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Marx e il passaggio alla merce denaro

La forma generale d'equivalente è una forma del valore in genere. Quindi può spettare ad ogni merce. D'altra parte una merce si trova in forma generale di equivalente (forma III) solo perché e in quanto viene esclusa da tutte le altre merci, come equivalente. E solo dal momento nel quale questa esclusione si limita definitivamente a un genere specifico di merci, la forma unitaria relativa di valore del mondo delle merci ha raggiunto consistenza oggettiva e validità generalmente sociale.

Ora il genere specifico di merci con la cui forma naturale s'è venuta identificando man mano socialmente la forma di equivalente, diventa merce denaro, ossia funziona come moneta. La sua funzione specificamente sociale, e quindi il suo monopolio sociale, diventa quella di rappresentare la parte dell'equivalente generale entro il mondo delle merci. Una merce determinata, l'oro, ha conquistato storicamente questo posto privilegiato fra le merci che nella forma II figurano come equivalenti particolari della tela e nella forma III esprimono insieme in tela il loro valore relativo. Se dunque nella forma III mettiamo la merce oro al posto della merce tela, abbiamo:

D) FORMA DI DENARO.

            20 braccia di tela =        |

            1 abito =                   |

            10 libbre di tè=            |

            40 libbre di caffè =        |         2 once d'oro

            1 quarter di grano =        |

            1/2 tonnellata di ferro=    |

            x merce A=                  |

Nel passaggio dalla forma I alla forma Il, dalla forma Il alla forma III hanno luogo cambiamenti essenziali. Invece la forma IV non si distingue dalla forma III se non per il fatto che adesso è l'oro ad avere la forma generale di equivalente, invece della tela. Nella forma IV l'oro rimane quel che era la tela nella forma III: equivalente generale. Il progresso consiste solo nel fatto che la forma della scambiabilità immediata generale, ossia la forma generale di equivalente ora s'è venuta identificando definitivamente con la forma specifica naturale della merce oro, per abitudine sociale.

L'oro si presenta come denaro nei confronti delle altre merci solo perché si era presentato già prima come merce nei confronti di esse. Anch'esso ha funzionato come equivalente, come tutte le altre merci: sia come equivalente singolo in atti isolati di scambio, sia come equivalente particolare accanto ad altri equivalenti di merci. Man mano esso ha funzionato, in sfere più o meno ampie, come equivalente generale; e appena ha conquistato il monopolio di questa posizione nell'espressione di valore del mondo delle merci, diventa merce denaro, e solo dal momento nel quale esso è già diventato merce denaro, la forma IV si distingue dalla forma III: ossia la forma generale di valore è trasformata nella forma di denaro.

L'espressione relativa elementare di una merce, p. es. della tela, in merce già funzionante come merce denaro, p. es. nell'oro, è forma di prezzo. La " forma di prezzo " della tela è quindi:

venti braccia di tela = due once d'oro

oppure, se due lire sterline è il nome monetario di due once d'oro,

venti braccia di tela = due lire sterline.

La difficoltà nel concetto della forma di denaro si limita alla comprensione della forma generale di equivalente, cioè della forma generale di valore in generale, la III forma. La III forma si risolve di riflesso nella II forma, la forma di valore dispiegata, e il suo elemento costitutivo è la forma I: venti braccia di tela = un abito, ossia x merce A = y merce B. Quindi la forma semplice di merce è il germe della forma di denaro.

 



 

Abbiamo visto come Marx ha sviluppato in maniera sistematica l’evoluzione ideale dallo scambio immediato delle merci (enucleandone i presupposti) alla istituzione della moneta-merce e del rapporto di prezzo (che non è altro che il valore di scambio tra una merce qualsiasi e la moneta-merce.

Solo astrattamente però la forma di equivalente può essere assunta da tutte le merci. Come vedremo tale funzione è stata svolta solo da alcune merci e per alcuni  motivi materiali e ideali ben determinati. In seguito faremo incrociare la storia della moneta con la storia delle cifre numeriche e la storia dei segni, in particolare dei segni scritti e con la storia antica più complessiva.

 

 

 

Pubblicato il 30/3/2008 alle 10.0 nella rubrica Comunismo.

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