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La morte di Weizenbaum, il creatore di Eliza

 


È stato uno dei pionieri della computer science e il suo nome è legato a un programma informatico (Eliza) preso a modello di un possibile sviluppo verso la costruzione di macchine informatiche «intelligenti». La morte di Joseph Weizenbaum, avvenuta la scorsa settimana a Berlino, è stata però pressoché ignorata, forse a causa del carattere schivo e riservato dello studioso di origine tedesca.
La biografia di Joseph Weizenbaum può essere catalogata nel numeroso «file» degli ebrei in fuga dal nazismo che, dopo essere approdati negli Stati Uniti, hanno contribuito alla costruzione della leadership americana nella computer science, lavorando per anni nel prestigioso laboratorio del Massachusetts Institute of Technology. Oppure come lo scienziato che criticò fortemente lo scientismo dominante nei laboratori universitari impegnati nello sviluppo di programma di intelligenza artificiale; o a prendere posizione contro il programma di Guerre stellari del presidente Ronald Reagan; o a stigmatizzare il comportamento dei «vagabondi informatici», cioè quegli hacker troppo spesso interessati solo a dimostrare il loro virtuosismo nella programmazione e indifferenti alle conseguenze della loro azioni. Posizione che sarà smentita dalla crescita dei movimenti del free software e dell'open source e che lo porteranno a modificare il suo punto di vista.
Nato a Berlino nel 1923, Joseph Weizenbaum fuggì, assieme alla famiglia, dalla Germania nazista nel 1936. Negli Stati Uniti si laureò in matematica. Ma è alla fine della Seconda guerra mondiale che i suoi interessi si indirizzano verso la nascente computer science. Sono gli anni in cui nasce la «Società americana di cibernetica», che ha come soci fondatori Marvin Minsky, Herbert Simon, John McCarty, mentre il Pentagono comincia a investire centinaia di milioni di dollari nello sviluppo nella computer science. Nel 1950 Weizenbaum lavora alla Wayne University e contribuisce a costruire il primo computer digitale.
Il suo nome resta tuttavia legato a «Eliza», un programma informatico che simula il dialogo tra uno psicoanalista e una sua paziente, per poi presentarsi come la dimostrazione della fattibilità del «test di Turing», in base al quale due «esseri parlanti» posti di due stanze diverse e comunicano tra loro attraverso dei biglietti. Se un osservatore esterno considera plausibili le risposte e le affermazione dei partecipanti alla comunicazione e uno dei quali è una macchina, quella macchina è «intelligente».
La notorietà del programma portò Weizenbaum a scrivere alcuni saggi fortemente critici verso le tesi di chi riteneva possibile riprodurre l'intelligenza umana con un computer. La sua critica all'intelligenza artificiale fu espressa compiutamente nel saggio «Computer Power and Human Reason». Nel libro Weizenbaum invita i «professionisti del computer» a una analisi critica del loro operato. I «professionisti del computer», affermava lo studioso, hanno infatti una responsabilità sociale a cui non si possono sottrarre in nome del progresso scientifico. Da qui, nasce l'impegno nell'associazione «Computer professional for social responsability» e nei gruppi pacifisti americani, fino alla presa di posizione contro il programma di guerre stellari.

Pubblicato il 17/3/2008 alle 3.38 nella rubrica Articoli.

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