12.30 nella rubrica Politica.

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