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Dispensatori di verità (Hegel contra Severino?)

...e nella scienza il contenuto è essenzialmente legato alla forma.
Invero si può udire...che la forma è qualcosa di esteriore e di indifferente all'oggetto, che solo questo importa. Si può inoltre porre il compito dello scrittore, particolarmente del filosofo, nello scoprire verità, nel dire verità, nel diffondere verità e concetti esatti.
Ma se si consideri come tale
compito suol essere realmente esercitato si vede, da una parte, ricuocere sempre il medesimo vecchio cavolo e spacciarlo per ogni verso...
In particolare si ha frequente occasione di stupire del tono e della pretensione di siffatti zelanti divulgatori di verità e il cavolo rifritto recasse verità nuove e inaudite...
Ma cosa, in questa calca di verità, sia nè vecchio, nè nuovo, ma costante, può altrimenti differenziarsi e convalidarsi, se non per mezzo della scienza ?


Ne producessimo noi blogger, di queste cose....


Per meglio commentare questo passo, vi riservo una parte della presentazione in quarta di copertina del libro di Emanuele Severino "La Gloria" : "'
Destino della necessità', l'opera di Severino sui cui tutte le altre paiono convergere si chiudeva con la promessa di una seconda parte che avrebbe fornito la risoluzione, cioè la risposta alle domande più gravi e più sorprendenti lì evocate. Ora, a distanza di ventun anni, quella promessa viene mantenuta e l'esito è non meno audace che folgorante"
Come potere vedere l'ultima parte della Saga di Guerre Stellari non avrebbe potuto essere lanciata meglio.
A parziale discolpa di Severino (di cui leggerò un giorno l'Opera Omnia), c'è da dire che anche Hegel si riempie la bocca con il termine "Scienza", ma nessuno scienziato di oggi lo considererebbe neppure un lontano antenato (e nessun hegeliano considererebbe uno scienziato come tale).

Pubblicato il 19/6/2008 alle 9.41 nella rubrica Filosofia.

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