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Un nuovo inizio a Napoli ?

 Sembra ci siano cose più importanti di cui occuparsi, ad esempio se il Pd di Veltroni «correrà da solo» o se vi sarà effettivamente una «grande coalizione» all'indomani delle elezioni anticipate. Eppure, «siamo consci di una profonda crisi della democrazia rappresentativa che di certo non rinneghiamo né combattiamo ma che anzi con il nostro contributo vogliamo rilanciare». Chi scrive queste parole? Qualunquisti, eroi dell'«antipolitica»? No, sono i cittadini del quartiere napoletano di Pianura e dei comuni vicini di Quarto e Pozzuoli, quelli che avete visto in tv, le mani alzate, prendersi le manganellate delle truppe di De Gennaro. I quali ragionevolmente dicono, in una lettera aperta, che non è sopportabile un nuovo accumulo di «ecoballe» (quelle nocive e inutilizzabili prodotte dalla joint venture tra la famiglia Romiti e Antonio Bassolino) in una zona in cui si è minacciato o realizzato, oltre alla famosa discarica, «l'insediamento di una fabbrica di piombo, la costruzione di un carcere, l'apertura di un sito temporaneo di trasferenza durante l'acuirsi dell'emergenza rifiuti nel 2004, il trasferimento nell'area degli inerti derivanti dalla bonifica dell'area ex Italsider di Bagnoli». Tanto che, alla fine, «si è giunti al sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica di parte dell'area della ex discarica chiusa dodici anni fa: i magistrati sono giunti a ipotizzare i reati di disastro ambientale ed epidemia colposa a seguito di quaranta anni di sversamenti leciti e illeciti di rifiuti tossici e nocivi ». E allora? Allora, i cittadini, lasciati soli dalle istituzioni locali e dalla sinistra, rivendicano la loro «dignità»: pretendono una immediata bonifica del territorio e «siamo pronti a partire con una raccolta differenziata porta a porta, con la riduzione dei rifiuti e degli imballaggi e con il riciclaggio, e ci batteremo per un'educazione ad un consumo responsabile e non inquinante».

(Pierluigi Sullo)

Pubblicato il 16/2/2008 alle 14.30 nella rubrica Comunismo.

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