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Nasce www.Economiaepolitica.it

 

Non vi è dubbio che, a parte alcune eccezioni di rilievo, la divulgazione in campo economico nell'Italia degli ultimi anni sia nelle mani di economisti di ispirazione più o meno moderatamente liberista. Il che non sorprende dato lo scenario politico nel quale ci si trova, e considerate le modalità di finanziamento della comunicazione nell'Italia berlusconiana. Il punto da rilevare è semmai che questi economisti presentano le loro analisi e i loro suggerimenti di politica economica come neutrali, in quanto derivanti dalla neutralità dell'economia come scienza esatta. Ma l'economia non è affatto una scienza esatta e far passare l'idea che lo sia serve esclusivamente ad accreditare chi scrive. Ogni teoria economica nasce da un presupposto ‘preanalitico' che ha necessariamente a che vedere con l'affiliazione politica (non necessariamente partitica) di chi scrive e quindi dalla sua ‘visione del mondo', che, in quanto tale, non può essere al di sopra delle parti. Non si è di fronte, quindi, come pure è stato detto, a due scuole di pensiero (chi conosce l'economia e chi la ignora): si è davanti a una pluralità di posizioni che si confrontano sulla base del rigore dell'analisi e della robustezza dei riscontri empirici.
Va riconosciuto che, l'economia dominante è capace di comunicare idee semplici e apparentemente di buon senso, certo non per questo esatte, su problemi specifici che la politica è chiamata a risolvere. Viceversa nel fronte ‘critico' - data anche la tradizione culturale dalla quale deriva - è forte la tendenza a dipingere grandi scenari che, se possono essere estremamente utili per la comprensione delle dinamiche capitalistiche, sono meno rilevanti (o spesso del tutto e volutamente irrilevanti) per i lettori che, a sinistra, desiderino sapere da cosa origina un provvedimento, quali obiettivi si propone, e cosa ci sarebbe bisogno di fare, nel caso quel provvedimento sia indesiderabile dal suo punto di vista. Tutto ciò attiene all'ampio spettro degli interventi che va dalle normative che rendono il lavoro sempre più precario, all'attacco al sistema formativo pubblico, alle liberalizzazioni, al bilancio pubblico, alla social card.
A partire dal 2005, un gruppo di oltre cento economisti della Rive Gauche ha provato a sfidare l'egemonia del pensiero liberista, con una serie di iniziative, fra le quali si possono ricordare due convegni nazionali sulla finanza pubblica e la precarietà, nonché l'appello per la stabilizzazione del debito pubblico (si veda il sito www.appellodeglieconomisti.com), redatto alla metà del 2006, e oggettivamente di massima attualità nel momento in cui l'Unione europea si rende conto che i parametri di Maastricht devono essere rivisti. In quelle occasioni sono stati messi in discussione almeno due Totem dell'ortodossia: che la precarietà produce occupazione e che dunque sia un ‘male necessario', e che la gestione dei conti pubblici debba essere condotta tendendo al pareggio del bilancio. Sul primo fronte, si è dimostrato che la ‘flessibilità' non produce occupazione e che genera semmai disoccupazione e calo dei salari. Sul secondo fronte, si è visto che il cosiddetto "risanamento" della finanza pubblica non solo non corrisponde a nessun criterio scientifico ma è anche controproducente per l'obiettivo dello sviluppo economico e dell'equità sociale. Va ricordato che l'appello fu discusso a ridosso dell'approvazione della finanziaria di rigore e risanamento di Padoa-Schioppa. Con il senno di poi, sembra sensato ritenere che la scomparsa della sinistra in Parlamento sia anche addebitabile al perseguimento da parte del Governo Prodi di una politica di ‘lacrime e sangue' che ha penalizzato in primo luogo proprio i potenziali elettori di sinistra; senza, peraltro, che ce ne fosse realmente bisogno.
Nasce ora "Economia e Politica", rivista on-line indipendente di critica della politica economica, diretta dall'economista Riccardo Realfonzo, noto promotore delle iniziative sopra ricordate, che si prefigge di introdurre nel panorama della divulgazione economica una voce alternativa, che consenta ai lettori di esaminare in modo più consapevole le scelte di politica economica e di andare a fondo nell'analisi strutturale degli interessi che le determinano. La sfida, che potrete seguire all'indirizzo www.economiaepolitica.it, consiste nel privare di fondamenta, sul piano dell'analisi scientifica, i falsi convincimenti che imperversano nel campo moderato e, al tempo stesso, nel rendere accessibili le analisi e le proposte del fronte critico a un pubblico non necessariamente attrezzato a comprendere i risvolti tecnici delle teorie economiche. Soprattutto perché l'ideologia - niente affatto morta, come si vuol far credere - si presenta molto spesso sotto la forma apparentemente neutra della tecnica. La rivista - aperta a contributi sui grandi temi dello sviluppo, della distribuzione della ricchezza, della questione di genere, dell'ambiente - si avvarrà di un Consiglio scientifico composto da Augusto Graziani, Luciano Gallino e Pierangelo Garegnani.
Naturalmente occorre essere consapevoli che l'auspicabile inversione di rotta negli indirizzi di politica economica non passa solo per i canali di una comunicazione economica alternativa, ma per un complesso di circostanze, che attiene in primo luogo al rafforzamento del mondo del lavoro sul piano sia sindacale che politico. "Economia e Politica" può rappresentare un'ottima occasione per far interagire in modo ancora più sistematico chi è chiamato a produrre idee nuove e ‘critiche' in campo economico e chi ha la responsabilità di tradurle nella prassi politica e sindacale.

La rivista verrà presentata a Roma, al Centro Congressi Cavour, il prossimo 10 dicembre alle 17,30, alla presenza di Paolo Ferrero e Pier Luigi Bersani. In quella stessa sede si discuterà del volume L'economia della precarietà, curato da Paolo Leon e Riccardo Realfonzo. Economia e politica, consultabile all'indirizzo web www.economiaepolitica.it, si è data la seguente organizzazione: Coordinatore: Riccardo Realfonzo. Redazione: Bruno Bosco, Luigi Cavallaro, Sergio Cesaratto, Roberto Ciccone, Guglielmo Forges Davanzati, Francesco Garibaldo, Sergio Marotta, Rosario Patalano, Massimo Roccella, Roberto Romano, Antonella Stirati. Consulenza tematica: Emiliano Brancaccio. Consiglio scientifico: Luciano Gallino, Pierangelo Garegnani, Augusto Graziani.

Pubblicato il 10/12/2008 alle 21.20 nella rubrica Comunismo.

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