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Libero mercato

 Quella del libero mercato è una favola ingannatrice. E, se posso aggiungere, una favola che va molto bene a chi vuole farsi ingannare per ingannare meglio i terzi, tutti gli altri.
L'eguaglianza - meritoriamente rivendicata dalla Rivoluzione francese del 1789 - è un inganno (da parte di chi sostiene che ci sia) e un obiettivo per chi sa che il nostro è un mondo di diseguali. E - aggiungo ancora - non ci può essere libertà senza eguaglianza. Figuriamoci quale eguaglianza possa esserci nel mercato. Il mercato è il luogo dei più forti, dei monopoli e degli oligopoli.
Nella nostra società occidentale si parla tanto di libertà, ma se si va a studiare il mercato ci si rende conto subito che la libertà è solo dei più forti e che il tanto esaltato mercato è il luogo classico delle diseguaglianze e della castrazione delle tanto esaltate libertà. Si può avere l'illusione della libertà forse quando si torna a casa, nel privato, ma anche in questo caso la tua casa segna il tuo condizionamento ai poteri forti: a chi devi pagare il mutuo, chi regola il mercato immobiliare e quindi agisce anche sul valore della tua casa in proprietà.
Il mercato che è il luogo centrale della società capitalista è anche il luogo nel quale enormi sono le diseguaglianze di potere economico di mercato e quindi, anche di potere politico.
Cari lettori appena un'occhiata a cos'è il mercato dovrebbe scatenare in noi una furia anticapitalista. Il mercato è anche la negazione della libera concorrenza tra i capitalisti. Dal che nasce anche la grande ipocrisia degli organismi antitrust. Pura ipocrisia, che non è un omaggio alla virtù, ma solo un inganno.
Il mercato? Ormai è solo L'azzardo.

(Valentino Parlato)

Pubblicato il 23/2/2008 alle 13.32 nella rubrica Politica.

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