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l'ANM e le intercettazioni

 

«Il caso intercettazioni è nato per un paio di inchieste che hanno fatto molto rumore sui giornali. Un caos inutile, visto che alcune si sono concluse senza neppure un rinvio a giudizio, ma limitare gli ascolti ad alcuni reati, significherebbe rischiare l'impunità per gli altri». Non è morbido coi colleghi, il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, pm a Roma come il presidente Palamara. Di certo però, del tema del momento si intende. Più della sua militanza in Md, a renderlo famoso in questi anni sono state le sue inchieste, soprattutto l'ultima : la scalata ad Rcs di Ricucci.
Anche il presidente della repubblica dice che in effetti sulle intercettazioni bisogna intervenire con una legge...
L'Anm ha indicato un problema di assetto normativo, sul sistema delle intercettazioni telefoniche. E' indubbiamente necessario che il segreto non venga meno prima che sia stata fatta una analisi delle conversazioni ascoltate e che siano state scelte quelle rilevanti ai fini del processo. Quello che succede nel regime attuale è che fatti relativi alla vita dell'indagato possono essere diffusi e conosciuti. E' un sistema sbagliato, perché rischia di pregiudicare il diritto alla riservatezza personale anche in casi in cui non c'è alcuna necessità di forzarlo. Ma basterebbe istituire un archivio che, prima, tuteli tutte le conversazioni fino a che giudice e parti non abbiano valutato quali siano rilevanti e, poi, custodisca per un certo tempo quelle considerate segrete e il problema sarebbe probabilmente risolto.
Però in Italia qualche abuso c'è stato. Uno ha coinvolto anche un suo indagato, Stefano Ricucci. Nelle intercettazioni che lo riguardavano, ordinate da Milano, saltò fuori un sms personale. Si disse che era un disguido...
Non cito fatti specifici.
Allora parliamo dell'udienza di scrematura. Per i parlamentari si è fatta. Si ricorda D'Alema, Fassino e Latorre su Unipol? In quel caso i giornalisti riuscirono ad avere tutto ugualmente...
Perché in quel caso erano tutte depositate a disposizione delle parti e non erano considerate segrete. Servirebbe invece un provvedimento che tuteli il segreto e magari sì, punisca i giornali che contravvengono colpendoli con sanzioni economiche che in alcuni casi spaventa gli editori più del carcere per i giornalisti.
Berlusconi vuole limitare i reati per cui sono consentite le intercettazioni.
L'attuale criterio, che permette di ascoltare le conversazioni di indagati solo se il crimine di cui sono accusati è punito almeno fino a cinque anni di reclusione, funziona bene, tantoppiù che si dice che lo strumento va usato solo in presenza di gravi indizi e quando sia indispensabile. Se poi decidiamo che non vogliamo più rintracciare i rapinatori, i pedofili, gli estortori allora è un altro paio di maniche. Non so se è consigliabile.
E gli abusi?
Non mi pare che ci siano tutte queste violazioni. Le intercettazioni che non hanno i presupposti non vanno autorizzate, tutto qui.
Si ricorda qualche sua inchiesta in cui le intercettazioni siano state davvero indispensabili?
In molti casi, soprattutto, non si sarebbe compresa la traccia da seguire. Perché gli indagati a telefono parlano e magari dicono dove hanno messo le carte decisive per una tal inchiesta. Poi la prova sono le carte, non la conversazione.
Ma prima come si faceva?
Prima, tutti noi parlavamo molto meno a telefono e gli indagati usavano altri strumenti di comunicazione. Vogliamo tornare all'età della pietra solo nelle indagini?
Dunque lei pensa che le cose vadano bene così?
Penso che ci siano state alcune inchieste, che hanno avuto molto clamore mediatico e pochi risultati processuali, rispetto alle quali il paese ha pensato che la magistratura abusasse degli ascolti. E' necessario un intervento a tutela del segreto, non un freno alle indagini
E il peccatore non ce lo dice? Chi è che esagera con gli ascolti?
Non faccio esempi, credo che i casi siano ben presenti a tutti. Una cosa la voglio dire, su quel sms tra Anna Falchi e Ricucci... qualche giornalista mi spiegherà prima o poi cosa c'entri il messaggio tra due persone prossime alle nozze col diritto dovere di informare?
In molti hanno già chiarito che i dati sui costi diffusi da Alfano erano sbagliati...
Sono più o meno 200 milioni all'anno per tutto il paese. Costano molto perché le spese di appalto sono alte e perché i gestori impongono tariffe che non hanno paragoni in Europa. Eppure, la procura di Roma ha dimezzato il budget a parità di intercettazioni, passando da 1 milione 109 mila a 498 mila euro. E ogni anno l'85% degli ascolti riguarda il traffico di droga.

Sara Menafra

Pubblicato il 20/6/2008 alle 0.59 nella rubrica Articoli.

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