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Matuino Mazzonis : I giganti asiatici si coalizzano di fronte alla crisi

 

Non hanno perso tempo gli asiatici. C'è la crisi e bisogna mettersi d'accordo. Anche tra nemici giurati per storia tradizione come Giappone, Corea del Sud e Cina. In un summit tripartito tenutosi ieri, i tre Paesi hanno «avviato una nuova era nella partnership tripartita che produrrà pace e sviluppo sostenibile nella regione». Per questo, i Paesi svilupperanno più «una cooperazione negli anni a venire, costruendola sui progressi da fare passo dopo passo». Nel primo summit a Fukuoka, in Giappone, il premier giapponese Taro Aso, quello cinese, Wen Jiabao, e il presidente sudcoreano Lee Myung-Bak, ritengono che le rispettive economie siano «dinamiche, resistenti e strettamente correlate tra di loro. Noi - si legge nella dichiarazione - rimarchiamo le visioni e le responsabilità per la creazione di un futuro pacifico, prosperoso e sostenibile sia per la regione dell'estremo Oriente sia della comunità internazionale». Assieme per ritagliarsi uno spazio internazionale. Anche questa è una novità interessante: i Paesi asiatici tendono ad avere un'agenda diplomatica ristretta e molto legata ai loro interessi. In vicende come quella del nucleare coreano hanno però giocato un ruolo cruciale. E sentono di avere diritto e dovere di cominciare a fare qualche passo in più nei luoghi che contano della diplomazia. Lo stesso G20 immediatamente convocato all'esplodere della crisi finanziaria è un segnale in questo senso.



I leader convengono sulla opportunità di cooperare sulla base dei principi «di apertura, trasparenza, reciproca fiducia e comune interesse e rispetto per le nostre diverse culture». Si tratta di parole molto importanti: nei mesi passati Cina e Giappone avevano litigato sulla storia e su qualche isoletta nel mare che divide i due Paesi; tensione c'era stata anche tra Seoul e Tokyo sempre per ragioni legate ai crimini di guerra commessi dai giapponesi durante i conflitti del primo 900. Quanto alle relazioni tra Cina e Corea, il riavvicinamento è un altro pezzo di storia del XX secolo che se ne va.
A Fukuoka si è discusso anche di come affrontare le sfide «nei mercati globali finanziari ed economici». A tale proposito, «siamo determinati a definire una solida cooperazione di carattere politico, economico, sociale».
I tre Paesi decidono di coordinare gli sforzi annunciando un pacchetto di stimolo regionale e prevedendo l'aumento degli scambi di valuta - che significa connettere di più i sistemi finanziari tra loro. Ne hanno bisogno. L'export e l'import cinese hanno conosciuto una flessione per la prima volta in sette anni e l'economia giapponese, che ha conosciuto una crisi feroce negli anni 90, non gira come dovrebbe.

Pubblicato il 20/12/2008 alle 16.28 nella rubrica Politica.

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