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La sortita di GnèGnè, er mejo della Blogosfera

GnèGnè, come ben sanno i miei dieci lettori, è un blogger muscolare, un cultore del brain building, il Terminator del giornalistame, un vero e proprio bullo della Blogosfera.
Forse non lo sapete, ma è stato lui lo sponsor italiano del premio Nobel Krugman che prima il giornalistame italiano
non sapeva neanche chi fosse, impegnato com'era ad intervistare Carlin Petrini e Marco Travaglio.
Orbene, GnèGnè non si contiene più. In realtà, come il serial killer Buffalo Bill di un fortunato thriller, egli sta completando la sua metamorfosi da crisalide a farfalla, processo testimoniato dal parziale abbandono del suo nick KK e dalla rivelazione della sua vera e luminosa essenza, Il Luca. Il processo è ancora in fieri tanto che adesso nel suo laboratorio intelletttuale c'è un ibrido Luca/KK che non è ancora nè Jekyll nè Hyde. Io del resto avevo preconizzato questa trasformazione, nomandolo GnèGnè, perchè avevo derubricato ed ammorbidito il suo nick KK, ormai too hard. Oltretutto, il nick di passaggio e cioè GnèGnè meglio evidenziava il lato lagnoso e giaculatorio del nostro. Le sue lamentazioni sull'egemonia del pensiero della decrescita felice, sui Girotondini e sulla loro santa alleanza nel nome di Robert Mugabe, Nanni Moretti e Serena Dandini, sono infatti ormai momenti topici per la ricostruzione del pensiero della sinistra,  momenti che trasformano i coglioni del lettore in tappeto nuziale.



Gnè Gnè agita anche Karl Marx contro Slow Food, ricomprendendo quest'ultimo nel socialismo utopistico o reazionario (i pomodori Sammarzano appartengono al Partito Nazista, il Parmesan alle schiere progressiste del libero mercato) dal momento che il radicale compimento del marxismo è l'evviva liberistico, in quanto bisogna prima che il capitale si diffonda e domini tutto il mondo per portare telefonini, ketchup e assicurazioni con il kit della mappatura del genoma ai proletari, i quali con questi stessi strumenti eventualmente faranno una timida critica al Capitale e si impiccheranno nella cucina della rivoluzione. 
Naturalmente nel passare da KK (che diceva dabbenaggini facendo le bucce agli altri) a Luca (che dirà dabbenaggini scendendo in campo in prima persona), c'è un comprensibile parossismo della lamentazione, per cui l'attacco è a tutto spiano. Addirittura c'è l'invito a Scalfari a farsi da parte (una sorta di occhettiano impeachment) e ieri anche la critica al mio economista italiano preferito e cioè Emiliano Brancaccio.
Gnègnè un po' lo ha fatto apposta, come nel Processo del Lunedì, giusto per fare caciara con me (visto che io ogni giorno mi vado a guardare quale sofisma ha elaborato). Ed io lo accontenterò.
Morte ? E morte sia, ma prima un po' di Bumba...

 

Pubblicato il 25/11/2008 alle 16.25 nella rubrica deliri.

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