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Adam Smith e un'altra teoria del valore lavoro

Ogni uomo è ricco o povero nella misura in cui è in grado di concedersi i mezzi di sussistenza e di comodo ed i piaceri della vita.
Ma una volta affermatasi la divisione del lavoro, con il proprio lavoro si può ottenere solo una parte piccolissima di questi. La parte di gran lunga maggiore deve essere tratta dal lavoro degli altri e quindi uno è ricco o povero secondo la quantità di lavoro di cui può disporre o che è in grado di acquistare. Il valore di ogni merce, per la persona che la possiede e che non intende usarla o consumarla personalmente ma scambiarla con altre merci, è dunque uguale alla quantità di lavoro che le consente di acquistare o avere a disposizione. Il lavoro è quindi la misura reale del valore di scambio di tutte le merci.



Questo passo è molto interessante e vanno fatte a tal proposito molte osservazioni :
La prima è che chi è in grado di procurarsi i mezzi di sussistenza e di comodo e i piaceri della vita non è ricco ma è capace o quanto meno potente.
Ricco è chi con la divisione del lavoro ha accumulato un gran quantitativo di beni durevoli da lui prodotti o di beni scambiabili (se non addirittura di beni-moneta) e può disporre di una grande quantità di lavoro altrui. Quindi la definizione di "ricco" presuppone quanto meno la divisione del lavoro se non un abbozzo di economia monetaria.
La seconda considerazione è che qui viene delineata una teoria del valore lavoro diversa da quella marxiana. Il valore di una merce non corrisponde al lavoro necessario per produrla in quanto merce, ma al lavoro che il possesso di tale merce può comandare verso chi volesse acquistarla

(naturalmente è possibile che nei fatti tali definizioni diverse diventino equivalenti per effetto di un gran numero di scambi).

Essa dunque è legata sia al grado di utilità attesa per una sola persona, al numero di persone per le quali ha un certo grado di utilità attesa, alla scarsità (e di riflesso al lavoro necessario per produrla in quanto merce). Naturalmente se tale concetto di valore/lavoro è più comprensivo, al tempo stesso è più vago. Comunque è molto interessante e andrebbe sviluppato.

Pubblicato il 21/7/2008 alle 9.14 nella rubrica Comunismo.

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