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Palermo senza l'Ici

 

A Palermo il centrodestra si prepara a rimettere le mani nelle tasche dei contribuenti. La giunta del sindaco Diego Cammarata (Fi-Pdl) ha pronto il provvedimento per il raddoppio dell'addizionale Irpef, portandola d'un colpo dal 4 all'8 per mille. Con la stangata d'inizio estate l'amministrazione conta di incassare 16 milioni di euro in più, recuperando l'abolizione dell'Ici, 16,3 milioni di minori entrate, cancellata dal pacchetto fiscale approvato dal consiglio dei ministri. Soldi che farebbero comodo anche a coprire parte del buco nel bilancio dell'Amia, l'azienda dei rifiuti che ha debiti per 50 milioni di euro, gestita da Enzo Galioto, coordinatore provinciale di Fi e neo deputato a Montecitorio.
Il raddoppio dell'aliquota Irpef comunale ha il sapore dell'ingiustizia sociale: il taglio dell'Ici riguarda solo i proprietari delle prime case, circa 130mila a Palermo, mentre l'Irpef si abbatte indistintamente su tutti. Il provvedimento, approvato dalla giunta, arriverà in consiglio comunale martedì, col parere favorevole, oltre che del Pdl, dell'Udc. L'opposizione minaccia ostruzionismo, ma sono soprattutto i sindacati, le associazioni dei consumatori e i comitati a promettere barricate. Cammarata ci aveva già provato prime delle amministrative ma aveva congelato la manovra per non darsi la zappa sui piedi in vista del voto. Il clima ora a Palermo è più pesante, il malcontento è generale e l'indice di gradimento del sindaco non è mai stato così basso.
La serie negativa Cammarata l'ha aperta con l'aumento della Tarsu, la tassa sulla spazzatura, incrementata del 75% la scorsa estate, con introiti calcolati in circa 140 milioni. Un rialzo ingiustificato vista la qualità del servizio di raccolta dei rifiuti, con la discarica di Bellolampo nel mirino della magistratura e l'Amia al collasso.
Poi c'e' la questione delle Ztl, le zone a traffico limitato: il nuovo piano doveva partire il 5 maggio, ma è stato rinviato alla prima metà di giugno per via delle proteste di cittadini, sindacati e associazioni. Il comune ha assegnato il rilascio dei pass (da 15 a 30 euro) per circolare (zone A e B) alla toscana Td group. L'affare è di 21 milioni di euro per il comune e di 16 per la Td Group, in cinque anni. Ma dopo le proteste, con ricorsi pendenti al Tar e minacce di azioni giudiziarie, Cammarata ha modificato per ben due volte l'ordinanza. L'ultima prevede che il pagamento del pass sia una tantum e non più annuale. L'affare dunque potrebbe sgonfiarsi, ma adesso la giunta deve vedersela con la Td group che ha già allertato gli avvocati.
Pur di far cassa la giunta sta mettendo in ginocchio anche 88 comunità alloggio, che non riescono più a gestire 850 bambini che potrebbero essere clamorosamente riconsegnati al Tribunale per i minorenni. Dal 2007 l'amministrazione non versa le rette che deve corrispondere per ogni bambino, soldi che servono per le spese mediche, l'alimentazione, la scuola. «Il sindaco sa - dice Filippo Parrino di Legacoop sociale - che, dal punto di vista legale è il tutore dei bambini, ed è lui il responsabile di quello che sta succedendo». Per garantire il servizio occorrono 16 milioni all'anno, soldi che la giunta nel 2007 ha scritto inspiegabilmente fuori bilancio.
A Palermo si teme ormai il dissesto finanziario. Tra i tanti rimedi a disposizione, Cammarata ne ha scelto uno davvero singolare: spegnere le luci pubbliche in gran parte della città. Da quasi cinque mesi dopo le 20 molte strade sono al buio perché il comune non ha soldi da girare all'Amg, l'azienda che gestisce il servizio. Cammarata, gli assessori e gli altri super manager delle aziende pubbliche però continuano a circolare con le auto blu: eppure il consiglio comunale aveva approvato una mozione per abolire questo privilegio. Carta straccia.

Alfredo Marsala

Pubblicato il 3/6/2008 alle 2.11 nella rubrica Diario.

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