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Sul petrolio la speculazione c'è

 I 200 mila barili di petrolio di più al giorno che l'Arabia Saudita ha promesso di immettere - a partire da luglio - non sembrano calmare i mercati che - complice la speculazione - reagiscono con nervosismo a ogni notizia più o meno negativa. Ieri, sull'onda della notizia di un nuovo attacco a un oleodotto da parte della resistenza nigeriana, le quotazioni del greggio sono balzate sopra i 137 dollari al barile, per poi ripiegare a 135 dopo poche ore. Il problema è che - scarsità del petrolio a parte - è la speculazione a farla da padrona. Ieri il Wall Street Journal ha pubblicato una indagine illuminante: la speculazione sul petrolio è cresciuta così tanto che rappresenta il 71% degli scambi totali del Wti sul Nymex, contro il 37% del 2000. L'inchiesta è stata realizzata da una commissione parlamentare americana e riportata dal Wall Street Journal. Questo significa che soltanto il 29% degli scambi vengono realizzati con finalità di copertura tecnica per l'utilizzo del greggio. L'inchiesta parlamentare è soltanto l'ultimo segnale da parte di Washington per cercare di limitare il ruolo di hedge funds, investimenti e speculazioni sul greggio. Un solo dato: ogni giorno vengono trattiti sul mercato dei future 1 miliardi di barili, mentre la produzione effettiva oscilla attorno agli 87 milioni.
Intanto è stato annunciato che oggi a Bruxelles ci sarà una riunione Tra l'Opec e la Ue. L'incontro si inserisce nell'ambito del dialogo tra le parti. L'Ue, che importa il 50% dei propri fabbisogni energetici (70% nel 2030), stima che l'Opec sarà la sua principale fonte d'approvvigionamento nei prossimi 30 anni. La Casa Bianca, invece, plaude alla decisione dell'Arabia Saudita di aumentare la produzione. «Gli aumenti di produzione da parte di tutti i produttori, compresa l'Arabia Saudita, sono benvenuti » ha detto il portavoce Tony Fratto. Ma difficilmente altri paesi Opec aumenteranno la loro produzione, visto che ritengono gli attuali livelli più che sufficienti.

Pubblicato il 4/7/2008 alle 3.56 nella rubrica Articoli.

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