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L'oro nero infiamma l'Asia

 

Nel giorno di festa che si celebra sia negli Stati uniti (Memorial day) che in Gran Bretagna, il prezzo del greggio - a livello di scambi tecnologici - ha superato i 133 dollari a barile. La settimana è iniziata con un nuovo balzo del petrolio causato anche dall'assalto a un pipeline della Shell Dutch Oil, in Nigeria, ad opera dei guerriglieri del movimento indipendentista Mend. Mentre il dollaro prosegua la sua corsa (ieri valeva 1.5752 euro) si attende in questi giorni la pubblicazione dei dati relativi all'andamento del prodotto interno lordo (pil), del trend della vendita delle case e sulla fiducia dei consumatori. Dati che diranno se l'economia Usa è davvero in recessione.
Nel resto del mondo, l'aumento del prezzo dell'oro nero sta scatenando pericolose crisi, facendo impennate il costo dei carburanti. In Italia, ad esempio, il diesel ha sorpassato - per la prima volta - il prezzo della benzina verde con uno scarto di circa 5 millesimi a litro nel medesimo impianto. Si è calcolato che per un pieno, un automobilista spende 75,40 euro per il gasolio contro 75,20 per un pieno della verde. Un gap che si era già manifestato a metà marzo quando la differenza si era ridotto a 2 centesimi.
Molto più drammatica è la situazione in Indonesia, dove la decisione governativa di aumentare di circa il 30% le tasse sui carburanti ha fatto scoppiare una vera rivolta di massa e di piazza. Scontri sono avvenuti, ieri, per le strade di Giacarta tra studenti e polizia e si segnalano sia arresti che feriti da entrambi le parti. «Il paese avrebbe potuto rischiare - ha detto il presidente Susilo Bambang, per giustificare la misura presa - un crollo economico come quello del 1997». Durante il quale si assistette ad una grande svalutazione della moneta nei confronti del dollaro e a una caduta della produzione interna e delle esportazioni. Questa volta, il governo ha «voluto evitarlo», cercando anche di ridurre i sussidi e gli aiuti per poter affrontare l'altra grande «emergenza» del paese ovvero la carenza alimentare. Queste proteste ricordano quelle che scoppiarono quando al governo era il dittatore Suharto.
Inoltre, l'Indonesia ha un tasso di inflazione che - negli ultimi 19 mesi - è cresciuta dell'8,96 e, non più tardi di un mese fa, la Banca centrale ha aumentato i tassi di interesse fino all'8,25%. Il petrolio, è il caso di dire, sta infiammando tutta l'area asiatica: allo studio, a Taiwan, sta la richiesta di abolire il controllo del prezzo sia del petrolio che del diesel, mentre l'India e la Malaysia sono in attesa di prendere alcune fondamentali decisioni. La Cina, dopo il disastro provocato dal terremoto nello Sichuan, ha chiesto che alle imprese sia garantita la fornitura di petrolio in vista della celebrazioni delle Olimpiadi di Pechino. Quindi, avremo più domanda di oro nero che farà aumentare le quotazioni del petrolio, anche, per la spinta della speculazione. Dall'Opec dichiarano convinti: «Non aumenteremo la produzione».

Maurizio Galvani

Pubblicato il 5/6/2008 alle 1.18 nella rubrica Articoli.

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