Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

In Argentina la plaza de mayo contro gli agricoltori

 

Medici, professori universitari, impiegati di banca e lavoratori pubblici. Non è stato difficile incontrarli, la fredda sera di mercoledì, nella famosa Plaza de Mayo, nella manifestazione d'appoggio alla presidenta Cristina Fernandez de Kirchner nel durissimo scontro che l'oppone ormai da più di tre mesi ai produttori agricoli che rifiutano l'aumento delle imposte (nonostante i colossali profitti incamerati). Dopo tre giorni di rumorosi cacerolazos degli oppositori nei barrios, specialmente quelli delle classi medio-alte, delle principali città il governo ha cercato la prova di forza simbolica riempiendo la storica piazza, cuore politico del paese.
La partecipazione è stata massiccia: sindacati, strutture del partito peronista, sezioni dei barrios popolari, piqueteros e una presenza significativa di professionisti e settori di classe media che finalmente sono scesi in strada per appoggiare il governo. E poi intellettuali, docenti universitari, artisti, organismi dei diritti umani e altri gruppi sociali che hanno voluto dare il loro «appoggio critico» a Cristina. La sinistra e il centro-sinistra sono divisi e si ritrovano in entrambi i campi.
Martedì la presidenta aveva recuperato l'iniziativa mandando al Congresso un progetto di legge che ratifica l'aumento delle «retenciones» fiscali sulle esportazioni dei prodotti agricoli. I «white farmers» della «Pampa gringa» - che la notte del mercoledì, dopo il discorso di Cristina, hanno deciso di continuare il blocco agrario - sono riusciti ad attirarsi l'appoggio di ampi settori urbani. In un clima di crescente tensione, uno scontro marcatamente classista, tipo quello che divide il Venezuela di Hugo Chavez, è sembrato riprodursi in Argentina, nonostante le grosse differenze fra i due paesi.
Mentre abbandonava la piazza, Enriqueta, impiegata di banca ed ex-militante comunista, diceva che la classe media argentina «è conflittiva e appena la toccano nel protafoglio, reagisce. Ma ci sono anche settori medio progressisti». Quelli venuti in piazza erano lì «per appoggiare il governo di fronte all'aggressività della destra». Ma l'appoggio non era incondizionato. Roberto Molinari, con una bandiera della Madri della Piazza di maggio, diceva che «il governo si sbaglia su molte cose ma sono del tutto d'accordo sulle retenciones e sono qui per appoggiare la democrazia». Dalla città di La Plata erano arrivate la professoressa Silvia e la sua amica Maria Esther per «appoggiare la legittimità di un governo popolare».
Nel suo discorso Cristina aveva echeggiato a Marx: «La storia che la prima volta fu una tragedia si ripete ora come una commedia». Il riferimento era ai cacerolazos e ai picchetti che nel 2001 cacciarono l'impopolare governo del conservatore De la Rua e che ora si ripetono per come parte di un progetto di destabilizzazione.

(Sebastian Lacunaza)

Pubblicato il 30/6/2008 alle 3.0 nella rubrica Articoli.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web