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Marx e la scambiabilità immediata

 

Viceversa, la merce che figura come equivalente generale è esclusa dalla forma unitaria e quindi relativa e generale di valore del mondo delle merci. Se anche p. es. la tela - cioè una qualsiasi merce che si trovasse in forma generale di equivalente - dovesse partecipare simultaneamente alla forma relativa generale di valore, essa dovrebbe servire di equivalente a se stessa.

Allora otterremmo: venti braccia di tela = venti braccia di tela, cioè una tautologia, nella quale non sono espressi né valori né grandezze di valore. Per esprimere il valore relativo dell'equivalente generale, dobbiamo invece invertire la forma III.

L'equivalente non ha nessuna forma relativa comune con le altre merci, ma il suo valore si esprime relativamente, nella serie infinita di tutti gli altri corpi di merci. Così ormai la forma relativa dispiegata di valore, ossia forma II, si presenta come la forma di valore relativa specifica della merce equivalente.

Difatti, non si può affatto scorgere a prima vista che la forma della scambiabilità immediata generale è una forma antitetica di merce, inseparabile dalla forma della scambiabilità non immediata, come la positività di un polo di magnete è inseparabile dalla negatività dell'altro polo. Ci si può quindi immaginare di poter imprimere simultaneamente a tutte le merci il marchio della scambiabilità immediata soltanto come ci si può immaginare di poter far papi tutti i cattolici. Per il piccolo borghese che scorge nella produzione di merci il non plus ultra della libertà umana e dell'indipendenza individuale, sarebbe naturalmente cosa assai desiderabile d'esser dispensato dagli inconvenienti connessi a questa forma. e in ispecie dalla non immediata scambiabilità delle merci. Il socialismo del Proudhon costituisce l'illustrazione di questa utopia filistea; e come ho dimostrato altrove, non ha neppure il merito della originalità, anzi era stato svolto molto meglio, molto tempo prima del Proudhon, dal Gray, dal Bray e da altri. Ciò non impedisce che tanta sapienza imperversi col nome di " science " in certi ambienti. Nessuna scuola è stata mai prodiga della parola " science " più di quella proudhoniana, poichè" là dove mancano i concetti, s'insinua al momento giusto una parola "

 


 

Marx poi prende in giro i nostalgici della immediata scambiabilità delle merci, per i quali la libertà di scambio è la libertà fondamentale e che non accedono alla dimensione per loro misteriosa della produzione. Egli fa questo anche perché l’unificazione degli scambi nel medium dell’equivalente generale è per lui a livello della circolazione il rispecchiamento di quell’unificazione della produzione attorno al medium del lavoro. Il superamento eventuale dell’economia monetaria deve per Marx presupporre il dispiegamento degli effetti dell’economia monetaria stessa.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 27/3/2008 alle 10.0 nella rubrica Comunismo.

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