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Cesare Pavese : "Esterno" (parte prima)

Quel ragazzo scomparso al mattino non torna.
Ha lasciato la pala, ancora fredda, all'uncino
(era l'alba)
nessuno ha voluto seguirlo:
s'è buttato su certe colline.
Un ragazzo dell'età che comincia a staccare bestemmie,
non sa fare discorsi.
Nessuno ha voluto seguirlo.
Era un'alba bruciata di febbraio,
ogni tronco del colore del sangue aggrumato.
Nessuno sentiva nell'aria il tepore futuro.




Nella poesia di Pavese
le colline sono luogo di battaglia
di rischio, di evasione, di fuga.
Il ragazzo non sa fare discorsi
e nessuno lo segue.
Eppure è lui a tracciare una strada possibile
Febbraio è un mese di sangue
Il mese della carne strappata.
Si sta parlando di un sacrificio
a cui la gente conformista assiste senza intervenire ?

 

 

Pubblicato il 1/8/2008 alle 22.2 nella rubrica Schegge.

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