Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Qualche considerazione su Rifondazione

Per i soliti problemi familiari non ho potuto partecipare al congresso di Rifondazione.
Tuttavia sono soddisfatto del suo esito e probabilmente mi ci iscriverò di nuovo, senza illusioni ovviamente, ma con un minimo di convinzione. Molti hanno mimato l'atteggiamento di Vendola parlando di regressione identitaria. Altri hanno criticato l'affossamento dell'unità a sinistra. Altri hanno parlato di conservatorismo. Altri di trasformismo.



Non è un leader. Meglio così...

Credo che queste critiche non abbiano fondamento.
1) L'identità è il requisito minimo di una formazione politica che voglia proporre qualcosa ai cittadini che dovranno aderire al progetti di Rifondazione. Essa consiste non tanto in un sistema di valori, quanto in un programma di ricerca, fatto di categorie interpretative, metodi, analisi che si concretizzano in previsioni e progetti politici che vanno elaborati e verificati collettivamente. Per Rifondazione il punto di partenza è Marx, il punto d'arrivo è da identificare di volta in volta. Ma la riflessione e la conoscenza del punto di partenza sono fondamentali.
2) L'unità a sinistra non deve per forza realizzarsi in una formazione politica unitaria, ma deve essere una unità d'azione che si realizza a diversi livelli con chi ci sta e su punti specifici. Magari si può pensare anche a cartelli elettorali, programmi di governo comuni, patti di desistenza, tutti basati sul chiarimento delle differenze e sulla ricerca di convergenze corroborate dalla correttezza dei rapporti.
3) La riflessione e la partenza dalla propria tradizione politica non sono conservatorismo, ma l'ingrediente fondamentale di qualsiasi processo politico che non cerchi l'equivoco, l'ambiguità, l'opportunismo politico. Sin quando Bertinotti ha incoraggiato questa la discussione e l'approfondimento, oltre che la capacità di stare nei movimenti, il partito ha vissuto una buona vita. Quando è subentrata la paura (dopo Genova) e la riflessione ad una testa sola (quella del leader) è subentrata la decadenza.
4) Il rischio di trasformismo esiste nella misura in cui ci sia poca vita democratica all'interno di un partito e dunque è possibile anche scongiurarlo se non ci si affida a nessuna soluzione leaderistica.
Questo è quanto. Poi ci saranno momenti di approfondimento

Pubblicato il 5/8/2008 alle 10.45 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web