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Marx : considerazioni di un giovane nella scelta del proprio avvenire

La natura medesima assegna all'animale la sfera d'azione entro cui operare, senza tendere più lontano, senza neppure presagirne un altra.
Anche all'uomo la divinità diede una meta più generale, quella cioè di nobilitare l'umanità e se stesso, ma rimise a lui la scelta dei modi con i quali raggiungerla...
Questa scelta è un grande privilegio di fronte agli altri esseri del creato, ma è insieme un impresa che può distruggere l'intera sua vita, rendere vani tutti i suoi piani e far di lui un infelice.
E' dunque primo dovere di un giovane agli esordi considerare con serietà questa scelta.
Ciascuno ha dinanzi a sè una meta che a lui appare grande, e che in verità è tale, se così la designa la convinzione più profonda, la più intima voce del cuore.
Se ci accade di non essere chiamati a quella attività nella quale saremmo davvero in grado di eccellere, nella lunga serie degli anni nella quale forse l'eserciteremo, essa sarà incapace di impedire la nostra stanchezza, lascerà sommergere il nostro zelo e raffreddare il nostro entusiasmo, vedremo ben presto inappagati i nostri desideri, non  realizzate le nostre idee e mormoreremo contro la divinità e bestemmieremo gli uomini.



Qui Marx, nel romanticismo tipico di un giovane studente, già però evidenzia come il Beruf su cui Weber costruirà parte delle sue analisi, non è qualcosa che possa realizzarsi nel contesto di produzione capitalistico, in un contesto in cui la domanda di lavoro è determinata non dai bisogni concreti, ma da ciò che il capitale ritiene sia vendibile sul mercato, cosa che solo in maniera indiretta, obliqua e simbolica ha a che fare con i primi.
La vita di Marx sarà un tentativo di rispondere seriamente a questo dilemma : la sua vita di organizzatore e di teorico, di politico als Beruf, di spostato (che vive grazie ai debiti ed alle elargizioni di Engels) che disegna nuove dimensioni di attività umana, ma lo fa nella ricerca di un modello di società che consenta effettivamente di effettuare quella scelta di cui parla in questo suo componimento giovanile.

Pubblicato il 13/6/2008 alle 9.24 nella rubrica Filosofia.

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